DELLY.
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Pi che il tuo amore.
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1959. A. Salani Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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I due giovani protagonisti di questo romanzo, hanno concezioni diametralmente opposte della vita, del suo significato e del suo scopo. Un solo ideale hanno in comune: l'amore.
E da questo contrasto profondo nascono le drammatiche vicende che pongono due cuori e due destini di fronte a una tragica sentenza che sembra senza appello.
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CHI E' DELLY.
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Delly  uno pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (Avignone, 13 settembre 1875, Versailles, 1947) e Frdric Petitjean de la Rosire (Vannes, 1876, Versailles, 1949).
Jeanne-Marie e Frdric erano figlia e figlio di Ernest Petijean, militare di carriera, e di sua moglie Charlotte Gaultier de la Rosire.
Trascorsero la loro infanzia a Vannes, trasferendosi poi a Versailles quando il padre and in pensione.
Marie consacr la propria vita alla scrittura, dando il via a una notevole produzione letteraria, la cui pubblicazione inizi nel 1903 con il romanzo Dans les ruines. Il contributo del fratello Frdric fu fondamentale, oltre che nella scrittura, nell'abile gestione dei contratti di edizione con le varie case editrici. Il ritmo di produzione dei romanzi, ne furono pubblicati pi di uno all'anno fino al 1925, e l'ottimo ricavo delle vendite assicurarono ai due una vita agiata, che per non imped loro di restare nell'ombra, sconosciuti al pubblico e alla critica.
L'identit di Delly, infatti, fu rivelata solo dopo la morte di Marie, nel 1947, due anni prima di quella del fratello.
I romanzi di Delly furono estremamente popolari fra gli anni dieci e gli anni cinquanta del 1900; alcuni di essi si collocano fra i pi grandi successi editoriali dell'epoca. Si tratta quasi sempre di drammi, spesso con divagazioni, in castelli e foschi paesaggi, tra intrighi, complotti, fanciulle candide ed innocenti vittime di congiure o di tradimenti e macchinazioni di amanti o parenti diabolici e cose del genere, molto in linea con il Feuilleton ottocentesco.
Lo stile  considerato piatto dalla critica, gli intrecci ripetitivi e costruiti su un modello immutabile: l'opposizione fra una protagonista che simboleggia la purezza ed altri personaggi che cercano di ostacolare la sua ricerca dell'amore perfetto. Tutta l'opera di Delly porta l'impronta della struttura sociale e della moralit degli inizi del secolo, restando impermeabile ai mutamenti sociali e culturali che attraversarono l'epoca in cui vissero i due autori.
Marie e Frdric Petijean lasciarono una parte delle loro ricchezze e tutti i loro manoscritti alla Socit des gens de lettres, per fini assistenziali rivolti agli scrittori malati e in difficolt. Una sala dell'Htel de Massa, sede della Socit des gens de lettres, porta il nome di "Sala Delly".
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Pi che il tuo amore.
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Capitolo 1.
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Jean de Malay camminava di passo svelto attraverso i campi, con i cani alle calcagna.
Era un bel ragazzo alto, slanciato, robusto, con l'apparenza di uomo di mondo. Il suo volto dai tratti energici, un po' abbronzato dall'aria pungente, esprimeva la gioia di vivere, di essere giovane e sano, di aver la coscienza tranquilla e l'animo pieno di entusiasmo.
I contadini intenti ai loro lavori, lo salutavano al passaggio con rispettosa familiarit.
Buon giorno, signorino Jean.
Buon giorno, Mousseaume... buon
Maellet. Si lavora bene oggi, eh?
Certo, signorino Jean. Avremo un bel raccolto di grano, quest'anno!
Jean gettava un'occhiata da conoscitore sulla marea di spighe che ondulavano al sole, fin ai piedi delle colline ricoperte di bei vigneti. Era il pi grande proprietario terriero della contrada e teneva a migliorare le condizioni dei beni che aveva ereditati dai suoi antenati. Un fattore dirigeva sotto i suoi ordini i braccianti; Jean aveva per l'abitudine di sorvegliare tutto personalmente e non lasciava a nessuno la cura di provvedere ai bisogni morali dei contadini che vivevano intorno alla Varellire.
S, Jean de Malay, cos affascinante con quei suoi occhi castano-dorati, ridenti o pensosi a seconda del momento, ma sempre espressivi, pieni di vita e belli al punto da far girare molte teste se lo avesse voluto, aveva un animo profondamente religioso ed era attaccato a tutti i suoi doveri.
Sua madre aveva sviluppato con amore le doti preziose che erano in germe nella sua giovane anima e, al momento di uscire da questo mondo, quella cristiana esemplare aveva avuto la gioia di vedere i resultati di quella educazione alla quale aveva consacrata tutta la vita, dedicata esclusivamente all'assistenza dei poveri e ai suoi doveri di castellana.
E ora sposati, ragazzo mio, gli aveva detto teneramente, accarezzando la testa bionda del figliuolo che si appoggiava a lei.
Jean aveva soffocato a stento i singhiozzi...
Sposarsi! Non chiedeva di meglio. Si sentiva fatto per formare una famiglia, per circondare di affetto una giovane sposa e dei bambini. Inoltre, desiderava ardentemente di non lasciar
spengere la vecchia razza vandeana dalla quale discendeva!
Non era troppo esigente. Non cercava ricchezze o una grande bellezza...
Disinteressato per natura, aveva una larghezza di mezzi che gli permetteva di non preoccuparsi della dote della futura moglie.
In quanto alle doti fisiche, non ne faceva gran caso se non erano accompagnate dal fascino che viene dalla finezza dell'animo e dalla distinzione che era abituato a trovare nella madre, nella nonna e nella sorella.
Per ora non aveva fatto la scelta...
Voglio trovare una ragazza che ti somigli, nonnina mia, diceva alla nonna abbracciandola, quando la buona signora insisteva perch si decidesse.
Ma fino a quel giorno non l'aveva trovata... In quanto a un matrimonio di trattato con una ragazza che gli piaceva solo a met, non aveva mai voluto sentirne parlare!
In fin dei conti puoi aspettare, caro mio.
Non hai che ventotto anni! diceva Maddalena, la sorella rimasta ragazza perch, come dichiarava allegramente, aspettava ancora il Principe Azzurro dei suoi sogni.
Jean era tranquillissimo. Pensava che Dio, vedendo la buona volont, avrebbe messo sul suo cammino la compagna destinata a restargli vicina nei giorni tristi e nei giorni felici.
Infatti, quella mattina nessuna preoccupazione turbava la sua serenit di fronte all'incanto di quel mattino d'estate e alla promessa di un raccolto abbondante.
La sua fronte si corrug leggermente solo quando, a una svolta della via, vide profilarsi tra due ciuffi d'alberi la sagoma grigia di un castello fiancheggiato da una torre.
Se  vero quello che dice Marietta, sono arrivate ieri, pens. Che noia avere quelle sconosciute cos vicine a noi!
Continu a camminare con l'occhio fisso sul castello. Si chiamava la Marbotterie. Apparteneva alla famiglia de Carbonnes. di vecchio ceppo vandeano, proprio come il de Malay con i quali, del resto, era imparentata.
Louis de Carbonnes aveva sposato una donna ricchissima, molto lanciata in societ, che passava l'inverno a Parigi, l'estate sulle spiagge pi di moda, e disprezzava la vecchia casa di
famiglia.
Poich, data la vita che conduceva, le rendite erano appena appena sufficienti, la signora de Carbonnes aveva persuaso il marito ad affittare la Marbotterie.
Jean l'aveva saputo direttamente da loro, al termine dei quattro mesi che passava ogni anno a Parigi per ritemprarsi nell'ambiente intellettuale e artistico e dare il contributo del suo
entusiasmo giovanile, della sua parola affascinante, ad alcune opere sociali della capitale.
In casa de Carbonnes aveva anche conosciuta la nuova inquilina della Marbotterie.
Nel corso di un ricevimento che riuniva nei loro salotti, insieme ai rappresentanti delle vecchie famiglie francesi, letterati e artisti di secondo rango, dei quali, in mancanza di meglio
de Carbonnes amava circondarsi, presentato a Jean de Malay una donna giovane, piccola di statura, esile, che indossava una specie di tunica all'antica. In mezzo al viso, affilato, bianchissimo, brillavano due occhi neri nei quali sembrava riflettersi tutta la vita che pulsava intorno...
Amico mio, avrai certo udito parlare della signora Dormier, una delle nostre migliori scultrici.
 lei che ha preso in affitto la Marbotterie per tutta l'estate.
S, Jean conosceva di fama la signora Irene Dormier. Aveva anche ammirato all'ultima mostra, una sua statuetta imitazione Tanagra, vero gioiello di grazia squisita e di bellezza delicata.
Fece dunque all'artista i suoi pi sinceri complimenti.
S,  graziosa, la mia suonatrice di flauto, aveva dichiarato la signora Dormier.  il mio capolavoro... Ma avevo nella mia sorellina minore una modella di eccezione!
Per alcuni istanti avevano parlato di arte, poi la signora Dormier si era accomiatata da de Malay, dicendo con uno di quei gesti graziosi che le erano abituali: Avremo il piacere di essere vostri vicini durante l'estate... Sar una cosa piacevolissima!
Jean non era della sua opinione. La signora Dormier aveva tutta l'aria di essere una persona simpatica e la sua conversazione era piacevole...
ma quella civetteria provocante, quel modo di fare un po' troppo libero, non gli piacevano affatto.
Ma c'era di pi. Jean non sapeva se quella sconosciuta era una persona rispettabile, per quanto alla signora de Carbonnes se ne rendesse garante... cosa che faceva per tutte le persone
che frequentavano il suo salotto!
Jean rest, dunque, un po' perplesso sulle possibilit di relazioni di amicizia tra lei e le padrone della Varellire... con la nonna e Maddalena, cos serie, cos profondamente religiose,
cos propense a evitare contatti che potevano urtare i loro sentimenti e la loro educazione.
Dopo tutto, pens se non sar di loro gusto, si limiteranno a restituirle la visita e non la inviteranno pi!
Aveva preso un viottolo che andava verso il fiume, il cui riflesso argenteo si intravedeva a momenti, in mezzo al verde dei rami.
Passando accanto a una casupola, salut la vecchia donna seduta davanti alla porta.
Buon giorno, mamma Michlle!
Buon giorno, signorino Jean.
E la donna sorrise, alzando verso di lui un viso di una bruttezza ributtante.
Per Jean quella poveretta era la personificazione del dolore santificato, consolato dalla religione.
La sua vita era stata una serie continua di disgrazie e di sofferenze atroci. Ora era vecchia, sola al mondo e consumata da un male incurabile.
Abitava in quella casupola messa a sua disposizione dalla carit della mamma di Jean; e Maddalena de Malay andava spesso a farle visita e a offrirle i suoi servigi.
Conosceva Jean fin da quando era piccolo e aveva per lui una grande simpatia.
Per parte sua, Jean ammirava la pazienza con la quale sopportava i suoi dolori e la rassegnazione semplice e serena che non le era mai venuta meno.
Avete gli occhi pieni di sole, signorino Jean!
Il giovane rise allegramente a questa frase che mamma Michlle, nella sua ingenua ammirazione, ripeteva sempre.
 la giovent, mamma Michlle! Avete visto mia sorella, stamani?
Certo!  cos buona, la signorina Maddalena!
Dite un po', signorino Jean, perch non si sposa? E voi? Eppure, siete cos carini tutti e due!
Jean rise di nuovo e dichiar che andava via perch gli faceva troppi complimenti. Strinse cordialmente la vecchia mano rugosa e riprese a camminare lungo il sentiero che ora saliva a
strapiombo sul fiume.
Improvvisamente, alla sua destra, una voce femminile esclam: Lysis, non ti spenzolare troppo!
Il bel nome greco suon piacevolmente all'orecchio di Jean... Incuriosito il giovane si fece avanti e scost leggermente i rami degli alberi che crescevano ai lati del sentiero.
Di fronte a lui, sull'altra sponda del fiume, terminava il parco della Marbotterie. Vide due donne: in quella seduta e intenta a disegnare riconobbe la signora Dormier. L'altra era ritta
sul tronco di un albero, caduto proprio sulla sponda del fiume. Sporgeva in avanti, sull'acqua di un color verde pallido, la fronte bianca come il marmo, e in netto contrasto con i capelli scuri che ricadevano in riccioli vaporosi.
Jean trasal, ammirato... Aveva davanti agli occhi la statua tipo Tanagra di Irene Dormier...
Ma il modello gli parve infinitamente pi affascinante, nella sua bellezza viva!
Dal luogo dove era, poteva vedere i tratti puri, non ancora ben formati della ragazza, la figura slanciata, forse un po' esile nell'abito bianco, semplicissimo.
La giovane poteva avere diciassette anni. Jean ne vide palpitare le lunghe ciglia scure, ma non distinse i suoi occhi, abbassati verso il fiume.
Poi, improvvisamente, si rese conto di essere indiscreto... Allora si ritir indietro e continu per la sua via. Con un modello di quel genere non c'era da meravigliarsi che Irene Dormier
avesse fatto un capolavoro!
In cinque minuti arriv al viale che conduceva alla Varellire, un fabbricato dalle mura massicce, annerite dagli anni. Il suo aspetto, nobile e semplice nello stesso tempo, richiamava alla
mente il ricordo degli antenati di Jean, di quei de Malay che i contadini chiamavano i nostri bravi signori.
Padroni e fittavoli avevano sofferto le stesse privazioni, vissuto attraverso gli stessi pericoli, lottato insieme per la loro fede e per il loro Re.
Charette, inseguito dai repubblicani, si era rifugiato, una volta in casa di un contadino, e un'altra alla Varellire. Tanto qua che l, il re della Vandea aveva trovato la stessa accoglienza, la stessa dedizione assoluta. E, quando in seguito era caduto nelle mani dei suoi avversari, il vecchio Enrico de Malay, inchiodato nel letto da una paralisi, dopo aver visto cadere i suoi tre figliuoli, i suoi bei Chouans, come li chiamava con orgoglio, si era drizzato con uno sforzo sovrumano, esclamando: Ah, se c'eravamo noi!...
Tutti questi ricordi, e quello delle brave donne le cui virt erano fiorite entro le vecchie mura, avevano lasciato nella vecchia casa il profumo di una bont eroica e serena.
Jean amava molto la sua Varellire! Non si Ritrovava completamente che alla sua ombra, nell'ambiente avito cos ben conservato dalla nonna e dalla madre.
Non che alla Varellire si disprezzassero le comodit moderne e si chiudesse la porta alle novit del giorno... Oh, no! ma una sana ragione e una delicata prudenza allontanavano sistematicamente, gli effluvi dissolventi di certe opinioni e abitudini contemporanee, per serbare intatte le tradizioni, l'integrit, e le sane opinioni morali della razza.
Un po' pi tardi, quando si ritrov con la nonna e la sorella nella sala da pranzo per la colazione, Jean raccont i vari incidenti della mattinata, senza omettere che, spinto dalla curiosit, aveva osservato, non visto, la signora Dormier e sua sorella.
Lysis? Che bel nome! disse Maddalena.
Per, da quello che ci hai detto, quella povera figliuola deve avere avuto un'educazione molto strana.
Ho paura di s. Non credo sia una conoscenza adatta per voi. In ogni modo, non avete l'obbligo di frequentarla. Pu darsi che la signora Dormier abbia parlato cos, tanto per fare, ma che in realt non abbia la minima intenzione di venirci a trovare. Viene qua per riposarsi nella quiete della campagna dopo un inverno un po' troppo mondano.
S, ma forse la ragazza si annoier... Insomma, staremo a vedere! concluse la signora de Malay scuotendo la testa incorniciata dai bei capelli bianchi che Jean si divertiva a baciare dicendo in tono scherzoso: Nonnina, voglio che la mia sposa, abbia, un giorno, dei capelli come i tuoi!
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Capitolo 2.
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Alcuni giorni dopo, tornando da una visita al castello di Balbennes, Jean incontr, al principio del viale, la signora Dormier e sua sorella che andavano alla Varellire.
Tanto meglio! esclam la giovane donna porgendogli la mano. Ci presenterete voi!
Jean balbett una frase cortese, senza troppo sapere quello che diceva. Due occhioni azzurri, dell'azzurro che ha l'acqua quando  profonda, si erano posati sopra di lui... Non era la loro bellezza eccezionale che lo turbava fino a quel punto! Si domandava invece se non sognava davanti al candore luminoso, alla squisita purezza d'animo che quello sguardo e tutto l'insieme della fisonomia rivelavano! Si era immaginata ben diversa la sorella di Irene Dormier!
Lysis, il visconte de Malay... la mia sorella, la signorina Orlannes.
Mentre la ragazza rispondeva al saluto di Jean, la sua pelle bianca si soffuse di un color rosa cupo.
Il signor de Malay, vinto il primo senso di
sorpresa, assicur che sarebbe stato felicissimo
di fare gli onori della Varellire alle amiche dei
suoi cugini de Carbonnes... e mise nelle sue parole
un po' pi di calore di quello che non aveva
pensato di fare pochi minuti prima.
A giudicare dall'esterno, gli sembrava che la
signorina Orlannes avrebbe incontrato l'approvazione
della nonna e di Maddalena. Non sbagliava,
e ne ebbe la conferma un po' pi tardi,
quando le due sorelle si sedettero nel salone della
Varellire dove erano state ricevute dalla signora
de Malay e dalla sua nipote.
Lysis era una ragazza un po' timida, molto
allegra, semplice, e di animo aperto. Parlava
poco, ma con tatto e intelligenza. Di tanto in
tanto guardava con affetto la signora Dormier che reggeva con brio la conversazione.
Parlarono di arte e di letteratura. Irene ebbe
il buon gusto di non urtare, su questo punto,
le idee delle sue interlocutrici e di attenersi a
considerazioni generiche. Non riusc simpatica
alle castellane della Varellire, ma non dispiacque
oltremodo, e queste lo dissero a Jean quando le ospiti se ne furono andate.
In ogni modo la ragazza  un tesoro, soggiunse Maddalena.  una meraviglia vivente di grazia virginale e di distinzione.
Jean approv.
Maddalena, hai trovato le espressioni giuste.
Sembra quasi impossibile che sia sorella della signora Dormier e sia stata educata da lei.
Irene aveva detto che Lysis aveva un fratello
gemello. Si chiamava Hlos. Poi, vedendo Jean
de Malay un po' meravigliato per questi nomi
greci, aveva dichiarato:
Sono una ammiratrice entusiasta della Grecia
antica... come, del resto era mio padre!
Quando nacquero questi due ragazzi, e la loro
mamma, la seconda moglie del signor Orlannes
ci rimise la vita, decidemmo di tirarli su secondo
le nostre idee, e cio nel culto della bellezza che
i Greci capivano cos bene!
Mio padre mor poco dopo e a me rimase la
responsabilit della loro educazione. Credo di
essere riuscita nel mio intento. Hlos e Lysis
sono due veri elleni. E tanto pi lo sono in quanto
nelle loro vene scorre, da parte della madre,
discendente di una vecchia famiglia provenzale
di pura razza, un po' di sangue greco...
Tutti e due, fin dall'infanzia, hanno vissuto a
Corf, e sono stati educati, dietro le mie direttive,
da una donna molto intelligente e molto
colta che ha terminato il suo compito presso di
loro proprio quando la salute l'ha costretta a
mettersi in riposo.
Quando i castellani della Varellire resero la
visita alla loro nuova vicina, alcuni giorni dopo,
videro Hlos Orlannes, un giovane di aspetto delicato,
il cui viso pallido era illuminato da un
paio di occhi neri, ardenti, un po' allungati. Non
rassomigliava alla sorella, ma aveva, come lei,
una grazia innata nel modo di fare, di camminare,
di gestire.
Lysis era vestita di un abito foggiato a tunica
che le scopriva il collo e le braccia, di una linea
perfetta.
Jean dovette riconoscere di non aver mai vista
una ragazza pi affascinante di lei. Era cos
naturale, cos gaia, cos ingenua, cos inconscia
dell'effetto che produceva!...
La giovane non si allontan quasi mai dal
fianco di Maddalena che, evidentemente, le era
molto simpatica, e alla quale chiese con grazia
squisita la storia della Marbotterie.
Era quella della chouannerie, cio degli eroici
insorti al servizio del Re e della monarchia. Infatti
anche i de Carbonnes si erano battuti valorosamente
insieme ai de Malay, al fianco dei
generali Charette, Cathelineau, La Rochejacquelein.
Maddalena pronunziava con venerazione i
grandi nomi dell'epopea vandeana... ma non
trov eco nel cuore dei forestieri! Oh, come li
sentirono lontani su questo punto, lei, Jean e la
signora de Malay!
Per il giovane fu un dolore la cui intensit
l'avrebbe certamente sorpreso, se avesse avuto il
tempo di analizzarlo!
In compenso, quando la conversazione scivol
sull'antichit, il fratello e la sorella si rivelarono
molto profondi sull'argomento, entusiasti delle
civilt di altri tempi e, particolarmente, di quella
della Grecia.
Irene non aveva esagerato: ne aveva fatto due
figli dell'antica Eliade, due adoratori della bellezza
plastica e delle divinit pagane. La loro
cultura intellettuale, molto spinta, ricordava
quella dei giovani Elleni dell'antichit. Per
quanto le era stato possibile, Irene aveva allontanato
da loro l'influenza latina, deformatrice, a
parer suo, della bellezza pura.
Jean discusse cortesemente con lei su questo
punto, mentre passeggiavano nel parco folto e
accidentato... Ma non tard ad accorgersi che la
signora Dormier non era donna da modificare le
proprie idee!
Siete un barbaro latino! gli dichiar
apertamente. Un bellissimo barbaro,  vero, e
questo mi rende indulgente verso di voi. Nella
Grecia antica vi avrebbero divinizzato. Fidia
avrebbe fatto di voi il suo capolavoro. Ah! chi
ci render le meraviglie dell'arte greca, le sue linee
pure, la sua bellezza sobria?!
I suoi occhi si animavano, si ingrandivano a
tal punto che Jean vedeva solo quelli nel volto
minuto e sapientemente truccato.
Guardate l... Evidentemente  graziosa...
 elegante... Ma vi sognereste mai di dire che 
bella in tutto il senso della parola?
E si volt a mostrargli col dito la Marbotterie,
una graziosa casetta, ricoperta in parte di verde
e di fiori.
Signora, la bellezza si manifesta sotto forme
svariate. Non vorrete certo negarla alle nostre
cattedrali?
Le vostre cattedrali! Sono dei bellissimi
monumenti barbari che non ho mai avuto il bene
di capire.
Questo poi!...
 cos. Sono incorreggibilmente antiquata
e pagana. L'idea che ha ispirato agli uomini
certi monumenti,  lettera morta per me. Vedete,
in questa casa, graziosissima del resto, soffoco...
non mi sento a mio agio. La campagna
 bella, ma manca di luminosit, di calore, di
profumi. Parigi mi attira per la sua civilt raffinata...
perch  una festa per lo spirito e per
gli occhi... Ma aborro le sue bruttezze, il suo cielo
grigio. Mi piace solo in certe giornate di primavera
o di autunno, quando passeggio nel Bois
de Boulogne, in mezzo alla bellezza luminosa di
una mattinata o di un pomeriggio senza nuvole.
A volte ho perfino avuto la sensazione di essere
sotto un altro cielo, in un'altra atmosfera. Dove
mi sento rivivere  gi, nel mezzogiorno!... Ho
una villetta a Cannes, l'Olivette. Che profumi!
Che ricchezza di luce e di vita!  l che ho eseguito
i miei pi bei lavori... la mia suonatrice
di fluto, per esempio.
Jean, attirato da quella personalit che si svelava,
chiese:
La signorina Orlannes ha i vostri stessi
gusti?
Gli stessi... Hlos  come noi! Ho avuto
cura di tenerli lontani dalle vostre idee latine!
Hanno vissuto isolati, sotto la mia direzione,
con la loro governante che mi capiva bene e mi
ha sempre assecondata in tutto. Fino a poco
tempo fa hanno ignorato quasi tutto della vita.
Una conoscenza troppo precoce  dannosa all'infanzia
e all'adolescenza, anche fisicamente.
Toglie tutta la freschezza. Li ho penetrati di
amore per la bellezza delle forme armoniose,
della luce. Lysis  tuttora un delizioso fiocco
di neve, una creatura di eccezione, incantevole.
Ora, per, ha diciassette anni e le far conoscere
la vita.
Jean non riusciva a trattenere una protesta.
Oh, signora, aspettate!
Irene, rise divertita.
Troverete che  un errore? Oh, no! Tutto
va fatto a suo tempo... Lysis sta diventando una
donna. Sar bella... pi che bella! Tutte le gioie
del mondo saranno sue, come pure tutte le ebbrezze
dell'amore.
Davanti a Jean e alla signora Dormier camminavano
Hlos e Lysis, la signora de Malay
e Maddalena. Proprio in quel momento Lysis
rise una risata fresca, infantile, e Jean ebbe
una stretta al cuore pensando che avrebbe perso
ben presto quella sua bella semplicit.
Irene continu:
Questi ragazzi ignorano la vostra cupa religione
che divinizza il dolore e la miseria... Che
condanna le gioie di questo mondo! Adorano
l'anima delle cose... i profumi... i fiori... la luce,
la bellezza, la vita! Oh, specialmente la vita!...
La vita in tutto il suo ardore, in tutta la sua
pienezza! Tra qualche anno mi direte se non ho
fatto della mia Lysis un capolavoro!
Jean la guardava, esterrefatto di fronte alla
esaltazione che faceva brillare i suoi occhi
scuri...
Ma, secondo voi, obiett, che significato
ha la morte... i dolori inevitabili della vita?
I dolori? La morte? Oh, quando non si possono
evitare, ci si libera dai primi, con la seconda...
La morte volontaria, una morte dolce,
senza angoscia, rientra nei miei principi.
E avete inculcato queste idee a quei ragazzi?
La voce di Jean era fremente di indignazione!
Certo! Dite un po'... Vedete la mia bella
Lysis torturata da una malattia incurabile, soffrire
senza un'ombra di speranza?
Vedo soprattutto la sua anima, disse
Jean serio serio. Noi sappiamo che c' un'altra
vita al termine di quella terrena, piena di
dolori.
Irene si lasci sfuggire una risata secca.
L'anima? Non so se l'abbiamo... In ogni
caso, non me ne preoccupo affatto.
Credete che la signorina Lysis non abbia
un'anima?
La signora Dormier rise di nuovo.
Vi dico che non lo so e che non mi importa
di saperlo.  la bellezza... la vita... Domani
sar l'amore.  il mio idolo, la mia piccola
dea, la personificazione di tutto quello che
adoro.
In quel momento Lysis si volt per chiedere
qualche cosa alla sorella...
Davanti a quegli occhi azzurri, cos puri, nei
quali sembrava riflettersi tutta la luce che li circondava,
Jean pens:
Ha un'anima, s... e forse un'anima bellissima!
Che ne far questa donna?
Da questa conversazione con la signora Dormier
rest a Jean l'impressione di essere molto
lontano dalla giovane vedova, che aveva la coscienza
falsata dal dilettantismo e dall'ateismo
e il cuore chiuso a tutti i sentimenti, eccetto
la passione per l'antichit pagana, l'adorazione
panteista, l'affetto per il fratello e la sorella.
E questo sentimento, pensava Jean, aveva tutta
l'aria di essere solo l'affetto dell'artista per
l'opera che ha creata e della quale si  fatto in
cuore un idolo!
Il signor de Malay avrebbe voluto studiare a
fondo quella natura sconcertante, ma, contrariamente
alle previsioni delle castellane della
Varellire, i rapporti con la Marbotterie furono
molto rari, nei due mesi che vi passarono la signora
Dormier e i suoi familiari.
La giovane vedova temeva forse per Hlos e
Lysis il contatto con le idee latine dei vicini?
Jean ebbe questa impressione e la comunic
alla nonna e alla sorella.
La signora de Malay aveva avuto lo stesso
pensiero.
Tanto meglio, disse. Con le opinioni
che ha espresso non  una conoscenza da rimpiangere.
S... tanto meglio... rispose Jean senza
convinzione.
Le ville dei dintorni si erano popolate. Cominciarono
le riunioni, furono organizzate partite
di caccia e passeggiate.
Maddalena e Jean prendevano parte alle une
e alle altre. Erano molto ricercati tutti e due,
ma Jean in modo particolare, per il suo carattere
gioviale, la sua cortesia cavalleresca, e quel
certo fscino che gli attirava tutti i cuori, giovani
e vecchi.
La nonna gli diceva:
Jean caro, sii ragionevole... Non fare il difficile,
e scegli una castellana per la Varellire
tra le brave ragazze che conosci e che saranno
delle ottime mogli.
Jean riconosceva che la nonna aveva ragione.
Decise dunque di studiare a fondo la questione
e di fare la sua scelta... Ma, oh, mai come allora,
si era sentito il cuore disperatamente
freddo!
Non posso sposarmi in queste condizioni,
disse al signore de la Hallire, il castellano di
Balbennes, che la signora de Malay aveva incaricato
di persuadere il nipote.
Jacques de la Hallire era tornato da poco dall'Africa
Occidentale dove aveva passato alcuni
anni. Voleva ormai stabilirsi definitivamente a
Balbennes, diceva lui. Era un uomo di trentotto
anni, dalle spalle quadrate come il viso... Aveva
gli occhi chiari, intelligenti, buoni, e faceva la
corte, un po' timidamente, a Maddalena de Malay
che, esile e piccola di statura come era, sembrava
ancora pi minuscola, accanto a quel robusto
innamorato.
Approfittando della differenza d'et e dell'amicizia
che li legava, il signor de la Hallire
prendeva con Jean delle arie paterne, e gli tesseva
pazientemente le lodi delle ragazze da marito
dei dintorni.
Ma no, amico mio, rispondeva invariabilmente
de Malay non sento nulla per lei...
Ci tieni proprio a essere innamorato?
chiedeva allora il signor de la Hallire.
Non proprio, ma voglio avere pi che una
banale simpatia per la mia futura sposa. Voglio
sentire qualche cosa che mi dica: 
lei!.
Jacques si stringeva nelle spalle, faceva finta
di perdere la pazienza e diceva all'amico che era
un cervello romantico.
Per parte sua, Jean rideva maliziosamente
dentro di s, vedendo il castellano de Balbennes,
innamorarsi ogni giorno di pi della grazia seria
e aristocratica di Maddalena.
Una mattina del mese di settembre, mentre
tornava a cavallo da una delle sue case coloniche,
il signor de Malay incontr Hlos e sua
sorella all'imbocco di un sentiero che conduceva
da mamma Michlle.
Salut, tirando le redini del cavallo, quasi
istintivamente.
Lysis gli piant in faccia due occhi ridenti e
gli chiese notizie della nonna e di Maddalena.
Poi accarezz con la mano affilata le nari del
cavallo, mentre Hlos ne ammirava le forme, da
conoscitore.
Irene ci ha fatto imparare a cavalcare,
disse, e montiamo solo cavalli di razza. Guarda,
Lysis... questo ti far dimenticare la creatura
mostruosa che abbiamo vista poco fa.
Chi  questa creatura? chiese Jean, sorpreso
di vedere un'ombra oscurare improvvisamente
lo sguardo di Lysis.
Una vecchia donna seduta davanti alla
porta della sua casa, laggi...
Hlos accenn con la mano, il sentiero alle
sue spalle.
Non ho mai visto una bruttezza simile in
vita mia! Lysis ne  rimasta proprio impressionata.
Ho capito:  Michlle! Povera donna! S,
 brutta, ma ha un'anima cos bella!
In poche parole Jean raccont la storia della
povera vecchia. Mentre parlava, gli parve di vedere
un'ombra di emozione nello sguardo di Lysis.
Quello di Hlos, invece, esprimeva solo un
grande disprezzo.
A quel che sembra, avete una grande ammirazione
per lei, signor de Malay, disse in
tono leggermente ironico. Per parte mia, penso
che la sana ragione avrebbe dovuto consigliarle di chiudere
gi da lungo tempo quella
che non si pu chiamare col nome di vita... poich
soffrire, e in quel modo l, non si chiama vivere!
C' una vita superiore a quella che vediamo
con i nostri occhi: la vita dell'anima.
Noi cristiani crediamo che il dolore sopportato
con rassegnazione ci merita una felicit eterna
e senza la minima ombra.
Il volto di Hlos espresse una sorpresa leggermente
ironica.
Credete questo? Davvero? Ebbene, noi vogliamo
la gioia fin da questo mondo... l'ebbrezza
di essere giovani, belli, amati... Noi vogliamo il
sole, l'armonia, l'amore... Chiudiamo gli occhi
davanti alle cose brutte e guardiamo solo quelle belle.
Parlava con calma... ma proprio questa calma
faceva risaltare la fiamma appassionata dei suoi
occhi neri!
Jean pens che Irene era riuscita a formare
questo suo discepolo... S, Hlos avrebbe messo
in pratica le sue lezioni! Ma... Lysis?
Che cosa nascondeva quella fronte bianca leggermente
piegata in avanti, mentre le dita sottili
continuavano ad accarezzare il cavallo?
Jean avrebbe dato chiss che cosa per saperlo!
Ma gli occhi azzurri restavano nascosti dietro
le lunghe ciglia e Lysis non diceva niente...
Credo che non possiamo capirci, soggiunse
Hlos scuotendo la testa. La vostra
religione scava un abisso tra voi e noi.
Ci premunisce, infatti, contro le gioie
false ed effimere del mondo... ma  generatrice
di gioia interiore e, al disopra delle bellezze terrene
che non ci proibisce di ammirare, mette
la bellezza morale che non inganna mai, non
conosce la caducit e la morte.
Hlos scosse di nuovo la testa.
La bellezza morale! I filosofi dell'antichit
l'hanno decantata, ma immagino che non la
possedessero pi degli altri. Preferivano godere
i piaceri di questa vita... Via, Lysis, continuiamo
la nostra passeggiata. Tratteniamo il signor
de Malay e il suo cavallo si impazientisce.
La ragazza rispose al saluto di Jean con un inchino cortese. Il giovane incontr il suo sguardo e gli parve che una leggera nube turbasse la sua candida serenit.
Povera piccina! Che cosa ne faranno?
pens con tristezza riprendendo il cammino per la Varellire.
Quindici giorni dopo la signora Dormier e Hlos (Lysis non si sentiva bene) vennero a congedarsi.
Partirono il giorno dopo per Parigi da dove avrebbero proseguito per l'Italia.
Irene disse al signor de Malay: Venite a trovarci, quest' inverno. Non andremo nel mezzogiorno prima di gennaio. Ricevo il gioved e il sabato, di sera. Vi aspettiamo.
Jean promise vagamente. L'ambiente in cui volteggiava abitualmente la signora Dormier, non era fatto per piacere alla sua natura cos elevata moralmente, n alla sua distinzione di vero gentiluomo.
Purtroppo era l che quell'inverno Lysis avrebbe fatto il suo debutto nel mondo e nella vita... S, Lysis, il piccolo fiocco di neve.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Jean arriv a Parigi verso la fine di novembre.
Si mise subito a disposizione dei dirigenti
delle varie opere che apprezzavano la sua eloquenza
calda e persuasiva, la sua intelligenza
pronta, il suo ardore giovanile temperato da una
forte dose di buon senso e da una saggia discrezione.
Frequent, come era sua abitudine, dei buoni
ambienti letterari e artistici, e provvide ad acquistare
tutto il necessario per tenere in efficienza
le proprie terre.
Non and molto in societ, ma conobbe qua e
l alcune ragazze che erano state educate come
lui, e si sforz sinceramente di scegliere tra queste
la futura compagna della sua vita.
Ma decisamente diventava sempre pi difficile!...
Mio caro Jean, permetti che scelga per te,
gli disse un giorno la signora Blanay, un'amica
della sua mamma. In questo momento, ho
in manica un bellissimo partito: la dote  rilevante,
la ragazza  graziosa, bene educata, profondamente
pia e di ottima famiglia. Vuoi che
ti presenti?
Jean sospir e rispose:
Mah! Speriamo che abbia il coup de foudre,
perch i matrimoni di trattato non sono di
mio gusto!
La signorina de Puylon abitava a Versailles,
in un bel villino dove suo padre, ufficiale di cavalleria,
si era ritirato quando era andato a
riposo.
Quando l'ebbe vista Jean dovette riconoscere
che la sua bellezza bionda aveva un certo fascino,
che era carina, intelligente. La sua personalit
seria ricordava quella di Maddalena.
Ebbene? gli chiese la signora Blanay
con aria molto soddisfatta.
Ebbene... bisogna che ci rifletta sopra seriamente.
La signorina de Puylon non mi dispiace;
ma... insomma... insomma non ne sono innamorato!
Non  necessario. D'altra parte, quando
la conoscerai meglio, l'amore verr.
Ecco, vedete... non ci sento nulla... nulla,
nulla, nulla! Lo sapete, signora, sono un
po' idealista, e non mi piacerebbe sposarmi...
cos... a freddo!
Sei esasperante, caro mio! Pensa un po'...
la bella Valentina  gi innamorata di te!
Mi dispiace. Non sarei certamente alla sua
altezza!
Ti dico che non  necessario... per ora!
Via, fammi il piacere di pensarci bene e di non
tenere la testa tra le nuvole!
Ve lo prometto! Ho bisogno di riflettere
molto... molto... Il matrimonio  una cosa seria
e lega per tutta la vita!
Oh, se tu fossi innamorato, anche un tantino
solo, non ti ci vorrebbe tanto tempo per
deciderti! Sei insopportabile, Jean! Disgraziatamente
non hai pi la mamma vicina per consigliarti.
Jean rispose commosso:
S, sento molto la sua mancanza... Ah,
come la vorrei vicina a me, col suo cuore cos
pieno di affetto, la sua intelligenza pronta, il
suo buon senso di cristiana!
Quel giorno, tornando a casa dopo la sua visita
alla signora Blanay, Jean trov sul suo
banco un bigliettino profumato. La signora
Dormier l'informava del suo ritorno a Parigi
e insisteva di nuovo perch andasse a trovarla.
Jean rest immobile per un minuto buono,
a pensare, col foglio in mano...
No, non poteva rifiutare di andare, senza
mancare alla pi elementare cortesia. Dopo tutto
una visita non era impegnativa! Avrebbe
sempre trovato, nelle sue occupazioni, un pretesto
per eludere in seguito gli inviti che, probabilmente,
avrebbe ricevuto.
Il sabato seguente, and dunque dalla signora
Dormier.
La giovane vedova abitava, al quarto piano
di una casa signorile, un appartamento a cui
era annesso un grande studio. In questo e nella
sala vicina, donne vestite con una eleganza
chiassosa, uomini dai modi affettati e di un gusto
pi che dubbio, ciarlavano e ridevano. intorno
a tavolini sparsi un po' dappertutto.
Hlos, intento a fare la corte a una donna
ancora giovane, si fece avanti per ricevere il
signor de Malay. Lo condusse poi da Irene, seduta
nel suo studio sopra un sof di un color
rosso scuro, che risaltava, con la sua tinta calda,
sull'avorio delle pareti e il candore delle
statue. Tutto intorno c'era la collezione degli
di dell'Olimpo, scolpiti dalla padrona di casa.
La signora Dormier accolse Jean premurosamente,
come un ospite di riguardo, e gli fece
posto al suo fianco. L era nel suo quadro, e il
giovane la trov molto originale, con quei suoi
riccioli neri trattenuti sulla fronte da un cerchietto
d'oro e la lunga tunica di lino azzurro
a ricami d'argento.
Da un gruppetto di persone giovani si fece
avanti, incontro a Jean, una visione deliziosa...
Il giovane, con un balzo al cuore, riconobbe
Lysis!
Un cocktail? Del frontignan? chiese la
giovane con un sorriso.
Ah, che sorriso incantevole e che sguardo radioso!
Un po' di frontignan, se non vi dispiace,
signorina...
Come sta la signora de Malay? E vostra
sorella?
Bene, grazie.
Non avremo la gioia di vederle?
No. La nonna odia Parigi, e mia sorella
ha laggi tutte le sue occupazioni e le sue opere
benefiche.
Che peccato! Mi sono cos simpatiche!
Cos dicendo Lysis si avvicin alla tavola sulla
quale erano disposte le bottiglie dei vini scelti
e gli ingredienti dei cocktails, che Hlos preparava
con mano esperta.
Jean le and dietro e scambiarono qualche
parola. Non era cambiata affatto da quattro
mesi a quella parte. Nulla aveva turbato lo
sguardo limpido dei suoi begli occhi azzurri.
Come era riservata! Come era diversa, con la
sua grazia verginale, con la sua eccezionale distinzione,
dalla folla che la circondava, miscuglio
cosmopolita che rideva forte, parlava ad
alta voce usando termini azzardati, e narrava
senza arrossire aneddoti scandalosi.
Lysis gli disse che erano tornati dall'Italia
da quindici giorni soltanto. La signora Dormier
riceveva, quella sera, per la seconda volta.
Quest'anno vuole che prenda parte a tutti
i ricevimenti in casa sua e dei suoi amici,
soggiunse la giovane con un sospiro.
Vi annoia, signorina?
S, molto! Mi piaceva tanto la mia bella
vita tranquilla, con Hlos e la nostra istitutrice!
Non conosco affatto tutti questi estranei che...
Si interruppe, arrossendo leggermente. Che
cosa stava per dire? Forse che non le piacevano punto?...
Jean, a questo pensiero, prov un senso di
gioia intima e profonda.
... Insomma, Irene vuole cos! Lei sa quello
che  bene per noi.  cos intelligente, e ci
vuol tanto bene!
Il signor de Malay pens, con una certa tristezza,
che quella sua fiducia ingenua rappresentava
per Lysis un gravissimo pericolo. La
sorella, amata e stimata ciecamente, non avrebbe
avuto il potere terribile di far prendere il
male per il bene, alla fanciulla ingenua che non
aveva la religione e la fede per illuminarla?
Ecco l la nostra adorabile Lysis con accanto
un bellissimo giovane, sussurr all'orecchio
di Irene una vecchia signora il cui
trucco sapiente non riusciva a nascondere l'et
ormai decrepita.
La signora Dormier gett una occhiata soddisfatta
dalla parte dei due giovani.
S,  un bellissimo ragazzo e molto aristocratico.
Addomesticher la mia piccola colomba,
un po' spaurita di dover lasciare la sua
torre d'avorio.
In quel momento Jean si allontanava da Lysis...
e non senza rimpianto! Ma, conoscendo il
mondo, intuiva la curiosit avida e malevola
che serpeggiava tra i conoscenti di Irene, e
non voleva attardarsi troppo accanto alla ragazza.
Poco dopo, a dispetto delle proteste di Irene,
si conged. Quell'insieme urtava il suo concetto
di educazione e il suo modo di pensare. Era
sicuro che la sua mamma non sarebbe stata contenta
di vederlo l.
Prometteteci almeno di venire sabato sera!
disse Irene. Verso la fine della serata
faremo due salti, e so, per avervi visto dalla signora
de Carbonnes, che siete un bravo ballerino.
Jean stava per rispondere con un rifiuto cortese,
ma molto deciso... quando incontr lo
sguardo di Lysis! Vi lesse una timida preghiera
che le labbra rosee e ben disegnate non osavano
esprimere, e, in un batter d'occhio cambi idea.
Lasci dunque il salotto di Irene Dormier promettendo
di tornare.
Uscito fuori si rimprover seriamente. Le
persone di cui si circondava l'artista gli erano
estremamente antipatiche. Irene lo interessava,
ma non gli piaceva affatto. Un tale insieme non
poteva che essere dannoso per lui... In ogni caso
vi si trovava a disagio.
Quella povera Lysis... ah, come la compativa!
Isolata, in un ambiente di quel genere, come
sarebbe andata a finire? Aveva coscienza dei pericoli
che la minacciavano? No! Era troppo ingenua.
Istintivamente, forse, capiva di avere in
Jean un sostegno... In quanto a lui, no, non
era potuto restare indifferente alla dolce preghiera
di quello sguardo infantile!
Andando una volta non mi impegno, pens
dentro di s a mo' di conclusione.
Per non era soddisfatto e fu con un misto
di gioia e di rincrescimento che il sabato seguente
si incammin verso l'appartamento di Irene.
L'atmosfera calda del salotto e dello studio
era carica di profumi troppo forti... Gli invitati
erano dello stesso genere di quelli del sabato
precedente, ai quali si erano aggiunti altri,
di un ambiente pi distinto, presi al laccio,
come era stato preso lui!
Entrando fu arrestato al varco dal signor de
Carbonnes.
Chi vedo! Sei in relazione con Irene Dormier?
Non  il tuo genere, sai?
 forse il tuo? ribatt Jean.
Louis de Carbonnes si strinse nelle spalle con
una risatina forzata.
Mia moglie mi ha reso meno difficile. 
cosmopolita... quando le fa comodo! Eppoi ha
preso una cotta per la signora Dormier che ha
promesso di farla posare per una statua di
Diana.
E tu, sei contento? scatt Jean.
Contento? Sarebbe bella che mi azzardassi
a dire il mio parere! Non conosci ancora le
donne, caro Jean.
Scusa sai! Conosco la nonna e mia sorella,
e ho conosciuto la mia mamma e la tua.
Il viso di Louis si rabbui.
Gi... disse a bassa voce quelle erano
le vere donne! Che ci vuoi fare, caro il mio
Jean? Oggi il mondo va cos...
Abbozz un sorriso, non senza sforzo, e abbassando
di nuovo la voce continu:
Ecco la meraviglia delle meraviglie che viene
avanti, laggi... Ha gi un cerchio di devoti
ammiratori, come si conviene a una giovane
dea.
Lysis usciva dallo studio. Indossava un abito
color avorio le cui pieghe armoniose la ricoprivano
come una statua antica. Sottili nastri
d'argento erano intrecciati ai suoi capelli scuri
che ricadevano in grossi riccioli, morbidi come
la seta. Un filo di perle le avvolgeva il collo di
un candore niveo. Veniva avanti di passo lento,
armonioso, seguita da un gruppetto di devoti
ammiratori.
Quando vide Jean, la giovane gli si avvicin
con un sorriso di gioia sulle labbra e negli occhi.
Ah, come vi ringrazio di esser venuto!
Ve lo avevo promesso, signorina...  per
me  una gran gioia, credetelo!
Era sincero. Gli era bastato vedere Lysis per
dimenticare il disagio e la noia di trovarsi l.
Come era carina! Pi carina delle altre volte...
E cos semplice, cos deliziosamente naturale!
Ahim! La vita sarebbe cambiata, e molto
presto, per la piccola Lysis dagli occhi ancora
limpidi come le belle acque chiare...
Jean, vedendo la corte ardita che facevano gli
uomini alla ragazza, sorella della padrona di
casa, provava un senso di sorda irritazione, e
soffriva profondamente.
Con vera tenerezza e con sincera compassione
vedeva Lysis arrossire, imbarazzata...
Una volta cred perfino che i begli occhi azzurri
si voltassero verso di lui con quell'aria di
muta preghiera che gi un'altra volta lo aveva
commosso.
Si fece subito avanti e disse sorridendo:
L'altro giorno mi avete promesso di farmi
gli onori dello studio della signora Dormier.
Sono troppo indiscreto se oso rammentarvi la
vostra promessa?
Lysis s'affrett a rispondere:
Sono pronta a mantenerla!
Si diressero insieme verso l'ultima parte dello
studio, l dove gli di erano stati relegati
per lasciare il posto ai ballerini.
Lysis mostr a Jean le statue scolpite dalla
sorella e fu apertamente felice degli elogi che
riscossero. Elogi sinceri, del resto! Jean doveva
riconoscere che Irene aveva un vero talento...
ma nello stesso tempo pens che avrebbe potuto
sottrarne qualcuna agli occhi della sorella! Del
resto Lysis distoglieva di suo lo sguardo da queste
limitandosi a un brevissimo accenno.
Si fermarono tutti e due a lungo davanti alla
suonatrice di flauto.
La somiglianza  perfetta, disse Jean;
siete proprio voi, signorina! Naturalmente
questa statuetta non uscir mai dallo studio della
signora Dormier?
Ma s! Irene aspetta soltanto una buona
occasione per venderla. Me lo ha detto ieri.
Come? Questa statua che vi rappresenta
sar venduta al primo venuto?
Lysis lo guard, un po' sorpresa per la sua indignazione.
S. Irene mi ha detto: La dar a chi mi
pagher di pi!. Del resto, poser per altri lavori...
Irene mi ha parlato di un'Afrodite, per
l'anno venturo.
Un'Afrodite! ripet Jean esterrefatto.
Poi, vedendo l'ingenua meraviglia della ragazza,
si riprese e disse con calma:
La signora Dormier trover certamente altri
soggetti pi adatti per voi... a mio parere!
Per esempio: sareste un' Ifigenia ideale.
Irene ci aveva gi pensato. Credo che sar
per quest'estate... oppure per quando andremo
all'Olivette...
Quando contate partire per il Mezzogiorno?
In un primo tempo avevamo detto di partire
in gennaio. Poi Irene ha dovuto rimandare
la partenza a febbraio a causa di Giuditta.
Giuditta?
Lysis rise la sua risatina fresca.
Giuditta  la signora Salom Isaac che
posa per la celebre eroina della Bibbia.
E indic al compagno la giovane donna che
era stata la compagna indivisibile di Hlos la
volta precedente.
 molto bella... Non vi pare?
Bella... s, in un certo senso... rispose
Jean distrattamente dopo aver appena degnato
di uno sguardo la signora Isaac.
Non vi piace? .
Non molto...
Siete molto difficile! Tutti la trovano bellissima.
Hlos ha perfino scritto per lei una poesia.
Ve la legger.  molto bella.
Jean pens:
Bella sei tu, piccola rosa bianca!
E sorrise dolcemente agli occhi azzurri che lo
fissavano ingenuamente.
In quel momento un pianoforte, dalla stanza
accanto, attacc con enfasi un ballabile.
Volete accettarmi per vostro cavaliere?
chiese Jean.
Molto volentieri.
Come ballava bene quella graziosa Lysis! A
Jean sembrava di avere tra le braccia qualche
cosa di estremamente leggero... un piccolo fiocco
di neve! Il corpo flessuoso si abbandonava
alla sua spinta, la testa delicata si piegava un
po' sulla sua spalla, lo sguardo dolce si sollevava
verso di lui, con un sorriso luminoso.
La sentiva cos piena di fiducia, cos sinceramente
pura che il tenero rispetto che aveva per
lei, divent ancora pi profondo.
Quando si fermarono e Jean la ricondusse al
suo posto, la ragazza era molto colorita in viso.
A mezza voce e in tono di preghiera, chiese:
Mi inviterete ancora, non  vero? Mi piace
tanto ballare con voi! E poi, con gli altri...
Esit e arross.
... con gli altri mi vergogno!... Con voi no,
perch vi conosco bene e siete molto buono.
Sar felicissimo di farvi di nuovo da cavaliere,
rispose Jean sorridendo.
Lysis lo ringrazi con uno sguardo pieno di
riconoscenza.
Il giovane and a raggiungere Louis de Carbonnes,
l'unico uomo che conoscesse in quell'accozzo
di gente di ogni genere. Ben presto,
per, il suo contributo alla conversazione fu
solo di qualche monosillabo. Seguiva con lo
sguardo Lysis, tra le braccia di un altro cavaliere,
e un senso di dolore e di irritazione insieme
gli stringeva il cuore come in una morsa.
Avrebbe voluto slanciarsi verso di lei, strapparla
a quell'uomo, sottrarla all'ammirazione
generale, tanto pi odiosa in quanto era tributata
da esseri equivoci e, probabilmente, poco
scrupolosi.
E invece... era costretto a restare l, apparentemente
impassibile... mentre lei, forse, soffriva!
Non aveva letto nei suoi occhi, poco prima,
una certa apprensione? La sua anima era
molto pura e, istintivamente, la giovane aveva
paura.
Ahim, che cosa poteva fare per lei?
La poteva solo sottrarre per alcuni istanti alla
corte assidua che le veniva fatta suo malgrado,
come lei stessa lo aveva pregato di fare...
Poco dopo, infatti, and di nuovo ad invitarla
e, quando ebbero finito di ballare, si attard
a parlare con lei, sorseggiando lentamente
una coppa di champagne.
Sabato tornerete? chiese Lysis con una
punta di apprensione nella voce quando Jean
si conged.
E Jean rispose di s, senza esitare.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Jean era ormai un habitu dei sabati della signora
Dormier. Ogni sera, mentre andava da
lei, pensava dentro di s:
 l'ultima volta...
E ogni sabato, quando Lysis al momento
dell'addio gli chiedeva:
Alla settimana prossima, non  vero?
andava via con la ferma intenzione di tornare.
La sentiva cos isolata dal punto di vista
morale! Cos a disagio per tutto quello che vedeva
e imparava!
S, era realmente l'anima candida, la dolce
sensitiva che aveva intuito in lei al primo vederla.
La fanciulla dal cuore puro si rifugiava
istintivamente in lui, nell'uomo dall'animo nobile...
Si sentiva a suo agio nell'atmosfera di
tenero rispetto di cui la circondava.
Questa gente mi  antipatica, disse a
Jean ingenuamente. Mi dispiace, perch sono
tutti amici della mia sorella! Irene mi sgrida
e dice che sono poco cortese... Mi chiama piccola
oca bianca e assicura che  venuto il tempo
di perfezionare la mia educazione. Mi trovate
molto sciocca, Jean? Infatti, se sono un'oca...
E lo guardava, sorridente e perplessa nello stesso tempo.
Jean rispose impulsivamente: Oh, restate quella che siete, quanto pi potete! Non vi mancher il tempo di conoscere la vita.
Lysis, rassicurata, rispose allegramente: Allora, quando Irene mi rimproverer, le dir che vi piaccio cos. Poich vi stima molto sar contenta.
La stima di Irene lasciava Jean molto indifferente...
Era commosso, invece, dalla fiducia
che gli dimostrava Lysis. Una fiducia che andava
via via aumentando ad ogni nuovo incontro
nel corso di quelle riunioni che offrivano
loro modo di isolarsi per parlare un po' insieme.
E che scoperte deliziose faceva nel cuore affettuoso
e buono della giovane, nella sua intelligenza
sveglia e gi ben coltivata!
Ahim! Scopriva anche il vuoto lasciato in
quella giovane anima dal paganesimo di cui
l'aveva impregnata la sorella, e l'influenza nefasta
che aveva Irene sulla fanciulla amante e
sensibile, cos piena di ammirazione per lei!
Il signor de Malay non passava inosservato
ai ricevimenti della signora Dormier. Gli uomini
erano gelosi e le donne cercavano di attirare
l'attenzione di quel bel ragazzo, molto distinto,
che aveva un sorriso e uno sguardo estremamente
affascinante.
Jean, invece, non vedeva che Lysis. Andava
l solo per lei... perch lei insisteva che andasse...
E si illudeva di proteggerla, almeno per alcune ore.
Irene favoriva abilmente quei tte--tte.
Chiamava Jean il mio bel barbaro, e gli faceva
molta festa.
Non per questo, per, il signor de Malay cambiava
opinione a suo riguardo. Tutt'altro!
Aveva, e con ragione, poca stima della sorella
di Lysis.
Louis de Carbonnes aveva avuto a proposito
dell'una e dell'altra, alcune informazioni che
si era affrettato a comunicare al cugino. Il signor
Orlannes, loro padre, discendeva da una
vecchia e onorata famiglia del settentrione. Rimasto
orfano fin da piccolo, aveva un discreto
patrimonio, un fisico affascinante. A ventitr
anni si era innamorato di Maria Decko, una
zingara cosmopolita che si faceva passare per
rumena e la cui ricchezza era di origine assai
sospetta.
L'aveva sposata a dispetto della famiglia che
non vedeva di buon occhio quelle nozze.
Da questa unione era nata Irene. Il mnage
non aveva avuto dimora fissa. Girava l'Europa
in lungo e in largo, trattenendosi a Parigi pi
che negli altri posti.
La signora Orlannes era morta quando Irene
aveva quindici anni. Il padre aveva continuato
con la giovanetta la sua esistenza nomade, fino
al giorno in cui aveva avuto la fortuna di salvare
una giovane dall'assalto di un toro infuriato.
Marta de Blive era bellina e romantica.
Il signor Orlannes era un uomo ancora molto
affascinante.
Si piacquero e si amarono. A dispetto dell'opposizione
scatenata dai genitori, basata
sull'assoluta mancanza di religione del pretendente,
e sulle informazioni tutt'altro che raccomandabili
avute a suo riguardo, la signorina
de Blive che aveva gi ventotto anni,
aveva voluto sposarlo ad ogni costo.
Un anno dopo era morta, mettendo al mondo
Lysis e Hlos.
Il signor Orlannes aveva promesso di farli
battezzare... ma la madre non c'era pi, ed era
prevalsa l'influenza di Irene, la figliuola maggiore.
La promessa non era perci stata mantenuta.
Ecco perch Hlos e Lysis erano stati educati
nel paganesimo cos caro al cuore della signora
Dormier!
Quando seppe la cosa, Jean gio in cuor suo,
e con una soddisfazione della quale non si cur
di analizzare i reconditi motivi, pens:
Dopo tutto, loro, i gemelli, sono di buona
famiglia, di vecchia razza francese e cattolica.
La tara  solo sulla maggiore. Povera piccola
Lysis!
Gli faceva compassione e avrebbe voluto mettersi
tra lei e i pericoli che la insidiavano... Ma
aveva le mani legate di fronte alla volont perversa
della sorella maggiore!
Anche quando era l, in casa sua, si sentiva
impotente di fronte ai discorsi che gli orecchi di
Lysis erano costretti ad ascoltare, al modo di
agire degli invitati di Irene, alle poesie che declamavano,
alle commediole che recitavano!
Fremeva in cuor suo vedendo Lysis arrossire.
Soffriva profondamente, ma per nulla al mondo
avrebbe voluto che non arrossisse!
Ahim! Per quanto tempo ancora le cose sarebbero
andate cos? Per quanto tempo ancora
quella povera animuccia senza fede, senza un
appoggio morale, avrebbe resistito all'influenza
di quell'ambiente malsano?
A questo pensiero il cuore di Jean fremeva
di ira impotente verso la signora Dormier!...
Una sera non pot pi resistere, e parl.
Hlos aveva allora allora finito di declamare
una delle sue poesie. Era una invocazione appassionata
alla natura, alla vita. Un grido di
adorazione panteista, fremente, disperato.
Nei versi, decisamente molto belli, il giovane
era riuscito a riversare la fiamma ardente che
gli bruciava in cuore.
Jean, ritto un po' in disparte, seguiva con
gli occhi, angosciosamente, le impressioni che si
susseguivano sul volto di Lysis.
La ragazza, vibrante di ammirazione, scossa
da un fremito di entusiasmo, beveva inconsciamente
il veleno dalle labbra del fratello cos teneramente
amato...
Come fare per metterla in guardia? Per proteggerla?
Ah, che tortura era quella di non poter
far nulla per lei!
Quando Hlos ebbe finito di declamare, in
mezzo agli applausi e ai complimenti, Irene si
avvicin al signor de Malay e gli chiese con un
sorriso leggermente ironico:
Non applaudite Hlos? I suoi versi non
vi piacciono?
Sono bellissimi dal punto di vista della
forma e della ispirazione... Purtroppo, e ve lo
dico francamente, non approvo i sentimenti
che li hanno ispirati... Mi dispiace proprio che
la signorina Orlannes li abbia ascoltati, signora.
Irene dette in una risatina breve.
Su, via! Vi siete scandalizzato? Per molto
poco, signor de Malay!
Per molto poco? Trovate che  poco
pervertire l'animo di una giovane?
Fuori di s per l'indignazione, Jean parlava
con veemenza.
Irene lo guard, e nei suoi occhi brill un
lampo di trionfo, poi gli pos una mano sul
braccio e disse:
Via, non esagerate! Lysis  molto ragionevole
e non d peso a certe cose... Non fate il
viso scuro. Andate invece da lei. Avr certamente
da comunicarvi le sue impressioni.
Jean raggiunse Lysis senza notare lo sguardo
malizioso e cattivo con cui la signora Dormier
accompagn l'invito.
La giovane lo accolse con queste parole:
Sono belli, vero? Molto belli...
Jean lod il valore letterario della poesia,
poi, con molto tatto, espresse il suo pensiero riguardo
alle idee che esprimeva.
Il volto di Lysis rivel una profonda sorpresa...
una sorpresa quasi dolorosa.
Come? trovate che sono sbagliate? Non
l'avrei mai creduto... davvero, davvero...
Jean era perplesso davanti alla sua ingenua
meraviglia. Evidentemente, Lysis non aveva
capito il male nascosto sotto quei versi armoniosi
e appassionati.
Non sarebbe stato imprudente da parte sua
sollevare un po' il velo?
Decise di non dir nulla e cambi l'argomento
della conversazione.
Lysis, per, era seria. Jean si era accorto che,
lentamente, si produceva in lei un cambiamento.
Si capiva che molte cose la facevano
riflettere e i suoi occhi avevano una espressione
pensosa che li rendeva pi profondi e misteriosi.
Non era pi la ragazza che aveva conosciuta
nei mesi estivi e che aveva ritrovata a Parigi,
in quel salotto, la prima sera. Qualche cosa si
trasformava in lei, fisicamente e moralmente.
Diventava donna...
E Jean a momenti lo sentiva. Provava un
lieve turbamento vicino a lei... Un'angoscia e,
nello stesso tempo, una gioia indefinibile!
Ma la ragazza era sempre cos ingenua, cos
priva di civetteria! Davanti al suo sguardo
limpido non riusciva a dubitare... no, non si
preoccupava di analizzare il sentimento che lo
spingeva verso di lei e gli faceva cogliere a volo
tutte le occasioni per incontrarla a una esposizione,
a una vendita di beneficenza, a un concerto.
Da parte sua Lysis gli diceva con quella sua
aria di dolce preghiera:
Quel tal giorno andr in quel dato posto.
Vi vedr?
E lui si affrettava a rispondere di s, felice
di vedere un sorriso illuminare i suoi begli occhi
azzurri e di pensare che le sarebbe stato di
nuovo vicino, in funzione di vigile cavaliere.
Alla Varellire cominciavano a stare in pensiero...
Jean, molto semplicemente, e come aveva
sempre fatto dato che non aveva nulla da nascondere,
raccontava tutto quello che faceva.
La signora de Malay, rispondendo alle sue
lettere, lo metteva in guardia contro il pericolo
che potevano rappresentare per lui rapporti
troppo frequenti con quell'insieme equivoco.
Non osava parlare dei suoi timori per non far
nascere nel cuore del nipote un sentimento che,
forse, non esisteva ancora.
Jean la rassicurava... o credeva di rassicurarla!
Odiava quell'ambiente e lo frequentava
solo per la povera piccola Lysis, cos moralmente
isolata... cos felice quando lo vedeva!
La nonna si allarm ancora di pi. Fu un
vero sollievo per lei vedere avvicinarsi la fine
di febbraio, epoca nella quale la signora Dormier
e i due gemelli dovevano partire per il Mezzogiorno.
In marzo Jean sarebbe tornato alla Varellire.
L'atmosfera della famiglia avrebbe dileguato,
e c'era da augurarselo, tutti i fantasmi
che si agitavano nell'animo suo.
Via via che si avvicinava il giorno della partenza
di Lysis, Jean sentiva una tristezza strana
in cuore. Non poteva abituarsi all'idea di non
vederla pi per vari mesi... forse mai pi, o,
peggio ancora, di ritrovarla diversa da quella
che era attualmente.
Anche Lysis diventava malinconica... Abbandonava
pi a lungo la sua mano in quella di
Jean quando questi la salutava, e diceva con
un leggero tremito nella voce:
Ancora tre volte e poi non ci vedremo
pi... ancora due... una soltanto...
Arriv finalmente l'ultima sera...
Lysis aveva un gran mal di testa e lo disse
a Jean quando venne a salutarla. Era pallida,
infatti, e i suoi occhi erano leggermente cerchiati.
Venite, parliamo tranquillamente insieme
per l'ultima volta.
E lo trascin in fondo allo studio dove, in
mezzo agli di di marmo, c'era un bel cantuccino
fiorito.
Sedettero in silenzio, l'uno accanto all'altra.
Lysis, con le mani incrociate sui ginocchi,
guardava una Minerva che aveva davanti...
Jean guardava Lysis...
Finalmente, la giovane si pass lentamente
la mano sulla fronte.
Soffrite? chiese Jean con affettuosa
premura.
S... un poco... ma non  nulla! Soprattutto
mi dispiace dover partire!
Eppure, mi avete detto che l'Olivette vi
piace molto...
S, assai pi di Parigi, ma... mi dispiace
non vedervi pi!
Aveva gli occhi pieni di lagrime e le tremavano
le labbra.
Jean sussult. Era turbato, commosso... Prese
la mano di Lysis e la baci.
Sono disperato anch'io! Erano cos belle
le ore che passavo qui, vicino a voi.
Le guance della giovane diventarono di fiamma,
e i suoi occhi brillarono... ma non soltanto
per le lagrime che li riempivano!
Se volete... ci si potrebbe rivedere, laggi...
So che a Cannes avete una villetta... me
lo avete detto voi! E che ci tornereste volentieri.
Perch non andate l per un po' di tempo?
Salireste spesso all'Olivette e sarebbe una cosa
deliziosa!
Parlava con una certa esitazione, timidamente,
ma i suoi occhi esprimevano un desiderio
angoscioso.
Veramente non rientrava nei miei progetti...
almeno per quest'anno. Ho bisogno di tornare
al pi presto alla Varellire...
La voce di Jean, mentre pronunziava queste
parole, non era ferma come sempre.
Otto giorni soltanto! Non sono molti, e
sarei cos contenta!
Il giovane non l'aveva mai trovata affascinante
come quella sera, con quella preghiera
ardente negli occhi ancora bagnati di lagrime.
Era l, vicinissima a lui, un po' piegata in
avanti. Aveva abbandonato la mano nella sua,
e lui gliela stringeva, inconsciamente.
S, andr a Cannes e vi star otto giorni... per farvi piacere, mormor.
Lysis si lasci sfuggire una piccola esclamazione di gioia. Era raggiante!
Come siete buono! Ora, parto pi volentieri.
Grazie, grazie!
Ecco che ritornava bambina, con la sua gioia ingenua e serena!
Per tutta la serata, la ragazza fu di un'allegria radiosa, e Jean, serio e perplesso nello
stesso tempo, non ebbe agio, allora, di rimproverarsi la sua promessa.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Quando per si ritrov a casa sua, dopo un lungo tragitto sotto un vento gelato, si lasci cadere su una seggiola e si prese la fronte tra le mani.
Aveva capito, senza ombra di dubbio, che era innamorato di Lysis.
Questo suscitava in lui un vero terrore.
Lui, Jean de Malay, il cattolico convinto, il discendente di una vecchia famiglia che era
sempre stata attaccata alla sua fede, amava quella giovane pagana che viveva sotto influenze
nefaste e ignorava tutto quello che per lui era degno di rispetto, tutte le nobili tradizioni della sua famiglia.
Era una vera pazzia, un amore impossibile!
S, impossibile! ripet ad alta voce.
Ebbe uno schianto al cuore e cap fino a qual punto quell'amore si era impadronito del suo cuore.
Davanti a lui, sulla scrivania, c'era un ritratto
della sua mamma. Si chin, lo prese in
mano, e appoggi le labbra sul volto buono e
serio che sembrava guardarlo con tenerezza pensosa.
Mamma, vedi in quali difficolt mi trovo?
 una cosa terribile! Oh, mammina cara, le voglio
tanto bene! Che cosa devo fare?
E si chiese ansiosamente come sua madre l'avrebbe consigliato...
La risposta balz, rapida, davanti alla sua mente.
Non puoi sposare quella ragazza tirata su
nell'ignoranza di tutto quello che tu credi e
rispetti... una ragazza educata nel culto pagano.
Appoggi la fronte in fiamma sul ritratto, e
sospir. Soffriva... e tanto pi in quanto pensava
che avrebbe dovuto abbandonare Lysis al
suo destino, non vederla pi, non far pi nulla
per salvare la sua anima in pericolo.
Ah, questo era per lui il punto pi doloroso!
Che cosa sarebbe diventata la sua piccola
Lysis? Era cos buona, cos squisitamente bella...
In mano a quale uomo senza scrupoli sarebbe caduta?
Anche lei lo amava...
Ne aveva avuto quasi la certezza quella sera.
Lo amava senza rendersene conto ancora... senza
sapere di qual genere era il sentimento che aveva per lui.
Anche lei avrebbe sofferto. Ah, che imprudenza
aveva commessa cedendo a ci che credeva
semplice compassione!
Lysis, povera piccina mia! gem dentro di s.
Altri pensieri gli si affollavano alla mente...
Aveva il diritto di abbandonarla cos dopo essersi
fatto amare da lei, sia pure involontariamente?
Col suo modo di fare, non aveva forse fatto
credere a Lysis e agli amici di Irene di essere
disposto a chiederla in sposa?
Allontanarsi era un'azione degna di un gentiluomo?
Ma... quella educazione pagana? Quell'influenza
della sorella maggiore e del fratello che
gi si avviava ad essere un traviato?
Poteva ragionevolmente sperare di condurre
Lysis alla fede? Aveva un'anima pura, molto
retta, nobile per natura... Aveva in lui una
fiducia cieca... Se per di pi lo amava, sarebbe
riuscito a trasformarla, a farne una donna degna
di continuare la stirpe dei de Malay?
I giorni che seguirono furono per Jean pieni
di angoscia e di dolorose incertezze.
Talvolta era fermamente deciso a mantenere
la promessa fatta; a partire per Cannes verso
la fine del mese e, una volta l, vedere se poteva
sperare di condurre a Dio l'anima di Lysis.
Altre volte, invece, si sgomentava al ricordo
dell'affetto cieco che la ragazza aveva per Irene
Dormier, dell'atmosfera di paganesimo misto
ad empiet nella quale era vissuta, dell'ambiente
immorale e dedito solo al piacere che frequentava.
In quell'ambiente nulla era rispettato! Venivano
derise le virt domestiche con parole insinuanti,
sorrisi, sottintesi. La parola patria
era priva di significato, la gente si stringeva
nelle spalle davanti all'eroismo. In casa
di Irene Dormier l'adorazione della bellezza era
l'unico dogma, e si parlava di bellezza morale solo per schernirla.
Pi di una volta Jean, disgustato, era stato
sul punto di ritirarsi, di non mettere pi piede in casa dell'artista.
Era rimasto per Lysis... per compassione...
e aveva sinceramente creduto che fosse solo per questo!
Oggi si diceva che era stato debole, che aveva avuto torto.
Se sua madre fosse stata viva, avrebbe intuito il pericolo!
Ora era troppo tardi. Non era pi padrone del suo cuore e si chiedeva disperatamente quale era il suo dovere.
Si consigli con un sacerdote, e questi gli disse:
Sarebbe pericoloso per voi sposare questa
giovane, a meno che non abbiate prima la certezza
che  disposta a studiare la vostra religione
e ad abbracciare la vostra fede. Questa
certezza la potete avere solo rivedendola e parlando
con lei. Qui, per, si cela un nuovo pericolo.
Se lei rifiuta, o se vi accorgete che accetta
solo per compiacenza, che lo fa per voi ma non
sar mai realmente convinta, in che situazione
verreste a trovarvi? Avvicinarvi di nuovo vuol
dire dichiararvi apertamente come suo pretendente.
Ritirarvi, sar un nuovo dolore per voi
e per lei, dato che le avrete dato ragione di sperare.
Pensate anche alla tentazione terribile di
dover scegliere tra il vostro dovere e il vostro cuore!...
Jean si ripeteva queste parole durante le sue angosciose riflessioni...
Fin per scrivere alla nonna e raccontarle tutto.
Lei gli rispose cos: Torna subito, mio caro. Qui ti sar pi facile
dimenticare. Non puoi sposarla... Sarebbe
una pazzia. La ragazza  carina, ma  sotto
l'influenza della sorella che mi sembra una donna
molto pericolosa.
Questa lettera irrit un po' Jean.
L'influenza di Irene? Come poteva la nonna
immaginare che sarebbe continuata anche dopo
il matrimonio? Allora, padrone del cuore di
Lysis sarebbe stato lui!
Una pazzia sposare Lysis?
Dopo tutto Lysis veniva da una buona famiglia...
da una famiglia onorata. Non era ricca.
Il signor Orlannes aveva finito tutto. Soltanto
Irene era ben provvista. Ebbene, l'avrebbe sposata
senza dote. Le avrebbe dato tutto e, dolcemente,
senza urtarla, l'avrebbe sottratta all'influenza
della sorella maggiore.
Alcuni giorni dopo Jean ricev una cartolina
di Hlos. Il giovane scriveva:
Vi aspettiamo. Ieri Lysis  voluta passare
dalla via di Antibes per vedere la vostra villetta.
Le  piaciuta molto. Mi incarica di ricordarvi
la vostra promessa.
La cartolina rappresentava il fratello e la sorella,
avvolti in un peplo e appoggiati l'una
all'altro, sotto un porticato di marmo incorniciato di rose.
Jean guard a lungo, appassionatamente, il
bel viso che gli sorrideva.
Mi aspetta... Ho promesso e devo andare!
Da quel momento la sua risoluzione fu presa!
Sarebbe andato a Cannes, avrebbe rivisto Lysis
e saputo se poteva sperare in una sua conversione...
o meglio, se la propria influenza sarebbe
stata pi forte di quella di Irene.
Questa decisione non calm l'intima angoscia
di Jean. Era troppo intelligente, troppo
profondamente religioso, troppo riflessivo per
non capire che giocava una carta pericolosa
sposando una ragazza che era stata educata in
un modo diametralmente opposto al suo.
D'altra parte, badava a ripetere dentro di s,
sarebbe stato un vero delitto non far nulla per
salvare quell'anima... per aiutare quella giovane
che aveva fiducia in lui, lo amava, e avrebbe
sofferto tanto per il suo abbandono.
Non part per la Varellire e, alla fine di
marzo, prese il treno per Cannes.
Sua madre, negli ultimi anni della sua vita,
aveva trascorso due inverni a Les Myrtes, una
villetta sulla via d'Antibes che avevano ereditata da una vecchia cugina.
Jean non vi era pi tornato dopo la morte
della mamma, ed ebbe una stretta al cuore
rientrando in quelle stanze deserte, gli sembrava
di rivederla stesa sul divano, o camminare
languidamente verso la terrazza circondata da aranceti.
Dai terrazzini aperti entravano l'aria e il
sole, insieme ai profumi che saturavano l'aria.
Lo sguardo si riposava sul mare di un azzurro
carico, scintillante, sugli alberi di un
verde cupo dell'isola di Santa Margherita.
Jean contempl a lungo l'orizzonte familiare
che la signora de Malay aveva amato al par di
lui. Aspir quei profumi che, insieme alla carezza
vivificante della brezza e agli effluvi caldi
del sole rianimavano la malata. Poi rientr nel
salotto, si inginocchi davanti al divano, e affond
il viso nei guanciali.
Mammina mia, ho paura di essere un vile!
Ma come posso lasciarla cos, senza far nulla
per salvarla? Le sue virt la rendono degna di
te... Ne far una donna come eri tu, come la
nonna, come Maddalena.
Se avesse ascoltato soltanto la voce del cuore,
sarebbe salito subito all'Olivette. Si impose invece
di aspettare al giorno dopo e and a girellare
sulla Croisette, come un'anima in pena,
con la segreta speranza di incontrare Lysis.
Non vide nessuno degli abitanti dell'Olivette.
Del resto sapeva benissimo che Irene, quando
era lontana da Parigi, non faceva vita di societ
e ricercava la solitudine per riposarsi delle distrazioni invernali.
L'Olivette era fabbricata sul fianco del Monte
Pezou, in mezzo a un quadro severo, ed era nascosta dietro ai pini.
Per, una volta varcato il cancelletto di legno
chiaro, una vera valanga di fiori si offriva
all'occhio del visitatore. Erano dappertutto,
ricoprivano tutto, e l'aria non era pi che un profumo inebriante.
La villa si ergeva tutta bianca, sul bordo di
uno dei terrapieni che scendevano gi, verso la
valle. Era un' incantevole imitazione delle case
greche. L'orizzonte abbracciava l'Estrel, la
Napoule, il Monte Chevalier e la sua torre.
Era in una posizione bellissima e Jean cap
subito la predilezione di Irene per l'Olivette!
Fu introdotto in un salotto dai muri di stucco
dove, invece delle finestre, c'era tutta una parete a vetri.
Irene e Lysis erano sedute sopra un sedile che
ricordava i letti antichi e parlavano tra di loro.
La giovane aveva appoggiato la testa sulla
spalla della sorella maggiore e questa le accarezzava
la guancia con le dita affusolate.
Immediatamente risuon una esclamazione di
gioia! Lysis si alz e and incontro a Jean, con le mani tese.
Siete venuto, finalmente!
Davanti a quella felicit cos ingenuamente
espressa, a quello sguardo raggiante, Jean dimentic
le sue esitazioni dolorose e tutti i suoi timori.
S, la piccola Lysis sarebbe stata sua, perch
lo amava. Avrebbe potuto forgiare a suo
modo quella giovane anima ancora malleabile,
farle da guida e da consigliere.
Irene accolse il signor de Malay con la sua
abituale cortesia. Volle che restasse a pranzo...
e Jean ced alla sua dolce violenza!
Lasci l'Olivette promettendo di tornare spesso...
molto spesso, insist Lysis in tono di
tenero comando, accompagnando le parole con un'occhiata supplichevole.
Torn due giorni dopo... e ben presto tutti i giorni.
Irene voleva avere il suo consiglio sopra una
statua di Ifigenia per la quale Lysis le serviva di modello.
Jean assisteva alle sedute di posa e ammirava
a suo agio la deliziosa giovinetta i cui occhi,
a volte ridenti, altre volte pensosi, ricercavano continuamente i suoi.
Poi Irene diceva:
Andate in giardino. Tra poco vi raggiunger.
Ora, per, devo ancora lavorare qui per
un minuto o due.
I due giovani si allontanavano, a volte in
compagnia di Hlos, ma pi spesso soli.
Andavano a sedersi nel cantuccio preferito di
Lysis, sopra un terrazzo dove le rose e un glicine
si arrampicavano su esili arcate di legno
ricoprendole con i loro fiori profumati.
Ai loro piedi, su altri terrapieni degradanti,
crescevano gli aranci, gli ulivi, le palme e i
fiori, soprattutto i fiori che erano una delle passioni di Irene.
Jean e Lysis si sedevano all'ombra di un albero
e contemplavano a lungo quell'insieme armonioso
di luci e di tonalit vivide che il mare
offriva ai loro sguardi... Ammiravano il cupo
caos che, da quel punto, sembrava formare
l'Estrel, spingendosi come uno sperone in
mezzo al mare ricco di colori luminosi.
Poi, parlavano tra di loro.
Gli argomenti preferiti di Jean erano il suo
paese natale, la sua famiglia, l'educazione che
aveva ricevuta. Il giovane diceva a Lysis che la
sua mamma aveva voluto fare di lui un credente
sincero e che la fede era la sua forza e la
sua felicit.
Lysis lo ascoltava attentamente. Sembrava che
pendesse dalle sue labbra...
Poi Jean la interrogava prudentemente sulla
sua educazione e sulle sue idee.
La ragazza rispondeva con semplicit e raccontava
la sua vita.
Jean seppe cos che era stata felice fino a
quel momento... Che non conosceva ancora il
dolore e non aveva sentito il vuoto che l'incredulit
lascia sempre nelle anime.
La vita  cos bella! diceva la giovane
giungendo le mani in un gesto di adorazione per
la natura palpitante, profumata, ma pi specialmente,
forse, per il sole, del quale Irene soleva
dire:
 il re della vita, un dio davanti al quale
piego tutti e due i ginocchi.
E Jean spiegava:
S, la vita  bella... ma, sotto i suoi splendori
si nasconde sempre il dolore.
Lysis scuoteva la testa dolcemente.
Il dolore! Oh, non me ne parlate! Qui,
nessuno lo rammenta. Soffrite anche voi?
Ora, no. Ma la morte della mamma  stata
un dolore grandissimo per me.
Uno sguardo pieno di compassione si posava
sopra di lui, e una manina morbida cercava
subito la sua.
Ah, s,  vero! La morte  una cosa orribile!
La vostra povera mamma... Come avete
fatto a sopportarne la perdita?
Ho pregato, rispondeva Jean.
Parlava allora della preghiera, dell'aiuto che
 per i credenti.
Lysis lo ascoltava senza togliergli gli occhi
d'addosso.
In quei momenti, Jean la sentiva molto vicina,
non solo col cuore, ma anche con l'animo.
Poi arrivava Irene.
Con la sua voce un po' bassa, eccezionalmente
affascinante, esaltava la vita, la natura,
l'amore.
A mani giunte, con gli occhi fissi in un lontano
luminoso, adorava... Il sole, i fiori, i profumi
erano i suoi di. In questi di si sperdeva,
a questi di tributava un culto appassionato.
Fremeva allora in tutto il suo essere, e nei
suoi occhi scuri si accendevano luci affascinanti.
Lysis ascoltava lei come aveva ascoltato Jean
poco prima!
Il giovane si provava a protestare. Discuteva
le parole di Irene. Lei per lo interrompeva
con aria perentoria.
Tacete, mio bel barbaro! Non siete in grado
di capire certe cose. La vostra educazione
 da rifare. Vi permettiamo soltanto di esprimere
la vostra ammirazione.
Eppure, cara signora...
Vi dico di tacere! Non riuscirete a convincere
nessuno. Siamo irrimediabilmente refrattari
a tutte le vostre idee.
Jean, davanti all'influenza indiscutibile che
Irene aveva sulla sorella, sentiva in s una collera
sorda, una grande angoscia in cuore.
Sempre pi si rafforzava nell'idea di togliere
Lysis da quell'insieme, di diventarne l'unico
maestro e 1' unica guida.
Quando vedeva la giovane appoggiare la testa
sulla spalla di Irene e guardare la sorella con
profondo affetto, pensava con un misto di collera
e di irritazione:
Tra poco si appogger a me... e cercher
nei miei occhi la sua via! Ah, Irene Dormier,
assicurate che l'amore  la pi grande gioia della
vita. Ebbene, proprio per l'amore sar pi
forte di voi. Lysis sar mia... soltanto mia!.
Purtroppo tutti i dubbi e i rimorsi che avevano
tormentato Jean prima della sua partenza
per Cannes, non erano spariti. Quando era vicino
a Lysis dimenticava tutto, ma quando, la sera,
passeggiava sulla terrazza della sua villetta,
l'angoscia tornava a stringere il suo cuore come
in una morsa.
Le anime delle donne gli erano sempre sembrate
misteriose. L'anima di Lysis, che in un
primo tempo gli era sembrata trasparente, ora
era un enigma per lui. Che cosa sarebbe stata
domani quando, aperti ormai gli occhi alla vita,
la giovane avrebbe dovuto scegliere tra due vie
diverse? Quali energie latenti o quali debolezze
si nascondevano sotto la spensierata allegria,
sotto la candida dolcezza della giovane non ancora
bene uscita dalla fanciullezza?
Erano punti interrogativi estremamente angosciosi
che turbavano l'animo di Jean senza
per farlo retrocedere dalla sua risoluzione.
Ah, come l'amava! Era giunto al punto di non
poter immaginare la vita senza di lei! Era pronto
a vincere tutti gli ostacoli, a correre tutti i
rischi, purch fosse sua.
Un pomeriggio, otto giorni dopo il suo arrivo
a Cannes, Hlos propose una passeggiata.
Irene non era una buona camminatrice e rimase
a casa. I tre giovani andarono soli.
Salirono e discesero per sentieri rocciosi, in
mezzo ai pini, del cui aroma l'aria tiepida era
tutta profumata!
Camminarono lungo terrazze digradanti dove
crescevano, fitte fitte, l'una accanto all'altra,
le piante pi svariate, formando macchie contrastanti,
bellissime, nel paesaggio baciato dal
sole.
Hlos sognava ad occhi aperti, come faceva
spesso. Jean e Lysis invece, tutti e due giovani
e felici, parlavano e ridevano.
Jean, con la scusa di aiutare la giovane nei
punti in cui il piede scivolava sul terreno seminato
di pietre, le prendeva la mano e la tratteneva
nella sua un po' pi a lungo di quello
che non fosse strettamente necessario.
Lysis, invece di ritirarla, l'abbandonava alla
stretta delle sue dita frementi...
Ogni poco si guardavano, e si sorridevano
senza sapere perch... o piuttosto perch avevano
in cuore la stessa magica felicit.
Jean rientr all'Olivette letteralmente inebriato
di gioia amorosa.
Irene li aspettava, ritta all'ingresso della villa.
Invit Jean a pranzo e il giovane accett
senza esitare.
Lysis and a cambiarsi il vestito e riapparve
con un abito che ricadeva a pieghe, all'antica,
di un colore azzurro pallido che faceva risaltare
il candore madreperlaceo del suo carnato.
Prese il braccio di Jean e lo trascin in giardino
dicendo che mancava ancora un minuto
all'ora del pranzo e che bisognava approfittare
di quella splendida serata.
Andarono a sedersi nel loro cantuccio preferito,
sotto le arcate fiorite.
Il sole morente rubava al mare i suoi vividi
colori e ricopriva le vette dell'Estrel di uno
splendore trionfante.
Era l'ora del silenzio, l'ora della luce riposante
e dei profumi. Questi salivano infatti da
tutte le parti, esalati dalle glicini, dalle rose,
dalle tuberose, e in modo speciale dagli aranci
che ricoprivano il terrapieno, ai piedi dei due
giovani.
S, il loro aroma inebriante aveva ragione di
tutti gli altri. Ma quando spirava un leggero
alito di vento, portava con s il sentore puro e
delicato dei pini che si assiepavano intorno all'Olivette.
Lysis taceva, un po' stanca, e guardava il
mare. Stringeva tra le dita un fiore colto al
passaggio, poco prima.
Jean scrse una piega pensosa all'angolo delle
sue labbra... Le lunghe ciglia fremevano lievemente
sulle pupille abbassate.
Si abbandon tutto alla sua contemplazione e
non vide pi nulla, all'infuori di Lysis, in mezzo
alle bellezze che lo circondavano.
Improvvisamente, la giovane disse a mezza
voce, con gioia repressa:
Come  bello vivere!
E alz verso Jean due pupille di un azzurro
sfavillante come il mare, laggi, accarezzato
dalla luce morente.
Jean ebbe un fremito davanti a quello sguardo
che gli rivelava un amore di cui la giovane
non si rendeva forse ancora conto...
Con gli occhi nei suoi occhi, mormor appassionatamente:
S... vicino a te!
Lysis sussult leggermente, e arross. Jean le
prese la mano e si chin sopra di lei.
Lysis, vuoi essere la mia sposa?
Una espressione estatica trasform improvvisamente
il giovane volto! Poi, appoggiando la
fronte sulla spalla di Jean e con voce soffocata
per l'emozione, la ragazza rispose:
S. Oh, s!
Lysis mia!
Il braccio di Jean cinse le spalle esili della
ragazza, ma le sue labbra non osarono sfiorare
la guancia cos vicina alla sua. Lysis gli ispirava
un profondo rispetto, e tanto pi profondo
in quanto la sentiva abbandonata completamente,
ma senza ombra di malizia, tra le sue
braccia.
Lysis, ti amo tanto! Sarai la mia mogliettina
adorata. Ti condurr alla Varellire,
nel paese dove sono nato.
Dove vuoi, Jean... Ti amo, e ti seguir
dappertutto.
La sua voce aveva un accento cos tenero,
cos serio, che Jean ne fu commosso.
Grazie. Lysis cara! Da parte mia, ti prometto
di farti felice! Sarai il mio tesoro pi
prezioso... la gioia della mia vita.
E la guardava estatico, fuori di s per la felicit
di vedere tanta gioia nei begli occhi fssi
su di lui.
Dalla villa si alz il suono di una campana
e si diffuse nell'aria tranquilla, intorno all'Olivette...
Jean trasal. Un brivido freddo gli corse nelle
vene. Se Lysis avesse rifiutato la richiesta
che stava per farle?
No, era troppo innamorata, troppo sua... Su
quella giovane anima l'impronta della sorella
maggiore non poteva essere che superficiale, almeno
per ora. Lysis avrebbe accettato tutto,
perch lo amava.
Con molta dolcezza e stringendola inconsciamente
a s, come se temesse di vedersela sfuggire,
sussurr:
Lysis, devo chiederti una cosa... molto importante
per me... cos importante che, se tu
me la rifiutassi, non potrei sposarti.
Il volto di Lysis espresse sorpresa e turbamento.
Di che si tratta?
Sono cattolico, lo sai, e non posso sposare
una donna atea, una donna senza religione come
sei tu, povera Lysis mia. Sei favorevole a
istruirti, a studiare in buona fede il cattolicesimo
per ricevere il battesimo e diventare una
brava cristiana, come lo sono sempre state tutte
le donne dei de Malay?
In Lysis, alla sorpresa, si aggiunse un vero
senso di terrore.
Ah, era questo che volevi, Jean? Ma la tua
religione  terribile! Irene non la pu soffrire.
Jean ebbe un leggero moto di impazienza.
Qui non si tratta di Irene, ma di te. La
mia religione  una sorgente meravigliosa di
felicit, di conforto e di speranza. Lysis, hai
fiducia in me?
S, fiducia completa.
La fronte della giovane si appoggi con pi
forza sulla spalla di Jean, e questi sent i bei
capelli morbidi accarezzargli la guancia.
Allora mi devi credere... devi credere a
me che ho sempre praticata questa religione...
vi ho trovato una perfetta regola di condotta,
un sostegno grande nelle ore della debolezza e
una consolazione nei dolori inevitabili della vita.
Ti hanno insegnato ad ammirare la bellezza
materiale, la bellezza visibile e tangibile. Ve
ne  un'altra che tu ignori... Il cristianesimo la
possiede in pieno... e tu sei degna di conoscerla,
piccola Lysis dal cuore puro.
Lo sguardo di Lysis si rischiar completamente
e Jean lo not con un indicibile senso di
sollievo. Poi, la giovane rest per un breve
istante pensierosa, senza togliere gli occhi dal
viso serio che si chinava su di lei.
Ascolta, Jean... ecco quello che penso:
questa religione non deve essere cos brutta come
me l'hanno dipinta se tu, cos intelligente
e cos buono, la pratichi e la ami. Irene si deve
essere ingannata... Del resto mi affido a te. Voglio
credere quello che tu credi e amare quello
che tu ami.
Questa volta Jean, fuori di s per la felicit,
appoggi le labbra sulla fronte di Lysis.
Amore mio! Tutti i miei timori sono svaniti.
Ora, nulla ci separer.
Lei sorrise con grande tenerezza.
Oh, no, Jean caro!
Lui la guard, si riemp gli occhi della sua
immagine raggiante di felicit, e dimentic tutto
per inebriarsi del suo amore.
Lysis disse allegramente:
Annunzieremo a Irene il nostro fidanzamento.
Sar felicissima perch ti stima molto...
Jean obiett:
Forse sar meglio che le parli prima io
e faccia la mia domanda ufficiale... Non credi?
Hai ragione. Vai, e dopo torna qui, da me.
Sorrise il suo sorriso radioso, e soggiunse:
Voglio entrare in casa appoggiata al tuo
braccio.
Tra dieci minuti sar di nuovo qui.
E si alz.
Ai piedi di Lysis giaceva il fiore, sfuggito
dalle mani della ragazza...
Jean si chin a raccoglierlo, poi mise un ginocchio
a terra e lo porse alla giovane.
Le dita affusolate lo presero e incontrarono
le labbra di Jean...
Commossa, sorridente, Lysis lasci che il bacio
si prolungasse quanto il giovane volle.
Come mi piace! mormor. Tu non
sei come gli altri. Mi sono antipatici tutti...
mi fanno paura. Soltanto tu, Jean...
Gli altri non ti amano come ti amo io, con
tutto il rispetto del mio cuore. A presto, mia
fidanzata!
Irene era nel piccolo ingresso della villa e,
con un tocco qua, uno l, cambiava di posto i
fiori che le sembravano male accomodati.
Gli chiese:
Ebbene, dove avete lasciato mia sorella?
Nel giardino, signora. Vorrei dirvi una
parola...
Niente di pi facile. Venite, signore...
Lo preced nel salotto e si sed sopra il sedile
antico mostrando al giovane, con un gesto, la
poltrona di fronte a lei.
Jean incontr i suoi occhi vividi e prov uno
strano malessere...
La signora Dormier disse senza scomporsi:
Venite a chiedermi la mano di Lysis?
Jean rest un po' sorpreso vedendosi prevenuto...
Ma conosceva Irene, e sapeva che non
era sua abitudine agire come tutti gli altri mortali!
Avete indovinato, signora. Amo la signorina
Orlannes e desidererei sposarla.
Naturalmente le avete gi parlato?... Ah!
Avete fatto benissimo. Tutto questo rientra perfettamente
nelle mie idee... Potrei sapere che
cosa vi ha risposto?
Che era ben felice di accettare.
Irene ebbe un sorriso ambiguo.
S, vi ama.  il suo primo amore e, d'altra
parte, siete un uomo affascinante. Ha fatto una
buona scelta... Sarete molto felici, miei belli
innamorati.
Jean prov una impressione sgradita. Gli
sembrava che la voce di Irene avesse un tono
beffardo, cattivo...
Decise per di non rilevarlo.
Acconsentite a darmi Lysis, signora?
Certo, con molto piacere. Un momento:
non ha dote, ma le assegner una buona rendita.
Non posso accettarla! Sono abbastanza ricco
per due.
Come preferite. Siete un perfetto gentiluomo,
signor de Malay. C' per, un'altra questione
fondamentale da discutere tra noi...
E si appoggi un poco sui cuscini ricamati
d'argento del sedile.
Col suo vestito di crespo giallo chiaro, i due
fiori color porpora tra i capelli, ai lati del viso,
i capelli scuri, sembrava un idolo orientale, conturbante
e misterioso.
Siete profondamente cattolico, signore.
Lysis  pagana e pagana deve restare.
E appoggi la voce sulla parola deve.
Jean sent un brivido nelle vene...
Questa  una cosa che riguarda la sua coscienza,
signora. Se crede di dover studiare la
mia religione...
Irene rise con aria canzonatoria.
Glielo avete chiesto? E lei ha detto di s
nella prima esaltazione dell'amore... Ma  una
bambinaggine da parte sua. Ascoltatemi bene,
signore: mai e poi mai Lysis conoscer la vostra
religione, e vi sposer solo se giurerete di
non attirarla da quella parte. Inoltre, il vostro
matrimonio non sar celebrato in chiesa.
Una semplice cerimonia civile legalizzer la situazione.
Jean scatt in piedi con un grido di indignazione.
Che cosa mi chiedete?! Di sposarmi civilmente?!
Io?!... Dovete capire che non  possibile!
In tal caso non avrete Lysis. Non permetter
mai che questa figliuola tirata su da me
nel culto della bellezza e della gioia, entri in
una delle vostre chiese, riceva la benedizione
di uno dei vostri preti, impari ad adorare il vostro
Dio e a glorificare il dolore. Scambierete
le vostre promesse di fronte alla natura, prenderete
a testimoni della vostra unione il sole,
i fiori, la vita universale...
Mi proponete una cosa orribile! Dovete
pur sapere che la mia coscienza di cattolico non
pu accettarla!
Irene rise di nuovo la sua risatina ironica.
La vostra coscienza? Lysis la calmer, la
far tacere una volta per sempre. Mia sorella
merita proprio che le facciate questo sacrificio!
Il sacrificio del mio dovere? Una apostasia?
Sarei un miserabile, indegno di lei! No,
signora mia, non posso sposarla che di fronte
a Dio e al ministro della mia religione.
E sia! In tal caso, per, non sar mai vostra.
Jean allib e trem tutto, dalla testa ai piedi.
Poi, con voce strozzata, disse:
Non  possibile che ci separiate cos. Del
resto Lysis sembra disposta a farsi istruire...
Lysis  una bambina. Inoltre vi ama e direbbe
di s a tutto quello che vi potrebbe venire
in testa di domandarle. Tocca a me, come sorella
maggiore, a guidarla. Ebbene, io vi dichiaro
che sar vostra solo astraendo da qualsiasi
religione. Scegliete tra il vostro Dio e
lei.
Cos dicendo Irene si appoggi di nuovo ai
cuscini, fissando sul viso stravolto di Jean i
suoi occhi dall'espressione enigmatica e cattiva.
Non  una scelta che debbo fare io...
La voce del giovane tremava, ma nello stesso
tempo era inflessibile e sicura.
... Voglio Lysis, ma la voglio davanti a Dio.
Allora rinunziate a lei, signore.
No, non rinunzier! grid Jean fuori
di s davanti a quella calma sarcastica. Vi
sar un tutore. Mi rivolger a lui, e poich Lysis
mi ama, ed  disposta a fare quello che desidero,
la sposer!
Il suo tutore  un vecchio amico di suo padre.
Non la conosce,  affezionato solo a me e
dir quello che dico io. In quanto a lei, creder
ciecamente a me. Ne far quello che voglio.
Siatene ben persuaso, signore, e agite in conseguenza.
Lysis, solo Lysis, senza religione tra
voi... o niente Lysis!
In tal caso, non mi resta che ritirarmi.
Non rinunzier mai alla mia fede... neanche per
lei! Su di voi peser la responsabilit di tutto
quello che soffriremo.
Irene scosse la testa senza togliere gli occhi
dal volto profondamente alterato del signor de
Malay.
Oh, Lysis far presto a consolarsi!  giovane...
sar ammirata, idolatrata. Incontrer
altri meno rigidi di voi, ve lo assicuro!
Jean strinse i pugni. Un lampo di cupo dolore
brill nel suo sguardo.
Irene si alz, e gli pos una mano sulla spalla.
Su, via, non fate dell'eroismo inutile!
Tornate da lei e ditele che sono contenta... che
sarete suo... che non esigete nulla! che l'amate
follemente e rinunziate alla vostra fede nemica
della felicit...
Jean indietreggi bruscamente e respinse la
mano di Irene.
Mi tentate spietatamente, eh? Capite che
soffro e mi mettete in un bivio orribile! Ma sono
un cristiano e, con l'aiuto di Dio, non verr
meno al mio dovere. Non rivedr pi Lysis.
Non le scriver neppure per spiegarle tutto.
A che servirebbe? Quello che potrei dirle sarebbe
svisato da voi. Ah, come l'ingannate,
quella poveretta! Speriamo che non soffra troppo...
che non soffra come soffro io.
Le parole gli morirono in gola e si volt di
scatto per non far vedere la sua atroce sofferenza
alla perfida donna che spezzava freddamente
due cuori...
Si allontan a passi rapidi e raggiunse macchinalmente
la via che scendeva, serpeggiante,
in mezzo ai pini.
Davanti a lui l'ombra si allungava, silenziosa
e profumata.
Jean pensava a Lysis che lo aspettava, lass,
tranquilla e contenta... mentre lui fuggiva lontano
da lei, dalla sua piccina amata che avrebbe
potuto avere solo a prezzo di una apostasia.
Soltanto ora vedeva chiaramente in quale tranello
lo aveva attirato la signora Dormier. L'orribile
dilettantismo di quell'anima, e la sua perversit,
avevano goduto nel preparare questa
lotta, nel mettere alle prese il dovere e l'amore
nel cuore di Jean. S, la giovane vedova sperava
in una vittoria... aveva contato in anticipo
sopra una sconfitta morale!
Tutto questo il signor de Malay lo capiva solo
oggi. Lysis e lui erano stati il suo zimbello. Li
teneva stretti nel suo pugno... o credeva di tenerli!
Tutto  finito! pensava con la disperazione
nel cuore mia povera piccola Lysis! Che
cosa diventer?
In mezzo a tanto strazio questo era il pensiero
che pi lo angosciava. Ormai completamente
alla merc di Irene, Lysis andava incontro
alla infelicit, incontro alla miseria morale, incontro
a ogni genere di sofferenza.
E lui non poteva far nulla per lei... nulla,
nulla!
In un istante di smarrimento, pens:
Non ho il dovere di accettare tutto, pur di
salvarla?
Ma si riprese subito. Non si salva un'anima
a spese della propria!
Jean non seppe mai quale via prendesse quella
sera per tornare a casa. Al servitore che gli
apr la porta disse brevemente:
Stasera non pranzo.
Poi entr nel salotto, chiuse la porta a chiave,
e si lasci cadere sopra una poltrona, accanto
al divano della sua mamma.
Le ore passarono e cal la notte. Jean era
sempre l, con la testa tra le mani. Aveva rivissuto
tutti i momenti passati vicino a Lysis, e
specialmente gli ultimi.
Come era bella, e che fiducia aveva in lui!
Che anima pura! Non aveva mai letto un pensiero
conturbante in quei begli occhi limpidi!
E dire che avrebbe potuto possedere quel cuore
in tutta la sua freschezza... esserne il padrone
tenero e affettuoso!
E ora...
Questo pensiero era intollerabile e non riusciva
a respingerlo.
Lysis sarebbe appartenuta a un altro!...
A chi?
Ripeteva a se stesso, disperatamente:
Lysis, amore mio, perdonami di abbandonarti
cos! Devo farlo, altrimenti non sarei
pi degno di te, piccola Lysis tanto amata e tanto
rispettata.
Si rimprover perfino di non avere insistito
per rivederla... di non aver fatto ripetere a Irene,
davanti a lei, le condizioni che erano state
messe al matrimonio... di non aver fatto scegliere
alla giovane tra la sorella e lui.
Capiva per che tutto sarebbe stato inutile.
Lysis era ancora molto bambina su certi punti.
Era sempre stata sotto l'autorit della sorella
e, timida e priva di esperienza come era, non
avrebbe osato ribellarsi alla volont di Irene.
Quella notte Jean conobbe tutte le torture
morali... perfino quella della tentazione che gli
mormorava all'orecchio:
Domani, corri all'Olivette... di' a Lysis
che non puoi vivere senza di lei e che torni per
non lasciarla pi. Se non fai cos, hai la vita
troncata, perch l'amerai sempre... non amerai
che lei.
Lott disperatamente, al buio, nel salotto, dove,
dalle finestre aperte, penetrava il profumo
inebriante degli aranci.
Per lunghe ore tocc con mano la forza della
preghiera e della fede in mezzo alle tempeste
della vita!
Quando spunt l'alba era di nuovo padrone
di s...
Ma, mentre imperversava la lotta, in un accesso
di disperazione, si era gettato sul divano
della madre, e ora grosse lacrime cocenti scendevano
gi, lentamente, l'una dietro l'altra,
sulle sue guance, e cadevano sulla seta sbiadita
del cuscino che aveva bevuto quelle versate di
nascosto dalla signora de Malay, al pensiero che
la morte l'avrebbe presto rapita all'affetto dei
figli.
Lysis aspettava Jean sotto le arcate fiorite...
Una felicit senza nome la pervadeva tutta.
Era l, immobile, smarrita in una specie di
estasi.
La vita con lui, e per sempre...
Che sogno meraviglioso! Come era bello essere
amata da Jean con l'amore tenero che le
aveva dimostrato poco prima!
Jean, amore mio! mormor.
Ud dei passi sulla ghiaia...
Si volt, convinta che fosse Jean. Invece era
soltanto Irene.
Ah, sei tu? Non hai visto il signor de
Malay?
S, mi ha lasciata or ora.  proprio un
ragazzone!
Un'ombra vel lo sguardo di Lysis mentre la
signora Dormier si sedeva accanto a lei, nel posto
occupato da Jean, poco tempo prima.
Irene, perch dici cos?
Perch  andato via or ora dicendo che
rinunziava a te.
Le guance di Lysis si sbiancarono e i suoi
occhi dilatati espressero una specie di terrore.
Con voce turbata, la giovane balbett:
Non... non  possibile!
Possibilissimo. Avevo risposto affermativamente
alla sua richiesta. Gli avevo imposta
una unica condizione. Non ha voluto accettarla
e se ne  andato.
Una condizione? Quale?
Di rinunziare al matrimonio religioso e
di impegnarsi a non far nulla per convertirti
alla sua fede.
Lysis si alz e il sangue afflu di nuovo sulle
sue guance.
Me ne aveva gi parlato ed ero pronta a
fare quello che voleva...
Irene cinse col braccio la vita sottile e attir
la sorella a s.
Perch sei una bambina innamorata... una
bambina, capisci, Lysis? Non bisogna cedere
cos agli uomini, piccina mia, specialmente
quando si tratta di mettersi sotto il giogo di
una religione nella quale tutto  subordinato al
dolore e al sacrificio. Tu questa religione devi
odiarla, perch va contro a tutto quello che ti
ho insegnato sulla felicit e sulla vita.
Lysis mormor:
 la sua religione...
S, ed  proprio questa religione che lo rende
cos esigente, cos crudele verso se stesso
e verso gli altri. Pensa un po':  andato via di
qui deciso di sacrificarti al suo Dio!
Le labbra di Lysis si sbiancarono, le sue mani
si contrassero, e strinsero nervosamente la
gonna del vestito.
Non ti disperare, bambina mia! Domani
torner, e allora sar tuo... soltanto tuo! Nessuno
Dio geloso si frapporr mai pi fra te e
lui!
Lysis disse con aria pensierosa:
Non so se hai fatto bene a chiedergli...
Se ho fatto bene? Che idea  codesta? Tutto
quello che facciamo a nostro vantaggio  ben fatto.
Lysis la guard, perplessa e turbata.
Ma allora... il male?
Il male  tutto quello che ci nuoce... quello
che ci fa soffrire.
Allora, il signor de Malay?...
Ha agito molto male e spero che glielo
farai capire.
Se torna! disse Lysis, e un brivido la
scosse tutta.
Irene le fece una carezza, e rise.
Piccola innocente. Non ti sei accorta che
ti ama pazzamente? Non sai che nessun uomo
avrebbe la forza di rinunziare a te, piccola ammaliatrice?
S, torner, non aver paura!
Ma se dovesse soffrire per accontentarti...
A me, non costa nulla abbracciare la sua religione.
Perch non la conosci e non sai dove ti
condurrebbe! esclam Irene con veemenza.
Io per, lo so, e voglio risparmiarti questa
calamit. Meglio, cento volte meglio non rivederlo
pi che accettare una cosa simile.
Lysis ebbe un gesto di terrore.
Oh, no, no!
Ti dico di non aver paura. Domani sar
di nuovo qui e avr rinunziato alla sua fede,
al suo passato. Adorer soltanto te.  cos che
devi essere amata, Lysis mia, piccola dea della
bellezza.
La giovane non rispose. Il suo petto si sollevava
per il respiro un po' affrettato.
Irene la guardava col suo sguardo
enimmatico, accarezzandole la guancia con la punta di
un dito. E con la sua voce ammaliante vantava
la bellezza del culto pagano e criticava
con parole insidiose la religione cristiana.
Via, ora vieni a mangiare, bambina mia.
Lysis scosse la testa.
Irene, non potrei mangiare. Resto qui.
Come preferisci. Pi tardi, prenderai una
tazza di t. Addio a presto, tesoro mio. Sogna il ritorno del tuo cavaliere.
L'abbracci e and via.
Lysis incroci le mani tremanti sui ginocchi.
Non era pi felice come prima. Le parole della sorella le avevano lasciato in cuore un senso di terrore.
Aveva accondisceso cos di cuore al desiderio di Jean! Aveva creduto di far bene acconsentendo alla sua richiesta. Irene, invece, le aveva dimostrato tutto il contrario: non doveva accettare nulla della cupa religione del suo fidanzato.
Eppure era cos buono! Cos intelligente! Lysis pensava che un uomo come lui non sarebbe rimasto gelosamente attaccato alla sua religione se era orribile come assicurava la sorella.
Irene diceva che tutti si possono sbagliare, e che Jean era attaccato alla religione soprattutto perch era quella dei suoi antenati. In ultima analisi, per, sarebbe stato ben felice di liberarsene per praticare anche lui il culto degli di che rendono la vita facile e non impongono legami.
Si avvicinava il crepuscolo...
I profumi erano pi intensi, forse troppo intensi.
Lysis si alz e si diresse lentamente verso la villa, portando con s il fiore, testimone del loro fidanzamento, ricordo del momento in cui Jean le aveva svelato il suo amore.
A met strada incontr il fratello che le veniva incontro.
Mi ha mandato Irene... Sognavi, piccola fidanzata?
Sorridendo, prese il braccio di Lysis e lo pass sotto il suo.
La giovane si strinse un poco a lui, e disse a mezza voce: Ah s? Credi anche tu che torner?
Se torner? Oh, mia bella Lysis, come sei poco donna, ancora!
E lei disse con un fil di voce: Lo amo tanto...
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Jean era tornato alla Varellire. Aveva ripreso
le sue occupazioni, andava e veniva per
sbrigare i suoi affari. Per il sorriso non fioriva
pi sulle sue labbra e il suo sguardo esprimeva
una grande tristezza.
Il signorino Jean non sta bene, dicevano
i paesani vedendo come era cambiato.
Infatti fuggiva la compagnia, e doveva fare
uno sforzo per interessarsi, come aveva sempre
fatto, dei suoi fittavoli, delle gioie e dei dolori
di ognuno.
La signora de Malay e Maddalena lo circondavano
di affetto e soffrivano della sua sofferenza.
Di ritorno da Cannes, Jean aveva raccontato
in poche parole il suo breve romanzo, poi non
aveva pi aperto bocca sull'argomento. Dio solo
vedeva lo strazio del suo cuore, le lotte che doveva
sostenere.
Irene Dormier conosceva bene il potere dell'amore...
ma non sapeva quello che pu la
fede per trasformare in eroismo la debolezza del
cuore umano.
Pass l'estate e Maddalena si fidanz con
Jacques de la Hallire. Aveva trovato il Principe
Azzurro! Certo, non per le sue doti fisiche,
ma Maddalena spieg che la sua espressione
riguardava le qualit morali del futuro
sposo! Jacques, buono e leale, realizzava tutti
i suoi sogni.
Jean aveva fatto da intermediario. Il dolore
non l'aveva reso egoista. Per quanto la cosa
acuisse la sua sofferenza rinnovando il ricordo
del suo fugace fidanzamento, gio sinceramente
della felicit di Maddalena.
Il giorno delle nozze, quando entr in chiesa
con la sorella al braccio, gli invitati, vedendo
il suo viso pallido e alterato, sussurrarono tra
di loro:
Il signor de Malay si sente male!
Povero Jean! Si era visto davanti, come in
sogno, il bel visetto di Lysis incorniciato da
nuvole di tulle, come quello di Maddalena... e i
suoi begli occhi teneri e profondi che gli sorridevano,
come quelli di Maddalena sorridevano
a Jacques de la Hallire.
Il castello di Balbennes aveva ormai la sua
castellana, ma da quando Maddalena era partita
e Jean aveva perso la sua allegria, la
Varellire era terribilmente vuota.
La vecchia nonna sospirava pensando all'infelicit
del suo ragazzo! Possibile che lui, cos
giudizioso, si fosse lasciato attirare in quell'insieme
cos dubbio, senza rendersi conto del pericolo
che correva?
Bisogna pur dire, del resto, che la piccola
Lysis era una creatura incantevole.
Jean avrebbe fatto marcia indietro davanti
a una civetta, a una donna di mediocre valore...
ma si era trovato inerme di fronte al fscino
ingenuo di quella bambina.
L, dove in un primo tempo la sua natura
cavalleresca aveva visto soltanto la necessit
di aiutare una Lysis isolata e timorosa in mezzo
alle amicizie equivoche della sorella, aveva
trovato l'amore.
La guarigione sarebbe stata molto lenta!
La vecchia signora conosceva bene il nipote.
Prima di pensare a un altro matrimonio Jean
avrebbe lasciato passare molti anni... gli anni
pi belli della sua giovinezza. E c'era sempre
il pericolo che il ricordo di Lysis impedisse a
un altro affetto di impossessarsi del suo cuore!
La signora de Malay si angustiava anche pensando
all'annuale soggiorno di Jean a Parigi.
Irene, cos perfidamente abile nel manovrare,
non avrebbe forse tentato di attirare di nuovo
per la sorella quel bel partito?
Se Jean faceva tanto di rivedereLysis, la
lotta si sarebbe riaccesa nel suo cuore, la tentazione
avrebbe di nuovo tormentato l'animo
suo, uscito vincitore dalla prima prova.
La signora de Malay tremava al pensiero che
Irene, come gliela aveva dipinta il nipote, era
donna capace di qualsiasi intrigo, pur di arrivare
al suo scopo!
E quella povera piccina!... quella povera animuccia
senza religione, senza principi, aveva
una fiducia cieca in lei... Purtroppo sarebbe
stata uno strumento docile nelle sue mani, per
rovinare Jean.
La signora de Malay tir dunque un sospiro
di sollievo quando seppe che Jean, quell'anno,
non avrebbe lasciato la Varellire.
Anche lui, del resto, non voleva correre il rischio
di incontrare di nuovo Lysis! Al solo pensarci
la sofferenza diventava intollerabile. Giacch
nessun dovere lo richiamava a Parigi, preferiva
restare a casa sua e sforzarsi di dimenticare
col lavoro, la lettura. La stanchezza delle
lunghe passeggiate calmava i suoi nervi, tesi
per il ricordo ossessionante di Lysis circondata
da tanti pericoli e, forse, infelice per causa
sua.
A volte, le occupazioni lo conducevano vicino
alla casupola di Michlle.
Ora, la povera vecchia non diceva pi:
Avete gli occhi pieni di sole, signorino Jean.
Quando il giovane si allontanava, dopo averle
rivolto qualche parola con la sua solita cortesia,
la poveretta lo seguiva con gli occhi, e
pensava:
Ce lo hanno cambiato, il nostro signorino!
Il male lo ha nel cuore...
E, col suo tatto innato, non parlava pi a
Jean di matrimonio.
Verso la met dell'inverno la povera donna
peggior, e mor la sera dell'Epifania, curata
e assistita da Maddalena.
Il giorno dopo Jean and a pregare davanti
alla salma e rimase colpito vedendo come era
diventato bello quel viso, cos orribile in vita!
Sembrava che Dio avesse voluto mostrare agli
uomini un lieve riflesso del premio meraviglioso
che riserbava a quella povera martire.
Davanti a Michlle morta, Jean ripens alla
breve conversazione avuta a suo riguardo con
Hlos e Lysis.
Hlos aveva espresso apertamente opinioni simili
a quelle di Irene. Lysis non aveva detto
nulla. Che cosa aveva pensato in cuor suo?
Povera piccola pagana! Le avevano insegnato
a odiare tutto ci che era brutto fisicamente,
a ignorare la bellezza morale, riflesso delle perfezioni
divine che oggi rifulgevano in Michlle!
Jean volle vegliare una parte della notte, accanto
alla salma, insieme alla sorella. Mentre
le ore trascorrevano lente e risuonavano dintorno
le preci del rosario recitato da Maddalena,
chiese alla morta di pregare per la cara
animuccia che aveva amata... che avrebbe sempre
amata!
Lysis aveva aspettato Jean ora per ora, giorno
per giorno.
Ogni sera, nel momento in cui l'aveva lasciata,
si sedeva sotto le arcate fiorite, col cuore
in tumulto. Sperava sempre di vederlo arrivare,
bello e pieno di vita, con gli occhi che spiravano
amore, come quella sera.
Ma Jean non tornava...
Un po' per volta un senso di terrore si fece
strada nell'animo di Lysis.
Non ti disperare. Il tuo innamorato lotta,
ma l'ultima parola sar la tua, diceva Irene.
Lotta? Allora soffrir certamente! Perch
farlo soffrire?
Irene si stringeva nelle spalle, con aria di impazienza.
Te l'ho gi spiegato. Non permetter mai
che le mie fatiche vadano perdute, n far la
tua infelicit dandoti in sposa a un uomo che
ti farebbe subito abbracciare la sua religione.
Tu non conosci la vita. Sei debole, e ho il dovere
di decidere per te.
Ma se non torna?
Non ti mettere in testa certe idee.  innamorato
pazzo di te, tesoro mio, e lo rivedrai
ai tuoi piedi, non aver paura!
Irene era sincera parlando cos. Per lei un
amore come quello di Jean non poteva piegare
davanti a un dovere, per quanto grave fosse!
Era sicura che sarebbe tornato, che si sarebbe
arreso a discrezione... S, quell'apostasia sarebbe
stata una strepitosa vittoria del culto di
cui Irene Dormier si era fatta sacerdotessa.
I giorni invece passarono senza ricondurre il
signor de Malay.
Gli aranci erano sfioriti, le rose piegavano
la testa sotto il sole che diventava sempre pi
cocente, l'aroma dei pini arrivava portato da
un venticello caldo... e Lysis aspettava ancora,
con l'orecchio teso, pronta a cogliere a volo il
minimo rumore insolito. Sentiva il suo cuore
rattristarsi sempre pi, e fremeva di dolore al
pensiero che forse Jean non sarebbe pi tornato.
Irene dovette finalmente riconoscere che, strano
a dirsi, Jean de Malay sembrava essersi ritirato
definitivamente.
Quando lo disse alla sorella la giovane divent
cos pallida da far credere che perdesse i
sensi.
Oh, no, no! Non  possibile! balbett.
Non me lo dire, Irene.
Disgraziatamente temo sia cos. Bisogna
farsene una ragione e dimenticarlo. Dopo tutto,
non vale la pena rimpiangerlo tanto.
Dimenticare Jean!
Lysis ebbe un gesto di indignazione.
Via, questo cuoricino si era dato proprio
tutto! Come vedi, il signor de Malay non lo
meritava. Dimenticalo, bambina mia. Sarai felice
con un altro.
Un altro? Mai! mai!
Lysis si lasci cadere sopra una poltrona,
singhiozzando. Qualche cosa si era spezzato in
lei... Capiva che tutto era finito, che Jean non
voleva rinunziare per lei alla sua fede, al suo
passato, alle sue tradizioni.
Da quel giorno le rose dell'Olivette videro
passare in mezzo a loro un visetto pallido e
due occhioni tristi... Era Lysis che passeggiava
con passo languido nei viali.
Per ore ed ore la giovane restava l, con aria
trasognata, le mani incrociate e il pensiero lontano...
vicino a lui.
Irene non ci faceva caso. Tutto sarebbe passato,
e presto. Al ritorno dell'inverno Lysis,
ammirata, adulata, avrebbe dimenticato Jean.
Nel frattempo, poich la signora Dormier non
poteva veder soffrire la gente, lasciava spesso
l'Olivette e se ne andava a Nizza o a Montecarlo, con Hlos.
Lysis rifiutava sempre ostinatamente di accompagnarli,
e la sorella non insisteva.
Passer tutto... diceva a Hlos, lasciamola
sola a rimettersi della sua delusione.
Verso la met di marzo andarono tutti e tre
a Parigi, ma solo per pochi giorni.
Partirono poi per una lunga crociera in Norvegia,
al termine della quale Irene si install
con la sorella sulla riva del Lago di Ginevra,
e Hlos si imbarc per New York.
La signora Dormier, fedele ai suoi principi
di completo riposo tra i periodi agitati della
sua vita, aveva scelto una villa solitaria, in un
luogo tranquillo. Era un'abile acquarellista e
cominci a dar lezione a Lysis, per distrarla.
La giovane, docile, la second del suo meglio,
e poich aveva un temperamento d'artista, se
la cav molto bene.
Non riusc per a vincere la tristezza...
Irene fin per irritarsi. Non era capace di un
amore profondo e non lo capiva negli altri. Un
giorno dichiar senza tanti complimenti alla
sorella:
Carina mia, sei addirittura ridicola. Il signor
de Malay non merita che tu lo rimpianga
fino a questo punto. Ti amava ben poco se non
ha saputo sacrificarti tutto! Era un fuoco di
paglia, il suo. Fai come lui, figliuola. Ti si offriranno
altri cuori, e su loro regnerai,
movendoli come meglio ti piacer.
Lysis senza togliere gli occhi da un acquarello
che stava terminando, rispose con voce
strozzata:
Voglio soltanto il cuore di Jean.
Irene ebbe un gesto di impazienza.
Ma se lui si ritira!... Vero  che potrai
sempre riprenderlo in seguito. Naturalmente
per un po' di tempo star lontano, ma un giorno
o l'altro il caso pu mettervi di nuovo l'uno
di fronte all'altra. Vedremo allora chi vincer.
Le sue labbra si schiusero a un sorriso sarcastico.
... Nel frattempo, per, non devi rovinare
con la malinconia i bei giorni che hai davanti
a te. Prendi esempio da Hlos. Quello  un mio
discepolo fedele! Vuol vivere, vivere, vivere!
Vuotare tutte le coppe inebrianti! Via, sorridi,
Lysis mia. Non voglio che tu soffra. Odio la
sofferenza, lo sai.
Da quel giorno Lysis parve essere tornata
quella di prima. Il sorriso torn a schiudere
le sue labbra, e non parl pi di Jean.
Irene si applaud per il buon esito dei suoi
consigli e pens che la sorella fosse in via di
guarigione.
Se avesse potuto leggere nell'animo suo avrebbe
visto qual ricordo doloroso racchiudeva in
cuore, come in un santuario che nessuno poteva
entrare a profanare.
Lo spirito infantile si trasformava, si maturava
lentamente sotto il peso della sofferenza,
cominciava a vedere e a capire...
L'isolamento morale nel quale Irene e Hlos
l'avevano lasciata negli ultimi tempi del loro
soggiorno a Cannes, l'insofferenza della sorella
maggiore per la sua tristezza, il suo ordine di
non soffrire pi e di dimenticare Jean, avevano
ferito dolorosamente il cuore di Lysis, affettuoso,
buono, e portato naturalmente alla bont e
alla dedizione.
Qualche cosa si risvegliava in lei, all'insaputa
di Irene: la coscienza personale. Fino a quel
momento si era lasciata dominare completamente
dalla sorella. Ora Lysis cominciava a riflettere...
e a fare i suoi confronti!
Paragonava Jean a Irene...
Jean, l'uomo che aveva sacrificato l'amore al
dovere. E non dubitava affatto del grande amore
di Jean.
Irene, la donna che nella vita vedeva solo il
piacere e odiava qualsiasi genere di legame...
Ormai aveva perso ogni ritegno, ed enunziava
tutte le sue teorie davanti alla sorella minore,
ridendo della sua meraviglia e del suo turbamento!
Ora, pi di prima, Lysis ripensava a Jean,
ai suoi principi cos alti, cos morali. La sua
anima, intorpidita da tanti cattivi insegnamenti
nascosti sotto i fiori, prendeva coscienza del
bene e del male.
Il bene era Jean.
Il male...
Le dispiaceva di dover dubitare cos della sorella!
Tanto pi che Irene era buona. Aveva
educato a proprie spese lei e il fratello, circondandoli
di benessere, di tutto quello che potevano
desiderare. Era affettuosa, espansiva, e
Lysis si rimproverava i pensieri che, un po' per
volta, ma sempre pi spesso, si imponevano
con violenza al suo spirito.
Era un nuovo tormento che si aggiungeva all'altro,
senza attenuarlo... tutt'altro!
L'accompagn nel viaggio in Italia che Irene
fece, come ogni anno, in ottobre e in novembre.
And con loro anche Hlos, che era tornato
allora allora da Ostenda, dove aveva speso allegramente
la grossa somma avuta da Irene.
Gi a Cannes, Lysis aveva avuto l'impressione
che il fratello fosse moralmente cambiato.
Ora, vedendo l'espressione ardente, direi quasi
avida di quello sguardo che sembrava volere attirare
a s tutti i piaceri della vita, ebbe la conferma
di non aver sbagliato.
Inoltre, dalle labbra di Hlos, solcate da una
piega di profondo scetticismo, uscivano teorie
simili a quelle di Irene.
Nonostante tutto, l'affetto del giovane per
la sua gemella non sembrava aver subito alterazioni.
Purtroppo, dal modo in cui l'apostrof
rivedendola, Lysis cap subito che non avrebbe
trovato in lui un appoggio al suo dolore!
Ti sei consolata, eh, finalmente, bellezza
mia? Via, non valeva la pena di far pianger
tanto i tuoi begli occhi per un imbecille come lui!
Tornati dall'Italia, si installarono di nuovo
a Parigi.
Irene cominci subito a ricevere, e Lysis si
vide fatta oggetto di una corte assai pi assidua
dell'anno precedente.
In quei pochi mesi si era fatta ancora pi bella.
Il dolore che l'aveva maturata moralmente
sembrava aver prodotto lo stesso effetto sul suo
fisico, un po' infantile. Quando entrava in un
salotto faceva colpo, e ben presto non si contarono
pi i suoi adoratori.
Tutti per, indistintamente, si trovarono davanti
a una inspiegabile freddezza. Sembrava
che Lysis Orlannes non vedesse nulla, non udisse
nulla all'infuori di quello che esigeva il pi
elementare dovere di cortesia. Le belle statue
dello studio della sorella non erano pi insensibili
di lei! Se qualcuno, un po' pi audace,
osava rivolgerle una parola ardita, o azzardava
una proposta, la giovane lo fulminava con uno
sguardo sprezzante e diceva:
Signore, dimenticate a chi parlate!
E gli voltava le spalle senza tanti complimenti,
lasciandolo con un tanto di naso e fuori di
s per la collera... ma pi innamorato che mai!
Un giorno, uno di questi, si prov a baciarle
la mano. Lei la ritir bruscamente e disse sdegnata:
Mai... mai!
Quella mano era stata baciata da Jean, e nessun'altra
bocca l'avrebbe pi sfiorata!
S, era il pensiero del signor de Malay che
continuava a salvarla. In cuor suo Lysis ne custodiva
gelosamente il ricordo... Jean era la sua
guida, il suo protettore! Era anche il suo primo
amore e sarebbe stato l'unico... anche se non
avesse dovuto rivederlo mai pi!
Si conservava per lui quale egli l'aveva amata,
la sua piccola Lysis dal cuore puro. Nessuno
entrava nel santuario dove, davanti all'immagine
amata, l'amore di Lysis bruciava
una lampada ardente.
Ora le tornavano in mente molte cose che
l'anno precedente non l'avevano colpita. O meglio,
le aveva notate, ma non si era fermata ad
analizzare l'impressione che ne aveva ricevuta.
Per esempio, la gelida riservatezza del signor de
Malay in mezzo a quella societ mista, la disapprovazione
che esprimeva il suo volto davanti a
certi fatti, certi atteggiamenti, certe opinioni...
e il modo cos pieno di tatto, rispettoso, col quale
proteggeva la giovane, moralmente isolata, in
un ambiente come quello...
Ora capiva che vi veniva solo per lei, senza
badare alle proprie ripugnanze! Ricordava tutte
le parole cos elevate dalle quali trasparivano
la sua anima leale e il suo eccezionale valore
morale... Parole che risvegliavano un'eco vibrante
nel cuore di Lysis.
Accanto a Jean, la giovane aveva sempre avuto
l'impressione di trovarsi in un'atmosfera sana,
vivificante... di planare al di sopra di quelle
persone dalle quali, istintivamente, si allontanava.
Ora che Jean era lontano, Lysis continuava
ad agire come se il suo sguardo non la lasciasse
mai. Intuiva tutto quello che il signor de Malay
non avrebbe approvato e lo rigettava lontano da
s, con disprezzo.
Parole, spettacoli, letture, non facevano presa
su di lei. Pensava, giudicava solo attraverso
Jean. Viveva con lui, corpo ed anima.
Ma via via che i suoi occhi si aprivano, quante
cose penose scopriva nella sorella e perfino
nel fratello! Come  terribile sentir diminuire la
stima che abbiamo per i nostri cari!
Ah, come soffriva, povera Lysis! Non aveva
chi la aiutasse, n chi la consolasse.
In un primo tempo Irene aveva visto di buon
occhio la nuova linea di condotta della sorella.
Quella bambina era diventata donna e la sua apparente
freddezza era solo un'abile manovra per
attirare a s gli adoratori.
S, Lysis si formava meravigliosamente, prendeva
l'aria disinvolta della donna di mondo e
trattava tutti con una indifferenza altera, sconosciuta
alla piccola Lysis dell'anno precedente
e che, a dire il vero, le donava moltissimo.
Ben presto, per, la signora Dormier trov
che esagerava. Cap che la sorella agiva cos per
disprezzo e, una sera, quando gli invitati se ne
furono andati, la rimprover.
Lysis, tu manchi completamente di cortesia.
Come mai? I miei ospiti sono pieni di riguardi
per te. Tutti gli uomini sono ai tuoi piedi...
Emergi dappertutto dove vai... E rimani sempre glaciale, insensibile!
Lysis rispose con freddezza: Mi sono tutti supremamente indifferenti!
Era ritta nello studio, appoggiata alla statua di Diana. Le sue braccia e le sue spalle erano bianche come il marmo che sfioravano.
I capelli scuri, morbidi come la seta, le ricadevano in riccioli sulla nuca.
Era vestita di rosa, con dei garofani gialli appuntati sulla scollatura a punta. Gli erano stati chiesti ripetutamente, quella sera, ma lei aveva provato una intima gioia a rispondere agli audaci, con gelido disprezzo: No, signore, li tengo per me.
Li serbava per lui. Tutti i suoi fiori andavano ad appassire davanti all'istantanea fatta da Hlos durante una visita del signor de Malay all'Oli vette.
Mattina e sera la povera piccina, che non conosceva Dio, si inginocchiava davanti a quel ritratto, pensava a Jean e piangeva.
Irene ribatt irritata, la risposta della sorella: Che cosa pretendi? Sono tutte persone simpatiche che ti amano pazzamente. Hai il diritto di essere difficile, di trattar tutti dall'alto al basso... ma c' una sfumatura che, evidentemente, ti sfugge! Non sorridi mai, non ti interessi a nulla. Vai in giro come una statua di ghiaccio.
Va benissimo per un po' di tempo... ti d l'aria piccante e misteriosa... Ma non bisogna esagerare! Sii cortese, mia bella Lysis... civettuola...
Sai, anche stasera ho avuto due richieste di matrimonio... Ma non  quello che desidero per te!
Lysis non rispose. Gi altre volte la sorella le aveva comunicate delle domande. Alla prima aveva risposto rabbrividendo: Non mi sposer mai!
Irene si era stretta nelle spalle e aveva detto con aria ironica: Pensi ancora a chi ti ha piantata?
Lysis ci era rimasta male e, da quel giorno, si era contentata di rispondere che i pretendenti non le andavano a genio. Le era sembrato che la risata d'Irene profanasse il caro ricordo e aveva avuto cura di nasconderlo nel pi profondo del cuore.
La signora Dormier capiva che la sorella cambiava, giorno per giorno. La fanciulla piena di abbandono e affettuosa non esisteva pi. Un enimma fluttuava in quegli occhi che diventavano sempre pi profondi e sembravano intenti a contemplare una visione lontana... L'anima di Lysis, nella quale un tempo Irene aveva libero accesso, si chiudeva per lei e per tutti... Era un luogo misterioso del quale nessuno aveva la chiave.
Quell'anima viveva in unione di anima con Jean, attraverso lo spazio...
E lui, alla Varellire, pregava per lei senza immaginare che continuava ad essere, e pi di prima, il mentore e la guida della piccola amata la cui immagine era impressa a tratti dolorosi e incantevoli nel suo cuore.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Un nuovo tormento si aggiunse a quelli che
gi angustiavano Lysis.
Hlos, verso la fine di dicembre, prese un
brutto raffreddore e, in preda come era alla
febbre del piacere, non si riguard.
In marzo, uscendo riscaldato dal teatro, prese
fresco e peggior. I medici lo inviarono subito
nel Mezzogiorno.
Pochi giorni dopo era installato all'Olivette
con Irene e Lysis.
La giovane non rivide senza una recrudescenza
di dolore quei luoghi che pi di tutti gli altri
le ricordavano Jean... e particolarmente la
terrazza sulla quale si erano fidanzati e dove
aveva ricevuto il suo primo bacio.
Certe volte il dolore era cos intenso che Lysis
si sentiva venir meno, e si chiedeva con vero
terrore come avrebbe potuto sopportare la vita
senza di lui!
Hlos passava le giornate disteso sopra una
sedia a sdraio, all'ombra di una tenda di canapa
tesa sopra la terrazza.
Irene, che non poteva sopportare i malati,
aveva incaricato Lysis di assisterlo. La giovane
assolveva il suo compito con affettuosa premura.
Faceva del suo meglio per distrarre il fratello
e lo circondava di mille attenzioni.
Hlos, per, era insensibile a tutto. Fin dall'inizio
della malattia una cupa tristezza velava
il suo sguardo, fisso per ore ed ore sull'orizzonte
che si allargava davanti alla terrazza.
Il mare e il cielo si confondevano nella stessa
calda luminosit. In quel trionfo di luce le isole
dell'Estrel prendevano tinte cupe...
Durante quelle lunghe ore Hlos adorava forse
il sole, per il quale, come Irene, aveva un
culto tutto particolare?
Lysis lo ignorava. Ma quando il giovane malato
usciva da quella contemplazione, non aveva
nello sguardo nulla di quella luce radiosa
nella quale si era smarrito.
Il medico aveva detto a Irene:
Guarir, ma rester debole.  una natura
che consuma l'involucro e che avrebbe bisogno
di un freno molto forte.
Da dieci giorni erano all'Olivette...
Un pomeriggio Lysis venne come al solito a
sedersi vicino al fratello, con un libro in mano.
No, oggi niente lettura! disse il malato.
Posa il libro e ascoltami. Poco fa ho
saputo da Irene che cosa pensava il medico di
me. Crede che guarir, ma dovr sempre, per
tutta la vita, usarmi dei riguardi.
Parlava con gli occhi fissi davanti a lui, lentamente,
con un fremito nella voce.
Lysis pos dolcemente la mano sopra la sua.
Ebbene, caro mio, questo  nulla! Basta
che tu guarisca. Ecco l'importante.
Hlos si mosse bruscamente e sollev a mezzo
sulla sedia a sdraio il corpo smagrito... Nello
stesso tempo si volt a guardare la sorella. Nei
suoi occhi ardeva una fiamma che sembrava divorare
il povero viso pallido e sparuto.
 nulla? Ti sembra nulla non vivere, ma
trascinare il corpo nella fiacchezza, nell'impotenza?
E ho tanta sete di vita! Ah, la vita!
la vita! L'amo! L'adoro!  stata la mia divinit.
E ora mi abbandona... Eppure sono ancora
giovane. Non ho che diciannove anni. Lysis,
diciannove anni! E devo morire!
Una fiamma appassionata, accesa dalla disperazione,
ardeva nei suoi occhi neri. Si torceva
le dita sottili lanciando in quella crisi di
dolore il grido disperato della sua anima pagana,
ignara dell'altra vita... di quella che non
muore!
Lysis si chin e gli gett le braccia al collo.
Hlos mio, guarirai. Te lo hanno detto.
Il malato scoppi in una risata rauca che fece
sussultare il levriero accucciato accanto a lui.
Guarire! In queste condizioni! Trascinare
cos la mia esistenza, senza gioie, senza piaceri...
relitto inerte, da tutti respinto! Ah! no,
no! Vi sono tanti modi per farla finita una volta
per sempre con la vita! Ne sceglier uno... mi
addormenter e non mi sveglier pi.
Lysis gett un grido di terrore.
Che cosa dici? Vorresti?...
Le parole le morirono in gola.
Hlos, non rispose. Il suo volto prese una
espressione dura e la fiamma dei suoi occhi si
spense.
Hlos, a che cosa pensi?
Il giovane si strinse nelle spalle e respinse
la sorella con una certa impazienza.
Parliamo d'altro. Ho fatto male a dirti
certe cose.
Lysis gli afferr il braccio e lo strinse, senza
rendersene conto.
Tu pensi a qualche cosa di orribile! Tu
pensi a lasciarmi! Oh, Hlos!  mai possibile?
E tremava tutta per l'angoscia.
Una emozione improvvisa balen nel volto di
Hlos e lo rasseren. Il giovane prese tra le
mani il viso della sorella, e mentre lo fissava
con aria pensierosa, il suo sguardo si illumin
di nuovo.
Ah, non vuoi rimaner sola? Ebbene, Lysis,
vieni con me. Anche tu soffri... Non riesci
a dimenticare quel Jean de Malay... me ne sono
accorto! Moriamo insieme. Esci da questo mondo
in tutto lo splendore della giovent e della
bellezza. Non conoscerai n la malattia n la
vecchiaia. Ci seppelliranno sotto i fiori, in questo
giardino che ci piace tanto. Ho morfina a
sufficienza, per due. Ci addormenteremo... Siamo
venuti insieme nella vita e insieme la lasceremo...
S, Lysis, ecco la soluzione di tutto!
Lei lo ascoltava, sorpresa e spaventata in un
primo tempo... poi sempre pi pensierosa!
Hlos aveva ragione. Anche lei soffriva, avrebbe
sofferto ancora a lungo, e forse per sempre,
se Jean non si faceva pi vivo. Sarebbe tornato?
L'avrebbe dimenticata? Che cosa sarebbe
stata la sua vita senza di lui? Non era meglio
addormentarsi, come diceva Hlos?... Non risvegliarsi
e non soffrire pi?
La tentazione la stringeva come in una morsa,
rafforzata dalla voce tenerissima che diceva:
Il dolore  il peggiore dei mali... Ce lo ha
insegnato Irene. Fuggiamolo, sorellina amata...
Vieni con me nella morte... Hlos e Lysis non
devono separarsi.
Lysis non aveva pi le idee chiare. Aveva la
sensazione strana di trovarsi sull'orlo di un
abisso che l'attirava...
Come erano inebrianti i profumi, quella sera!
Forse era per questo che non aveva la forza
di dire di no?... Che stava per accettare la
proposta di Hlos?...
Jean!
Il nome amato balz bruscamente alla sua
mente, e rischiar le tenebre...
Jean non ammetteva il suicidio, lo sapeva bene.
Diceva che bisogna sopportare i dolori pi
atroci perch c' un Dio, unico padrone della
vita, e anche perch ci meritano un premio nell'eternit.
Lysis rammentava benissimo quello che il signor
de Malay aveva detto a proposito di Michlle...
Che cosa avrebbe detto sapendo che la
sua Lysis si era uccisa?
No, no, Hlos, non far mai una cosa simile!
Le parole le uscirono di bocca in una appassionata
protesta.
Hlos rimase male.
Che peccato! Tu, per, puoi ancora sperare
qualche cosa dalla vita. Io sono un essere
finito.
Non pensi, dunque, all'affetto che le tue
sorelle hanno per te? Non pensi a me? Eppure,
dici di volermi bene!
S, Lysis, te lo voglio... ma anche per te
non avrei il coraggio di-sopportare il genere di
vita al quale sarei condannato. Vedi, carina
mia, quando non ci sar pi, tu soffrirai per
un po' di tempo, ma poi dimenticherai.
Oh, Hlos!
Un sorriso amaro schiuse le labbra del malato
che scosse la testa e non disse nulla. I suoi
occhi fissavano di nuovo il mare scintillante,
l'Estrel cos cupo nella luce tenue del sole che
si abbassava, il giardino con la sua ricca vegetazione
e i suoi innumerevoli, inebrianti profumi...
Poi, a mezza voce premendosi sul petto le
mani smagrite, disse:
Tutto  vita, intorno a noi... La possedevo
anch'io e me ne inebriavo. Mi ha tradito. Per
me, non c' pi nulla.
Lysis gli gett di nuovo le braccia al collo.
Hlos, mi devi promettere di rinunziare
a queste idee cos orribili. Mi devi promettere...
Lui la respinse con impazienza.
Non ne parliamo pi. Lasciami solo. Sono
stanco e mi affatichi.
Lysis si allontan. Un'angoscia atroce le
stringeva il cuore. Il suicidio! Hlos era capace
di arrivare fino a quel punto! Bisognava avvertire
Irene di questo suo progetto... Lei avrebbe
impedito al fratello di metterlo in atto.
La signora Dormier lavorava nello studiolo
che si era sistemato al secondo piano. Appena
vide la sorella, esclam:
Hai l'aria sconvolta. Che cosa  accaduto,
bambina mia?
Lysis and a sedersi vicino a lei, appoggi
la testa sul suo petto e le ripet, tremando, la
conversazione avuta con Hlos, poco prima.
Irene non si mostr sorpresa n spaventata.
Disse senza scomporsi:
Povero ragazzo! Nello stato in cui si trova
 naturale che desideri farla finita con la vita.
Lysis sussult e guard la sorella con aria
smarrita.
Come! Tu lo approvi? Tu... Oh, Irene!
Non ti nascondo che se fossi malata come
lui non sopporterei quel genere di vita. Non
posso dunque dargli torto.
Ma  orribile!... E... non abbiamo il diritto
di toglierci la vita!
Davvero? Perch?
Lysis turbata dallo sguardo ironico della sorella,
non rispose. Del resto, non avrebbe saputo
spiegarle come mai, astrazion fatta dall'influenza
di Jean, sentiva istintivamente orrore di
quella distruzione di s, freddamente premeditata.
Probabilmente  stato il signor de Malay
a dirti qualche cosa del genere? La nostra opinione
 diversa dalla sua.
Lysis mormor:
La mia no.
E, istintivamente, si allontan un po' dalla
sorella.
Irene rise con aria sardonica.
Tu l'ami ancora, nonostante tutto?  una
cosa ridicola, bambina mia. Mi accorgo come sarebbe
stato pericoloso per te sposare quell'uomo!
Ti saresti resa sua schiava e sarebbe riuscito
a farti condividere le sue idee... E dire
che contavo su di te per farne un bellissimo
pagano! Che innamorata debole sei, Lysis mia!
Ti insegner a dominare la volont degli uomini
e a imporre a loro la tua!
Lysis si alz e non riusc a trattenere un gesto
di impazienza.
Non si tratta di questo, ora! Parliamo di
Hlos... Bisogna impedirgli di... Mi ha detto
che ha in camera della morfina.
Pu darsi.
Irene, bisogna farla sparire!
Piccina mia, non posso scassinare i mobili
di Hlos per trovare una medicina che ha
tutto il diritto di avere.
Ma non per quell'uso! Irene, non capisci?
Se ne vuol servire per... per addormentarsi.
Aveva appoggiato la mano sulla spalla della
signora Dormier. Il terrore le contraeva il volto
pallido e dava ai suoi occhi una luce febbrile.
Ma s... capisco... Via, non ti spaventare
cos. Parler con lui e forse rinunzier... Non
posso far altro.  libero.
La signora Dormier si alz e prese la mano
della sorella.
Via, calmati! Ne riparleremo in seguito e
vedremo di far cambiare idea a Hlos... per lo
meno momentaneamente. Non bisogna farsi illusioni,
cara piccina. Non accetter mai di vivere
con una salute malferma.
Ma s, s! Gli vorr tanto bene! Lo circonder
d'attenzioni! Sar felice vicino a noi.
Irene sorrise con aria di compassione e non
aggiunse altro.
Disse solamente:
Vedremo... Ma non ti agitare cos, piccina
mia. Ah, devi ancora imparare a reprimere
tutte quelle emozioni sentimentali che rendono
la vita una tortura!
Queste ultime parole risuonavano ancora agli
orecchi di Lysis quando si rifugi nella sua
stanza per riordinare un po' le idee.
Emozioni sentimentali...
Irene metteva in questa categoria l'affetto che
Lysis aveva per il fratello. Ma, allora...
Che cosa era dunque, Irene?
Lysis ebbe l'impressione di scendere in un
abisso che non era possibile scandagliare. Quella
sorella ammirata, ascoltata con vera devozione,
le si era rivelata quale gi la supponeva, cio una
egoista senza cuore e senza anima. E lui, Hlos,
le aveva mostrato la fragilit del suo affetto
fraterno, la vilt di un'anima innamorata solo
dei piaceri della vita.
Tutto rovinava intorno a lei...
Abbandonata, in una poltrona, tremando per
il dolore dalla testa ai piedi, giunse le mani e,
nel profondo della sua anima, grid:
Jean! Caro Jean! Ah, se tu fossi qui! Se
ti potessi dire quello che soffro!
Entr la cameriera. Lysis si lasci vestire, poi
scese lentamente. Voleva ritardare quanto era
possibile il momento di ritrovarsi con il fratello
e la sorella che l'avevano fatta tanto soffrire.
Erano tutti e due seduti nel salotto. Hlos leggeva
accarezzando la testa del cane appoggiata
sui suoi ginocchi.
La signora Dormier sognava.
L'uno e l'altra, quando Lysis entr, alzarono
la testa e la guardarono. Hlos disse con aria
di approvazione:
Ti sei messa il vestito rosa che mi piace
tanto.  stata una buona idea... specialmente
stasera.
Perch aveva detto stasera?
Lysis si sforz inutilmente di capire il senso
di questa frase mentre, seduta accanto al fratello,
sfogliava macchinalmente una rivista.
Entr il cameriere ad annunziare che il pranzo
era servito.
Nella sala da pranzo una luce smorzata illuminava
i mobili eleganti, la tavola fiorita.
Hlos indossava, come era sua abitudine, uno
smoking irreprensibile.
Irene aveva una tunica lunga di seta chiara,
le braccia scoperte, molti braccialetti d'oro e
una collana di smeraldi al collo.
Parlavano come sempre, sfiorando i vari argomenti,
senza che un'ombra di preoccupazione
alterasse la calma della loro fisonomia.
No, non era possibile che pensasse a morire,
quel simpatico Hlos che, quella sera, aveva gli
occhi sprizzanti di vita! Con la sua intelligenza
pronta, stuzzicato da Irene tutta sorridente,
usciva in battute spiritose e vivaci. Poco prima
aveva avuto un istante di scoraggiamento, ma
gi aveva dimenticato tutto.
Alla fine del pranzo Lysis si era quasi tranquillizzata.
La serata si prolung sulla terrazza. Irene ed
Hlos respiravano con avidit l'aria satura di
profumi.
Il giovane era seduto, con le mani incrociate
sui ginocchi e gli occhi fissi nella notte silenziosa.
Taceva.
Si udiva solo la voce di Irene che parlava della
natura, delle sue manifestazioni, della sua
bellezza. Le sue parole erano profonde, appassionate.
Il suo animo, teso in una adorazione
senza limiti, si effondeva davanti alle mille divinit
da lei scoperte nella creazione.
Lysis ascoltava. Provava uno strano senso di
vuoto udendo evocare cos gli di terreni davanti
a quel giovane che soffriva ed era stanco della
vita... Si rendeva conto, improvvisamente, dell'assurdit
del culto nel quale il fratello e lei erano cresciuti.
Nei giorni di prova le divinit brillanti e fiorite
svanivano e lasciavano scoperto l'abisso sul
quale Hlos si curvava...
La giovane guardava il fratello. Era un' illusione?
Le sembrava a momenti di veder trasalire
quel volto emaciato che, sotto il chiarore
azzurrognolo della luna, era di un pallore impressionante.
Alle undici Irene si alz.
 ora di andare a letto, ragazzi.
La voce calma di Hlos ripet:
S,  ora...
Anche Lysis si alz.
Buona notte, Hlos, disse chinandosi
sul fratello.
Buona notte, cara Lysis.
Il giovane abbracci la sorella e questa disse
con voce malferma:
Dianzi, mi hai dato un gran dispiacere...
Lui la respinse dolcemente. Il suo volto aveva
un'espressione dura e il suo sguardo era rivolto
altrove.
Non ne parliamo pi. Buona notte, Lysis.
Il giorno dopo il fattorino consegn a Irene
Dormier un telegramma che la richiamava a
Parigi. Un comitato di organizzazione artistica
della capitale, le chiedeva di riunire i suoi lavori
per presentarli a una esposizione di scultura
che doveva aver luogo alcuni giorni dopo,
in un salone della via Saint-Honor.
Come sono felice! Era una notizia che
aspettavo da tempo! Finalmente la fortuna mi
sorride!
E, pazza di gioia, abbracci Lysis che era assai
meno entusiasta di lei.
Cara Irene, mi congratulo con te... mi
chiedo per se  opportuno, in questo momento,
che tu vada via! Sarebbe bene che tu chiedessi
al comitato parigino di rinviare la data dell'esposizione.
Ma che dici! E per qual ragione, ammesso
che tu ne abbia una da far valere?
Lysis non volle rilevare il tono aspro della
sorella, che la guardava con aria ostile, ma
disse senza alterarsi:
Vedi, non credo che le condizioni di Hlos
siano tali da permetterti questo viaggio, e soprattutto
un tuo soggiorno a Parigi che pu
prolungarsi assai pi di quello che tu non creda.
Penso che tu debba restare qui con me, per assistere
il nostro caro ammalato.
Via, Lysis, tu esageri. Hlos non sta male
come credi. No, non esigere da me una cosa
impossibile. Non posso lasciar passare questa
occasione unica che mi si presenta. Una esposizione
dei miei lavori a Parigi!... Lysis,  la
consacrazione ufficiale, la gloria, la ricchezza!
La giovane sospir. In quel momento, l'animo
insensibile della sorella le apparve in tutta la
sua nudit! L'orgoglio, l'ambizione, la cupidigia,
si contendevano quel cuore nel quale non
c'era posto per la tenerezza, il sacrificio, l'amore.
In lei tutto era calcolo, interesse.
Ecco i resultati di una educazione pagana che
si accentrava nel culto della bellezza!
Lysis si prov ancora una volta a persuadere
la sorella.
Irene, non sono della tua opinione. Quando
il dottore  venuto, pochi giorni fa, ha detto
apertamente che non  tranquillo. Hlos perde
forze giorno per giorno, e ha bisogno di una assistenza
continua. Come puoi esitare tra la salute
del nostro fratello e il successo di una esposizione?
Mia povera Lysis, i tuoi timori sono sciocchi
e campati in aria. Esageri sempre. Per fortuna
ho pi criterio di te. Ormai ho deciso...
Parto... e senza rimorsi! Son certa che saprai
rimpiazzarmi presso Hlos durante la mia breve
assenza.
Nei giorni che seguirono la partenza di Irene
la salute di Hlos peggior. Il medico veniva
tutte le sere all'Olivette e, al termine di ogni
visita, non riusciva a nascondere i suoi timori.
Sarebbe bene avvertire la signora Dormier
che, purtroppo, da qualche giorno a questa parte
il nostro ammalato si  aggravato, disse.
Non vi pare? Ritengo opportuno farlo al pi
presto.
Dottore, non ho aspettato che me lo diceste
voi per mettere in allarme mia sorella. Le ho telefonato
ieri, ma la signora Dormier, in questo
momento, non pu lasciare Parigi. Almeno cos
mi ha detto... Ha aggiunto per che far di tutto
per affrettare il suo ritorno. Sono proprio disperata...
Il dottore riflett un poco, poi continu:
Mi dispiace, signorina. Se mi permetto di
insistere  a causa della grande debolezza del
nostro ammalato. Anche il suo morale  molto
basso. Cercate di distrarlo pi che potete. A
domani!
Lysis non aveva dubbi: suo fratello si rendeva
conto perfettamente della gravit del suo stato.
Per ore ed ore, steso sopra una sedia a sdraio,
vicino alla finestra, guardava il paesaggio con
aria trasognata.
Ripensava forse alle ore tumultuose di una
giovent trascorsa in mezzo ai piaceri, i cui
eccessi avevano minato la sua salute e affrettata
la sua distruzione fisica?
O rifletteva sui resultati deplorevoli dell'educazione
ricevuta, sul fallimento completo dei
principi in favore dei quali aveva disprezzato
gli insegnamenti della religione?
Ah, Irene poteva esser fiera della sua opera!
Avrebbe potuto misurare l'entit della sua vittoria,
al ritorno... se Hlos era ancora vivo!
Bastava che gettasse un'occhiata a quel povero
corpo macilento!
Spesso la giovane rispettava le lunghe meditazioni
del fratello. Indovinava i suoi pensieri...
ne intuiva il corso, lungo e laborioso...
Sempre vigile, sempre pronta a sacrificarsi,
afferrava a volo ogni occasione per eliminare dall'animo
di Hlos, ma forse ormai troppo tardi, i
germi di una educazione che, oggi, disapprovava
profondamente.
Lysis, sii buona, Leggimi qualche cosa...
Lysis si sedeva accanto al letto del fratello
e, con la sua voce dolce e armoniosa, leggeva
un libro di alta portata morale.
Insensibilmente Hlos ammetteva, non senza
lunghe discussioni, la giustezza degli argomenti
che, con una pazienza davvero meritoria, Lysis
opponeva ai suoi.
Cara sorellina, le disse un giorno sorridendo,
finirai per convertirmi su tutta la
linea. Ti assicuro che hai sbagliato vocazione.
Saresti stata una bravissima suora missionaria.
In ogni caso il merito della tua conversione
non sarebbe mio, ma di Jean de Malay.
Pronunziando quel nome cos teneramente
amato, Lysis non pot nascondere la propria
emozione. Le si riempirono gli occhi di lagrime
e rivide il viso serio dell'uomo che non avrebbe
mai dimenticato! S, sarebbe rimasta fedele agli
insegnamenti di Jean, cos pieni di fede, di
amore, di speranza... insegnamenti di alto valore
morale!
Ah, come avrebbe voluto che Hlos li accettasse
! Sarebbe riuscita a vincere la sua empiet?...
Irene l'aveva coltivata fin dalla sua pi
tenera infanzia, felice di trovare in lui il riflesso
di se stessa... Il compito non sarebbe stato al
di sopra delle sue forze?
Tanta pazienza e tanta costanza dovevano un
giorno avere la loro ricompensa.
Hlos riconobbe le sue colpe e chiese a Lysis
di perdonare i torti avuti nel passato verso di
lei.
Non conoscevo il male, disse. Tu sai
come Irene ci ha educati. Purtroppo soltanto
ora ne capisco il danno! Tu mi hai aperto gli
occhi, cara Lysis, mostrandomi il vuoto delle
gioie di questo mondo. Per merito tuo so che
nella vita non c' solo l'amore, la bellezza, la
luce... Come devo averti scandalizzata negando
la carit, la compassione, l'amore del prossimo.
Perdonami.
Lysis disse al fratello parole di conforto e di rassegnazione. Mentre lo abbracciava con affetto, la porta si apr e Irene Dormier entr nella stanza.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
La mattina dopo, quando Lysis si svegli, la
luce del giorno entrava a fasci dalla finestra
della quale la giovane non aveva chiuso le imposte.
Gett un'occhiata all'orologio...
Le nove! Come era tardi!
Suon alla cameriera ma, invece di lei, entr
la signora Dormier.
Indossava come gli altri giorni una vestaglia
di seta color porpora, ma quella mattina il tono
cos vivido faceva sembrare ancora pi pallido
il suo volto, pi luminosi i suoi occhi.
Venne lentamente verso Lysis che esclam:
Ah, sei tu, Irene?  malata Giorgetta?
Lei no...
Cos dicendo Irene prese la mano della sorella.
Lysis, allarmata, grid:
Hlos?  peggiorato?
S, molto...
...  morto?
Irene cinse col braccio le spalle di Lysis.
Fatti coraggio, amore mio. Ha avuto una
bella morte, come desiderava.
Lysis si raddrizz bruscamente e guard in
faccia la sorella.
Si  ammazzato?
No, bambina mia.  morto dolcemente,
stanotte, pronunziando parole di pentimento e
di perdono. E ho dovuto ascoltarle! Io!... Puoi
ben vantarti della tua opera... poich, confessalo,
 opera tua!
Lysis si ritrasse indietro e grid con veemenza:
S,  mia, e me ne vanto, perch  pi
nobile della tua. Per piacere, vai via... lasciami
sola.
S. Sei eccitata... Hai bisogno di calma...
di riflettere. Dopo verrai a vederlo.  cos bello
il nostro Hlos!
 cos bello... Per Irene tutto era l. Non si
era preoccupata dell'anima, del cuore di quel
povero ragazzo.
Lysis sapeva ormai quello che valeva l'affetto
di Irene. Una malattia, una infermit, la
lasciavano indifferente... forse suscitavano in lei
l'odio!
La giovane scese dal fratello solo nel pomeriggio.
Sul suo volto disfatto si vedevano le
tracce delle lagrime che aveva versate, del grande
dolore che l'angustiava.
Entr nella camera grande, rischiarata da
due terrazzi, e lo vide disteso sulla sua sedia
a sdraio. Era bello come aveva detto Irene, e
il pallore faceva risaltare i suoi capelli neri.
Le palpebre erano abbassate sugli occhi nei
quali si erano riflessi tanti ardori appassionati...
Nelle mani giunte aveva dei gigli e delle rose.
Sul corpo senza vita, sul tappeto, erano stati
gettati fiori in quantit, a mo' di offerta a quella
giovent, a quella bellezza che stava per sparire.
Dai terrazzi aperti entravano i profumi, la
luce, la brezza, tutto quello che il giovane aveva
adorato... e si riunivano intorno a quel letto
funebre, ai piedi del quale vegliava anche il levriero
prediletto di Hlos.
Lysis non aveva pi lagrime per piangere.
Ritta, rigida, aveva il cuore stretto da una angoscia
indescrivibile.
L'apparente bellezza di quella morte e di quello
spettacolo non l'ingannava. Qualche cosa in
lei si ribellava contro il freddo dilettantismo
di Irene che si compiaceva in quella apoteosi
di una morte pagana.
Ah, Lysis amava troppo il fratello per trovare
un conforto al suo dolore nel sole, nei fiori,
nella natura tutta!
Nella sua angoscia le venne in mente la fede
di Jean, e si chiese:
Mi potr consolare?  proprio vero che di
Hlos non esiste pi nulla?
Visse come in un sogno penoso i giorni che
seguirono la morte del fratello. Ebbe anche una
discussione con Irene, ma l'ultima parola fu
sua: ottenne cio che il corpo di Hlos fosse
sepolto nel cimitero e non nel giardino della
villa.
Irene disegn un piccolo monumento di marmo
per la sua tomba, sulla quale Lysis and
spesso a deporre dei fiori. La fanciulla riuniva
ora in un unico pensiero due ricordi: Hlos e
Jean.
Si sentiva ormai completamente isolata, moralmente.
Provava per Irene un senso di vera
avversione, che per non aveva soffocato in lei
tutto l'affetto.
La delusione era stata dura! Ora capiva di
qual genere erano i sentimenti della signora Dormier
e il suo egoismo mostruoso che si compiaceva
in gioie da dilettante! Aveva visto in
lei e in Hlos soltanto due belle creature armoniose,
due splendide statue viventi, oggetto del
suo culto e destinate ad esserlo fino al giorno
della malattia o della sofferenza morale. Allora
dovevano sparire! La fiera sacerdotessa della
bellezza non voleva veder profanare i suoi idoli.
Lysis ricordava di aver detto a Jean:
Il dolore? Oh, non me ne parlate! Qui
nessuno ne parla.
No, non ne parlavano, ma era venuto ugualmente
e, sotto il suo peso, la sua povera anima
priva di appoggio si piegava...
Irene non prolung il soggiorno all'Olivette.
L'espressione fredda e triste della sorella, la irritavano
visibilmente. Sperava che un cambiamento
avrebbe aiutato Lysis a dimenticare... cosa
che a lei riusciva facile, a giudicare dall'apparenza!
Fu fissata dunque la data della partenza.
Due o tre giorni prima la signora Dormier
scese a Cannes insieme a Lysis per fare alcune
commissioni.
La giovane, un po' stanca, le chiese di lasciarla
sulla Croisette e di tornare a prenderla a
spese fatte.
Irene acconsent e Lysis rest sola sopra una
panchina, di fronte al mare agitato da un vento
del sud.
Appena la signora Dormier se ne fu andata,
la giovane si alz e percorse a passo svelto la
passeggiata piena di gente e in modo particolare
di inglesi e di americani.
Tutti la guardavano, ma lei non vedeva nessuno.
Voleva approfittare di quei pochi minuti
di libert per andare nella chiesa di Jean.
Le sembrava che l sarebbe stata pi vicina
a lui... Smarrita come era, la sua anima sentiva
proprio bisogno del suo consiglio, del suo appoggio
affettuoso.
Infil il viale Alexandre. L'ombra austera dei
pini che crescevano un po' dappertutto formava
un netto contrasto con la luce intensa e la bella
vegetazione.
In quel viale, accanto alla chiesa russa, c'era
Ntre-Dame des Pins. Lysis sapeva che Jean,
durante il suo soggiorno a Cannes, la frequentava.
Spinse la porta ed entr... un po' timida, quasi
spaurita, poich tutta la sua educazione l'aveva
prevenuta contro la religione che vi si praticava.
La chiesa era deserta. In fondo alla navata
vide una Madonna luminosa. Davanti a un altare
bruciavano delle candele.
Lysis si guard intorno.
Il santuario era un po' cupo. Non somigliava
certo ai templi greci descritti da Irene. Per
dava uno strano senso di pace.
Quella fiammella rossa, laggi, le fece l'effetto
di un faro misterioso che l'attirava verso regioni
sconosciute...
Se Jean fosse qui mi spiegherebbe tutto,
pens.
I suoi occhi si riempirono di lagrime al pensiero
che, invece, era cos lontano da lei!
Oh, Jean, vorrei che tu mi insegnassi a
conoscere il tuo Dio, perch gli di di Irene non
possono far nulla per me!
Cos preg quella povera anima pagana...
La sua preghiera fu accetta a Dio perch saliva
da un cuore pieno di buona volont; da un
cuore che si era mantenuto puro in mezzo a
mille tentazioni!
Irene e Lysis trascorsero un mese a Parigi,
poi partirono per la Grecia che la signora Dormier
voleva far conoscere alla sorella.
Lysis ammir sinceramente, gust il piacere
di quel viaggio artistico, ma non si sent all'altezza
dell'entusiasmo di Irene davanti agli avanzi
di una civilt che la incantava.
Come sei fredda, bambina mia! diceva la
signora Dormier. Ti credevo pi vibrante.
Lysis non rispondeva. Pensava che tutti quei
godimenti dello spirito che bastavano a Irene,
non riuscivano a saziare, n a guarire il suo cuore
ferito.
Le due sorelle viaggiarono poi a lungo nell'Asia
Minore e finirono per tornare poi a Lugano.
Lysis si era fatta un volto impenetrabile e non
rammentava mai il fratello. Irene poteva credere
che l'avesse dimenticato, vedendola sempre pronta
a partecipare alle escursioni, a vestirsi con
eleganza come faceva prima (la signora Dormier
non ammetteva che si portasse il lutto!), a
prender parte alla conversazione con molta presenza
di spirito, a schiudere le labbra a un sorrisetto
la cui seduzione, un po' enigmatica, le
attirava intorno tutti gli uomini negli alberghi
in cui alloggiavano.
La giovane faceva cos per avere il diritto di
conservare in cuore il suo duplice dolore...
Sapeva che Irene avrebbe mosso una guerra
spietata alla tristezza, ai rimpianti, se avesse
fatto tanto di lasciar trasparire l'una e gli altri.
Lysis sorridente, molto elegante, molto bella,
e disposta a lasciarsi ammirare, realizzava tutti
i suoi desidri! Non si preoccupava perci di conoscere
a fondo i sentimenti della sorella.
La povera ragazza viveva nel pi completo isolamento.
Non aveva che il pensiero di Jean...
Si portava sempre dietro la piccola fotografia,
le parlava, e cercava una risposta negli occhi
che le sorridevano.
L'avrebbe rivisto a Parigi, durante l'inverno?
Forse...
Al solo pensarci sentiva una vera gioia penetrarla
tutta! Questa volta non l'avrebbe lasciato
partire. Ora sapeva che cosa valessero le dottrine
di Irene...
Irene pretendeva che la passione doveva passare
avanti a tutto... Ma Lysis capiva istintivamente
che Jean, sacrificando il suo amore alla
sua fede, aveva fatto un atto di eroismo. Se ne
era resa conto subito, fin dal primo momento...
anzi, non lo aveva mai tanto ammirato come
quando si era accorta che non sarebbe tornato
pi. La sua anima leale apprezzava istintivamente
l'idea del dovere, anche se questo faceva
soffrire, come era accaduto a lei.
Quell'anno Irene torn assai presto a Parigi.
Lysis ritrov l'entourage che odiava. Maturata
dal suo nuovo dolore tratt i suoi ammiratori
col pi fiero disprezzo e li tenne a rispettosa
distanza. Giovanissima, bella, aveva una fisonomia
dolcissima e sorprendeva tutti per
l'energia morale che dimostrava in mezzo ai pericoli
di cui era cosparso il suo cammino.
No, nessuno avrebbe avuto una particella di
quel cuore, di quel pensiero che erano tutti di
Jean... Il signor de Malay avrebbe ritrovata la
sua Lysis tale e quale l'aveva lasciata, con soltanto
un po' pi di esperienza, perch aveva
sofferto.
Per lui, la fanciulla sapeva chiudere gli occhi
e gli orecchi a tutto quello che non avrebbe
approvato, e l'ammirazione di cui era oggetto,
le passioni che respingeva sdegnosamente, le offriva
a lui, in omaggio... a lui, come sua futura
sposa.
Quell'anno, Irene lasciava alla sorella una
grande libert. Lysis poteva uscire e andare dove
voleva. Non ne approfittava, e preferiva,
quando non era con la signora Dormier, starsene
tranquillamente in camera sua, a lavorare.
Un giorno, per, usc di casa e and verso la
chiesa pi vicina.
Da quando era entrata in Ntre-Dame des
Pins, si era prefissa di imparare a conoscere la
religione che Jean amava.
Il modo migliore, si era detta, era quello di
rivolgersi a uno di quei sacerdoti che incontrava
a volte per la via. Dopo tutto, a vederli, non
facevano paura, nonostante quello che diceva Irene!
La chiesa era quasi vuota.
Lentamente la gir tutta, con molto rispetto.
La vista di un grande Crocifisso la fece fremere.
Per i cristiani quello era Dio... Glielo aveva detto
Irene. Un Dio che soffriva... un Dio umiliato
che aveva divinizzato la sofferenza e l'aveva voluta
a compagna di tutta la sua vita.
Era un concetto che Lysis, la giovane pagana,
non poteva capire... Per la fanciulla sapeva
gi che la religione di quel Dio crocifisso suscitava
anime belle, ardenti, energiche e allegre
come quella di Jean, e non anime cupe e senza
gioia come gliele aveva descritte Irene.
Un sacerdote entr in un confessionale, vicino
a lei.
Era un uomo di una certa et e dall'aspetto
benevolo.
Lysis decise di rivolgersi a lui. Si sed vicino
al confessionale e aspett che uscisse per parlargli.
Al momento di fare il passo definitivo il suo
cuore cominci a battere forte forte.
Dopo la morte di Hlos le idee di Irene avevano
cominciato a farle orrore... Tra lei e la
sorella c'era un gran vuoto, e ogni giorno che
passava si rendeva meglio conto del proprio abbandono
morale, dell'impotenza delle vane soddisfazioni
terrene quando colpisce un dolore.
Aveva insomma sete di una vita diversa da
quella esaltata da Irene... da quella che aveva
provocata la morte di Hlos.
Si ud un colpettino secco...
Si era chiuso lo sportello del confessionale.
Fu aperto il confessionale e il sacerdote ne
usc.
Signore, posso parlarvi?
In sagrestia? Sono a vostra disposizione.
Seguitemi.
Quando si trov in sagrestia, di fronte al sacerdote
che la guardava con aria indulgente e
incoraggiante, Lysis espose la ragione della sua
venuta. Poi, interrogata dal suo interlocutore,
narr tutta la sua vita.
Via via che parlava qualche cosa si distendeva
in lei. Le sembrava che il suo fardello si alleggerisse
via via che lo affidava al sacerdote.
Lui l'ascoltava, ammirando in cuor suo le vie
della Provvidenza...
Quella ragazza tanto bella sembrava destinata
alle pi orribili cadute sotto l'egida di una
donna come quella che, dal racconto di Lysis, si
rivelava la sorella.
Il Signore, invece, aveva preservato l'anima
cos leale, cos piena di delicatezza, cos buona,
della fanciulla. Si era servito dell'amore umano
per condurla a s... semplicemente, con una
illimitata fiducia, perch aveva capito la bellezza
della religione di Cristo attraverso le virt e
il coraggio di Jean de Malay, il cristiano fedele.
Rimasero d'accordo che la ragazza sarebbe
tornata tre giorni dopo, alla stessa ora, per cominciare
la sua istruzione religiosa.
Lysis non fece parola a Irene dell'accaduto.
Prevedeva dei contrasti terribili e voleva rafforzarsi
nella fede prima di rilevare la trasformazione
che si era operata in lei.
Apparentemente non cambi nulla nella sua
vita. Continu ad accompagnare Irene in societ,
ad aiutarla nei suoi ricevimenti, a sopportare
che uno sciame di uomini le facessero una
corte assidua, a dispetto della sua indifferenza.
Povera Lysis! Via via che la morale evangelica
scendeva a illuminare e a vivificare il suo
giovane cuore, tutto quello che udiva, tutto quello
che vedeva, le era fonte di sempre maggior
dolore.
Le richieste di matrimonio si moltiplicavano
ed erano accolte tutte dallo stesso laconico rifiuto.
Per alcune Irene cominciava ad andare in collera...
Ma si calmava udendo la sorella risponderle
tranquillamente:
Voglio qualche cosa di meglio...
Ah, sei ambiziosa, piccina mia! Non sar
certo io a disapprovarti. Puoi esigere molto,
cara la mia bellezza!
Decisamente quella graziosa Lysis si stava formando.
I suoi apparenti disprezzi erano solo
un'astuzia raffinata per tenere sulla corda gli
adoratori fino al giorno in cui avrebbe fatto la
sua scelta.
Era cambiata molto la signorina Orlannes da
quando de Malay era passato nella sua vita. Il
suo carattere si era fatto pi freddo e meno
espansivo. Spesso aveva un'arietta enimmatica
che, senza mettere in allarme Irene, la lasciava
un po' perplessa...
Lysis aspettava con impazienza febbrile la venuta
dei de Carbonnes a Parigi.
Arrivarono soltanto al principio di gennaio,
e poco dopo fecero la loro comparsa a un ricevimento
di Irene.
Lysis manovr abilmente in modo da trovarsi
per un momento accanto al signor de Carbonnes,
poi, tagliando corto a un complimento e
sforzandosi di reprimere l'emozione che si traduceva
nella sua voce, gli chiese:
Avete buone notizie della signora de Malay
e della sua nipote?
Non ne abbiamo di nessun genere da molto
tempo. Non siamo in intima relazione tra di
noi. Le due signore non hanno affatto i nostri
gusti. Quest'estate ho saputo che la signora de
la Hallire ha avuto un figlio...
La signora de la Hallire?
S... Maddalena de Malay. Non avete saputo
che si  sposata?
Lysis fece un cenno negativo.
 molto strano. Jean deve avervi mandato
la partecipazione...
Sar andata certamente perduta.
Lysis arross... ma Louis de Carbonnes, occupato
come era ad ammirare la sua interlocutrice,
non vi fece caso.
Forse... Accade spesso. Maddalena  carina,
ma ha delle idee un po' troppo rigide... come
tutti i suoi, del resto! Non so se quest'anno
vedremo il mio cugino Jean. L'inverno scorso
si  rintanato alla Varellire e ho saputo che era
radicalmente cambiato. Lui cos allegro, era diventato
malinconico e un po' orso. Non mette
pi piede in societ!
Le dita di Lysis si strinsero con pi forza intorno
al ventaglio che reggevano...
Chi lo sa... continu il signor de Carbonnes
con aria frivola avr avuto un dispiacere
amoroso. Il nostro saggio Jean non  potuto
sfuggire ai dardi infuocati del dio Amore!
Pazienza... Guarir, e uno di questi giorni ci
annunzier il suo matrimonio.  fatto per avere
un focolare suo... e una famiglia! Del resto, in
casa, tutti lo incoraggiano in questo senso. Un
uomo affascinante come lui, non avr che l'imbarazzo
della scelta.
Per alcuni secondi Lysis ebbe l'impressione che
il suo cuore avrebbe cessato di battere...
Il matrimonio di Jean!
Strano a dirsi, a questa eventualit non aveva
mai pensato! Poich restava fedele al ricordo di
Jean, le sembrava che anche lui non potesse dimenticarla,
n amare un'altra donna.
Aveva letto nei suoi occhi un amore cos ardente
! cos profondo!
Purtroppo le parole del signor de Carbonnes
l'avevano turbata e spaventata. Era vero... Poteva
stancarsi, temere di sperperare la vita in
un'attesa senza via di uscita... Non sapeva quale
trasformazione si era operata in lei, e forse, in
cuor suo, aveva rinunziato a lei, per sempre.
Poteva anche darsi che la sua famiglia facesse
di tutto per fargli dimenticare la piccola fidanzata
di un giorno che, per la sua educazione, non
poteva essere accetta a una famiglia cristiana...
Lontano da lei, in mezzo a persone che, per
l'affetto che gli portavano avevano una grande
influenza su di lui, un po' per volta si sarebbe lasciato persuadere...
Ormai erano quasi due anni che aveva parlato a Lysis, nel giardino dell'Olivette!
Due anni!
Un ricordo pu attenuarsi in tutto questo tempo.
Fu una nuova angoscia per la poveretta.
Avrebbe potuto scrivere a Jean per raccontargli quello che aveva saputo e dirgli che, ora, si riteneva libera... Ma era troppo altera per ricorrere a questo mezzo! Aveva un animo troppo delicato.
Se Jean l'aveva dimenticata, se pensava a un'altra... fremeva di dolore al solo pensarci!...
sarebbe stato un passo umiliante e pericoloso.
Non le restava che sperare nella Provvidenza.
E Lysis, che ora sapeva pregare, supplic Dio di ricondurre a lei Jean de Malay.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Quell'anno, Jean aveva deciso di fare una
scappata a Parigi dove lo richiamavano i suoi
affari.
Per dire il vero era un po' in apprensione!
Il ricordo di Lysis era rimasto vivo nel suo
cuore. Il suo amore per lei non era scomparso.
La possibilit di un incontro lo spaventava.
Non l'avrebbe pi riconosciuta. Avrebbe vista
un'altra Lysis che gli avrebbe fatto sanguinare
il cuore!
Preferiva conservare intatto il ricordo della
piccola amata dagli occhi limpidi e amorosi che
si era appoggiata alla sua spalla con un abbandono
tanto fiducioso... e della quale aveva
amata l'anima cos pura, cos trasparente!
La signora de Malay e Maddalena non potevano
pensare a questo viaggio senza una certa
preoccupazione.
Per quanto Jean non nominasse mai Lysis,
capivano che non l'aveva dimenticata. Era cos
diverso da quello di prima! Spesso era soprapensiero,
si sforzava visibilmente di sembrare
allegro per non rattristare i suoi e rifiutava categoricamente
tutti i matrimoni che gli proponevano.
Se avesse rivista la signorina Orlannes, la
lotta si sarebbe riaccesa. Avrebbe avuto la forza
di fuggire anche questa volta... specialmente se
la giovane, ormai ricca di esperienza, si fosse
messa in testa di legarlo a s?
Per, in ultima analisi, Jean non poteva restare
chiuso alla Varellire a tempo indeterminato!
De Malay part dunque ai primi di febbraio,
dichiarando che sarebbe tornato presto. Parigi
gli era diventata insopportabile.
Era arrivato da pochi giorni quando, all'uscita
di un ufficio postale, si imbatt in Louis de
Carbonnes che lo salut con un:
Finalmente ti sei deciso a piantare la Varellire!
Tutti, a Parigi credevano di non vederti pi!
Sono qui per tre settimane soltanto, per
sistemare i miei affari e fare alcuni acquisti per
i miei poderi. Poi ripartir.
Che idea! In questo momento ci sono molte
cose che ti interessano: teatri, concerti, ecc.
ecc... Vieni a colazione da noi, uno di questi
giorni, e ti metter al corrente. E poi vai un po'
in societ, caro mio!  tempo che tu scelga una
viscontessa de Malay!  il momento buono, credi
a me. Non ti ho mai visto in forma come ora.
Hai qualche cosa che non riesco a definire, ma
che ti rende affascinante!
Jean sorrise con una punta di amarezza.
Era dunque vero quello che un tempo aveva
udito dire a una vecchia amica della sua mamma,
e cio che:
Una creatura umana raggiunge la pienezza
della sua perfezione morale e fisica solo quando
un grande dolore  passato nella sua vita.
Disgraziatamente non ho affatto l'intenzione
di frequentare i salotti, quest'anno. Ho
fretta di tornare alla Varellire. Come stanno i
tuoi? Tua moglie? Le tue bambine?
Denise e Jeanne stanno bene. Mia moglie
pure. Sempre in corse, quella benedetta Henriette!
Stasera andiamo dalla signora Dormier.
 un insieme sempre pi misto, il suo. La sorella
minore, invece,  una ragazza a posto, caro mio!
Jean si irrigid per restare impassibile sotto
il colpo previsto!
...Non  pi la ragazzina che hai conosciuta,
ma una donna meravigliosa... La creatura
pi adorabile che si possa immaginare. Intelligente
e distinta, per di pi. Siamo tutti in
estasi davanti a lei e pronti a far pazzie per un
suo sguardo o un suo sorriso. Per ha l'abitudine
di darsi arie da regina davanti ai suoi
umili ammiratori...  una manovra di raffinata
civetteria che fa perder loro la testa ancora di
pi!
Jean soffriva profondamente. Ebbe per la
forza di chiedere:
Non si sposa?
Per ora no. Eppure non  certo a corto di
domande. Da qualche tempo a questa parte, il
principe Raspoli le fa una corte spietata. 
continuamente in casa della signora Dormier
ed  innamorato pazzo della bella Lysis. Se lo
sposasse farebbe un matrimonio coi fiocchi. Famiglia
di vecchia nobilt, denari a profusione,
un bel fisico...
E una morale trascurabile, disse Jean
con la voce un po' strozzata.
Oh, in quanto a questo, non  certo esemplare!
Ma tra i pretendenti della signorina Orlannes
ve ne sono molti dello stesso stampo. Lui
per lo meno offre dei compensi... Poi, in un insieme
come quello, senza ombra di religione e
con le idee inculcate dalla signora Dormier alla
sorella, non  il caso di essere troppo difficili,
caro mio!
In cuor suo Jean frem di dolore.
 orribile pensare che quella donna rovina
addirittura la sorella, disse fuori di s per
l'indignazione.
D'accordo. La signorina Orlannes ha tutta
l'aria di essere un tesoro. Per  diventata un
po' enimmatica, e i suoi begli occhi esprimono
solo indifferenza e freddezza. Credo non abbia
ancora trovato l'uomo che far battere il suo
cuore. Ultimamente mi ha chiesto notizie della
tua nonna e della tua sorella. Non sapeva che
Maddalena si fosse sposata. Non avevi partecipato
il suo matrimonio alla signora Dormier?
No... non mi pare... Non volevo continuare
la relazione e...
Eppure tu e la signorina Orlannes filavate
in piena regola! Era gi molto carina...
ora poi! Se vieni da noi, uno di questi giorni,
quando Henriette riceve, te ne convincerai.
Il signor de Carbonnes rise con aria divertita,
poi soggiunse:
E lei avr certamente un innamorato di
pi... Un innamorato molto chic che forse avr
la fortuna di piacerle pi degli altri.
Le unghie di Jean affondarono nel guanto che
teneva nella mano destra...
Ho rotto con la signora Dormier perch
non mi piaceva affatto, disse secco secco.
Addio, Louis. Verr ad ossequiare tua moglie,
prima di partire.
Quando fu di nuovo solo, Jean ebbe l'impressione
che una stilettata gli avesse attraversato
il cuore... Lysis, la bella Lysis, pura e semplice,
era diventata una civetta... emerita, a dar retta
a Louis de Carbonnes! Andava di salotto in salotto,
come un idolo incensato dai fidi adoratori,
e si divertiva ad eccitarli con i suoi disprezzi
e le sue arie enimmatiche!
Ecco che cosa aveva capito Jean de Malay dalle
parole del cugino, fedele habitu delle serate
di Irene!
Per dire il vero, non riusciva a immaginare
Lysis sotto quell'aspetto. Preferiva tornare col
pensiero al ricordo dell'altra Lysis, di quella che
aveva amata, e che per pochi istanti era stata
la sua fidanzata.
Quella non sarebbe mai appartenuta al principe
Raspoli n a nessun altro. Era di Jean,
che aveva avuto il suo primo amore.
Per dimenticare la sua angoscia il giovane si
gett a capofitto negli affari, un po' imbrogliati,
che avevano reso necessario il suo soggiorno a
Parigi.
Negli intervalli di libert andava a trovare i
suoi amici, assisteva a delle conferenze, a qualche
riunione a spunto sociale o religioso. Ma non
metteva mai piede nei luoghi dove avrebbe potuto
incontrare la signorina Orlannes.
Vedeva spesso uno dei suoi vecchi amici d
collegio, il marchese de Montailles che si occupava
di opere di beneficenza, come faceva lui.
La giovane marchesa, molto intellettuale, poetessa
di un certo valore, riuniva nel suo salotto
le pi note personalit letterarie, e la marchesa
madre dedicava la maggior parte del suo tempo
a un laboratorio di beneficenza che aveva impiantato
da poco.
Jean era amico di casa, ma poich le due
signore complottavano per dargli moglie, si scusava
dicendo che aveva poco tempo a sua disposizione
ed evitava cos di andare troppo spesso
da loro.
Alcuni giorni prima di partire si vide arrivare
a casa il marchese, tutto indaffarato come sempre.
Amico mio, ti porto un invito. Marted diamo
un concerto a beneficio degli alluvionati del
Mezzogiorno.  un'ottima occasione per udire
il tenore Amenkoff, come desideravi. Ci ha
promesso il suo concorso. Abbiamo in vista anche
altri artisti... Questa volta non ci abbandonerai,
non  vero?
Jean si scherm, ma, davanti all'insistenza di
Lue de Montailles fin per cedere. In quell'insieme
molto corretto non correva il rischio di
incontrare Irene e la sorella!
Il giorno del concerto si vest senza troppo
entusiasmo. Aveva mantenuto le relazioni con
gli amici, ma ogni contatto col vero e proprio
mondo era un tormento per lui, e pensava proprio
con gioia alla partenza, fissata per il giorno
dopo.
Quando arriv in casa dell'amico il concerto
stava per cominciare. Fu accolto all'entrata del
primo salotto da Henri de Montailles, fratello
minore del marchese, brillante ufficiale di cavalleria,
che l'accompagn nella sala del concerto.
Mettiti l, Jean, disse Henri mostrandogli
il vano di una porta. Udrai benissimo
e vedrai tutta la sala.
Suonavano un brano di un compositore russo.
Jean gir lo sguardo sul pubblico, cercando i
volti conosciuti. Fremette d'ira vedendo il principe
Raspoli, ritto dall'altra parte della sala.
Aveva avuto occasione di incontrarlo spesso in
societ, e la sua prima impressione, confermata
in seguito, era stata quella di una violenta antipatia!
L'italiano non toglieva gli occhi da un altro
punto della sala, e Jean segu macchinalmente
la direzione del suo sguardo. Non pot trattenere
un sussulto e sent il sangue affluirgli al
viso!
Lei era l, seduta accanto alla sorella, con
un cappellino di velluto verde scuro in testa.
Ascoltava con profonda attenzione, e di tanto in
tanto le sue labbra fremevano e i lunghi cigli si
sollevavano.
Quando il brano termin Lysis dovette alzarsi
per lasciar passare una nuova venuta, e Jean
pot osservarla meglio.
Indossava un abito di velluto verde pallido,
di taglio perfetto. Louis de Carbonnes aveva ragione:
era meravigliosamente bella. E che sorriso
misterioso, conturbante, schiudeva le sue
labbra ben disegnate!
No, non era pi la sua piccola Lysis. Era
l'altra, quella che non voleva incontrare.
con la scusa delle relazioni letterarie o artistiche,
frequenta persone del tipo di quella Irene
Dormier, la cui reputazione lascia molto a desiderare.
Per dire il vero ha una sorella di una
bellezza unica! Fino ad oggi, sembra che su di
lei non ci sia da dir nulla... Guarda... ecco l
uno dei suoi pretendenti che va ad ossequiarla.
Dicono che abbia intenzione di farne una principessa...
Non si pu negare che abbia il fisico
adatto.
Il principe Raspoli si dirigeva infatti verso
la signora Dormier, con un passo lieve e leggermente
felino.
Si inchin davanti alla giovane vedova, poi,
pi profondamente, davanti a Lysis.
Il sorriso mor sulle labbra della giovane e
la sua fisonomia si irrigid. Il Principe parlava,
e lei gli rispondeva con aria di profonda indifferenza.
Oh, s, era diventata donna, ormai! Come doveva
aver coscienza del proprio potere sui cuori
che erano per lei dei semplici trastulli!
Jean avrebbe urlato per la sofferenza.
Henri de Montailles si allontan, e lui ne approfitt
per aprire la porta che aveva alle spalle
e sparire.
Si trov in un corridoio sul quale si aprivano
varie stanze. Una era la biblioteca. Entr dentro
e si lasci cadere sopra un divano, in un angolo
della stanza.
Era l da un quarto d'ora, assorto in una dolorosa
fantasticheria, quando fu aperta la porta
che aveva lasciata socchiusa. Ud la voce del
marchese de Montailles.
Qui, signorina, nessuno verr a disturbarvi.
Trattenetevi qui finch non vi sar passato
il malessere, dovuto certamente al caldo eccessivo
dei salotti. E, ve ne prego, se avete bisogno
di qualche cosa, suonate!
Grazie. Non ho bisogno di nulla all'infuori
di un'aria un po' meno soffocante e di un po' di
tranquillit. Tornate pure dai vostri ospiti.
La sua voce!...
S, era proprio Lysis, la giovane che apparve
sulla soglia della porta.
La stanza era molto grande, e un po' buia...
Istintivamente Jean si alz, ma non si fece
avanti. Era nel lato pi buio della biblioteca,
e Lysis non poteva ancora vederlo.
La ragazza fece due o tre passi, poi si ferm
e si pass lentamente la mano sulla fronte.
Un sospiro leggero come un soffio arriv agli
orecchi di Jean...
Poi Lysis alz gli occhi e vide una silhouette
maschile, un po' confusa. Fu soprattutto il suo
cuore che riconobbe l'uomo amato!
Jean!
Gett questo grido di felicit e venne avanti,
incontro a de Malay, con le mani tese e il viso
trasfigurato.
Allora anche lui, Jean, si avvicin, prese le
mani che gli venivano offerte e fece atto di avvicinarle
alle labbra.
Lysis le ritir bruscamente.
Aspetta!
Con un gesto rapido si tolse i guanti e porse
di nuovo le mani a Jean.
Nessuna bocca le ha toccate dal giorno che
hanno avuto il tuo bacio. Le ho serbate a te,
mio fidanzato!
Jean, pazzo di felicit, dimentic tutto e le
copr di baci folli.
Lysis lo guardava con un sorriso infinitamente
dolce.
Quando il giovane rialz la testa vide brillare
nei suoi occhi una profonda commozione e una
felicit radiosa.
Era lo sguardo della Lysis di un tempo: leale,
puro, infinitamente tenero.
Lysis mia! Sei sempre la mia Lysis!
Sempre, Jean. Ho vissuto del tuo pensiero,
del tuo amore. Da quando mi hai lasciata ho
fatto di te la mia guida, la mia salvaguardia...
Sei tu che mi hai salvata. Mentre la gente mi
credeva presente in questa societ nella quale
sono costretta a vivere, in spirito ero con te, e
quello che vedevo, quello che udivo, mi sfiorava
senza toccarmi. I miei pensieri erano tutti tuoi
e posso dire a testa alta che questo cuore non
ha mai cessato di appartenerti per intero, gelosamente.
Amore mio!
L'attir a s e, pieno di felicit, la guard a
lungo, con gli occhi fissi in quel viso che ora era
vicino al suo.
...S, ti ritrovo, piccola Lysis che ho tanto
amata... che amo pi di prima... Nei tuoi occhi
vedo riflessa la tua anima tanto bella! Fidanzata
mia, dovrei ringraziarti in ginocchio di
esserti mantenuta per me come ti ho conosciuta
la prima volta che ci siamo visti.
Lei sorrise dolcemente sotto quello sguardo
che esprimeva una riconoscenza appassionata.
E tu, Jean, mi ami ancora?
S, oh, s! Sei sempre stata la reginetta
del mio cuore. Da due anni la mia vita era una
sofferenza continua... e non speravo pi! Sapevo
che potere aveva tua sorella su di te, e ti vedevo
cedere completamente alle sue idee, seguire i
suoi consigli... Oh, Lysis mia, che tortura ho
dovuto sopportare. Ma eccoti qui... e sei mia...
come prima... pi di prima, non  vero? Non
mi negherai quello che, in passato, mi ha negato
la signora Dormier?
Lei sorrise di nuovo. La commozione illuminava
meravigliosamente il suo sguardo.
Non ti negher nulla... anzi, ti dar di pi
di quello che mi chiedi. Jean, credo anch'io, come
credi tu. Studio la tua religione, non soltanto
per amor tuo, come avrei fatto in passato,
ma per convinzione e perch mi attira fortemente.
Possibile? Come sono contento! Ah, questi
due anni di sofferenze svaniscono davanti a una
felicit come questa!
Stettero un po' senza parlare, a guardarsi negli
occhi, a inebriarsi di felicit. Poi, Lysis trascin
Jean verso il sof e disse:
Vieni, raccontami che cosa hai fatto in
questi due anni. Anch'io ti racconter tutta la
mia vita, della quale ogni ora, ogni minuto 
stato tuo.
Si sed e si tolse rapidamente il cappello.
Prima di tutto voglio togliermi questo. Mi
far bene per il mal di testa.
Ti fa male la testa, amore mio?
S, mi ha cominciato a far male poco f,
quando mi  venuto un malessere dovuto certamente
al caldo. Ecco perch ho dovuto pregare
il signor de Montailles di condurmi in una
stanza solitaria per riposarmi. Oh, che malessere
benedetto! Se non mi fosse venuto non ti
avrei visto! Sono sicura che tu mi guarirai subito.
Jean, con gesto affettuoso, appoggi sulla sua
spalla la bella testolina.
Posala qui, come un tempo, all'Olivette...
Ricordi, Lysis mia?
Se ricordo! Quanto ho sofferto da quel
giorno, caro Jean!
E due grosse lagrime le rigarono le guance...
Poi gli raccont tutto, dall'istante in cui
l'aveva lasciata nel giardino dell'Olivette, fino
a quello che li aveva riuniti l.
La morte di Hlos commosse profondamente
Jean. In cuor suo, per, il bravo giovane ringrazi
Dio di aver aperto gli occhi della sua Lysis
sul valore morale e sulla cattiveria della sorella maggiore.
Ah, come ammirava sempre di pi la sua fidanzata,
via via che si rendeva conto della sua
rettitudine, dell'eccezionale nobilt del suo animo,
dell'energia spiegata in mezzo a tanti pericoli!
Glielo disse, e lo sguardo di lei si illumin!
Sei contento di me? Ho agito secondo le
tue idee? Vorrei tanto somigliare alla tua nonna,
alla tua sorella, a quella mamma che amavi
tanto! Mi aiuterai a diventare come loro, non
 vero? Ho fatto da sola quello che ho potuto,
ma ho paura di essere restata molto al disotto...
Taci, amore mio! Quando una ragazza giovane
come te esce indenne dai pericoli di ogni
genere che la circondano, non ha nulla da invidiare
alle donne pi virtuose, alle nonne pi
eroiche.
Vorrei tanto avere tutte le tue idee, realizzare
tutti i tuoi desidri... E che cosa diranno
la tua nonna e la tua sorella?
Jean vide un'ombra passare negli occhi di lei,
e si affrett a rassicurarla.
La nonna e Maddalena si erano opposte solo
in vista dell'educazione pagana di una Lysis
troppo docile agli insegnamenti di Irene... Ora,
per, sarebbero state ben felici di accogliere la
giovane fidanzata del loro Jean con tutto l'affetto
che meritava.
Poi, su richesta di Lysis, de Malay parl di
s, della sua esistenza cos triste, dopo l'ora radiosa
e fugace del loro fidanzamento all'Olivette.
Mio povero Jean, quanto hai sofferto per
colpa di Irene!
Oh, a me non penso! Penso a te, tesoro
mio! E poi... ho avuto tanta paura!
Il nostro Dio vegliava su di me, caro
Jean.
Pronunzi quel nostro con un misto di
gioia e di emozione, felice di affermare in tal
modo che avevano tutti e due la stessa fede.
S, ora Jean sentiva che nulla pi li separava
l'uno dall'altra... Che Lysis sarebbe stata tutta
sua... Che tra di loro non ci sarebbe stata la
minima ombra!
Per lui era sempre la bambina piena di fiducia
che cercava l'approvazione nei suoi occhi e
ne ebbe la prova quando gli disse con delizioso
abbandono:
Jean, ho imparato molte cose... ma non ne
ho ritenute punte. Ho voluto che tu fossi il mio
unico maestro... il mio unico padrone.
Lui chiese con aria commossa e maliziosa:
Quale preferisci di codeste due parole?
Lei rispose sorridendo:
Quella che preferisci tu! In ogni modo non
credo sarai un padrone molto terribile.
E siccome anche lei lo guardava con aria maliziosa,
Jean esclam:
Piccola civetta!
Civetta con te, Jean... s... con te solo,
per! Ho sempre disprezzati gli altri uomini.
Non ho mai dato peso alle loro parole. Dei loro
complimenti mi sono fatta un sentiero trionfale
per te, Jean, fidanzato mio!
Lysis parlava a mezza voce, in tono commosso
e appassionato, mettendo nelle parole tutta la
sua anima. Le sue lunghe ciglia si erano sollevate
e Jean vide gli occhi di lei fissarlo con profonda
tenerezza.
Lysis, mi ami cos? Hai avuto queste delicatezze?
Questo pensiero squisito? Ah, come
potr mai ringraziarti? Dirti la mia riconoscenza,
il mio amore?
E strinse con forza la tiepida manina della
fidanzata.
Lysis lo sentiva fremere tutto per la commozione...
Leggeva nel suo sguardo la sua appassionata
gratitudine.
S, era veramente felice.
Le labbra di Jean le sfioravano il volto. Mormor:
Baciami.  permesso poich siamo fidanzati...
e gi da molto tempo.
Quando ebbe avuto il bacio di Jean, disse a
mezza voce:
Due anni fa ti dissi che non eri come gli
altri. Ah, come lo capisco meglio ora che li conosco!
Jean, tua moglie sar molto felice.
I minuti passavano, e i due fidanzati dimenticavano
tutto nella prima ebbrezza della loro felicit.
Lysis sussult leggermente udendo suonare la
mezza...
Bisogna che torni l... il concerto sta per
finire. Che cosa mi consigli di fare per quello
che riguarda Irene?
Dirle fin da oggi che mi hai rivisto, che
ti ho ripetuta la mia domanda e che tu l'hai accettata.
Mi far una scena terribile... tanto pi che
ho ben capito la sua intenzione di obbligarmi a
sposare il principe Raspoli. Poco importa, del
resto! Non sono pi la bambina che ha ingannato
cos bene, due anni fa. Sapr restar ferma
nella mia decisione.
In caso di rifiuto ostinato ricorreremo al
consiglio di famiglia e, se  necessario, al tribunale.
Non aver paura, Lysis... ci sposeremo.
Del resto la signora Dormier  intelligente e capir
quanto sia assurdo un rifiuto da parte Sua.
Lo credo anch'io... ma probabilmente seguir
una rottura completa tra noi! Le ho voluto
tanto bene! Mi dispiace molto dover riconoscere
quello che vale...
Purtroppo non posso risparmiarti questo
dolore, amore mio.
Me ne risparmi tanti altri! Via, non voglio
trattenerti...
Cos dicendo si alz. Jean tese la mano per
prendere il cappello che Lysis aveva gettato sopra
una seggiola, vicino a loro. In quel momento
la ragazza ebbe un'idea improvvisa e
disse vivacemente:
Jean, sai che non ho nulla? Che tutto 
di Irene e che sposi una donna poverissima?...
Lo so e dico: tanto meglio! Almeno
avr un piccolo compenso da offrirti in cambio
del dono inapprezzabile che mi fai.
Sei sempre cavalleresco... Ma un giorno,
non te ne pentirai?
Jean lesse un lieve turbamento negli occhi della
ragazza... Allora gett senza tanti complimenti
il cappello sulla poltrona e afferr le mani
di Lysis.
Dici sul serio? Hai davvero dei dubbi su
questo punto?
No, Jean, no! So chi sei e quanto mi ami.
Non mi guardare pi con codesta aria di rimprovero.
La tua Lysis ha piena fiducia in te e sar
felicissima di accettare tutto dal suo sposo. Sei
contento?
Aveva piegato leggermente la testa e lo guardava
sorridente e commossa.
Jean approfitt del permesso che gli aveva accordato
poco prima, e la baci dolcemente sulla
guancia.
S, cara mia Lysis...  cos che ti voglio.
E ora dammi il cappello, per piacere. Ho
visto che l'hai trattato con poco rispetto...
E rise la sua risatina fresca, la sua risata
di prima, che a Jean piaceva tanto.
...Non lo trovi carino?
Delizioso!
Ma forse la risposta non riguardava il cappello
che il giovane non aveva degnato di uno
sguardo!
Ti piace il mio vestito? Anche su questo
punto ho cercato di conformarmi pi che potevo
a quello che sapevo o avevo indovinato dei tuoi
gusti... Jean l'approverebbe? mi dicevo quando
Irene insisteva perch scegliessi un vestito
eccentrico, o un dettaglio che mi sembrava sconveniente.
Ho dovuto lottare con Irene pi di
una volta, ma ho sempre resistito pensando a
te. Ora mi consiglierai sempre tu... per tutto.
Ah, come sono contenta di averti per guida!
Mentre parlava aveva posato il cappello sui
suoi capelli scuri.
Dimmi, va bene cos? chiese. Come
vedi, non mi guardo allo specchio. Dato che sei
qui, voglio leggere nei tuoi occhi se tutto va
bene.
Una occhiata di appassionata ammirazione le
rispose, prima ancora delle parole.
No, Lysis, non hai bisogno dei miei consigli.
Hai l'intuizione della vera eleganza, unita
alla modestia che una donna cristiana non deve
mai dimenticare.
Come sono felice che tu dica cos! Avevo
paura di essermi lasciata sfuggire, nonostante
i miei sforzi, qualche dettaglio che non ti sarebbe
piaciuto... E ora, Jean, bisogna separarci.
Dammi il tuo indirizzo. Appena avr parlato
con Irene ti scriver.
Vedremo allora che cosa ci conviene
fare.
Cos dicendo Jean tir fuori il portafogli per
dare alla fidanzata uno dei suoi biglietti da visita.
Lysis mormor:
C' qualcuno...
Si udiva, infatti, un rumore attutito di passi
sul tappeto. Subito dopo, nel vano della porta
si disegn' una figura maschile.
Era il principe Raspoli.
Quando vide i due giovani ebbe un brusco moto
di sorpresa... Poi una luce cattiva brill nei
suoi occhi neri.
Per fortuna Jean e Lysis non persero la presenza
di spirito!
Lei rialz la testa e disse con aria disinvolta:
Ah, siete voi, Principe? Se non sbaglio cercate
un po' di solitudine?... Vi lasciamo padrone
di questa stanza. Il visconte de Malay, mio fidanzato,
stava per condurmi in sala.
Vostro fidanzato?... Che cosa intendete dire?
Da quando in qua?
Da due anni. Non  poco, e abbiamo diritto
a certi privilegi, come quello di venirci a rifugiare
in questa biblioteca per chiacchierare un
po' tranquillamente...
Un sorriso sdegnoso schiudeva le sue labbra.
Era di nuovo la fredda, enimmatica Lysis.
L'altra era solo per Jean.
Il volto del Principe si contrasse, e il suo
sguardo cupo sfior la fisonomia altera e tranquilla
del signor de Malay che aveva offerto il
braccio alla fidanzata.
Non voglio mettere in dubbio le vostre parole,
signorina.  strano per che la signora
Dormier non mi abbia mai fatto parola di questo
fidanzamento misterioso.
Il tono ironico della sua voce non riusciva a
nascondere completamente la sorda collera che
lo invadeva.
Eppure mia sorella ne  al corrente. Soltanto
si  opposta, in passato, al nostro matrimonio.
Oggi questo non si ripeter. Non ho
babbo n mamma, mi riconosco perci il diritto
di disporre della mia vita e di donarla a chi mi
piace... Vieni, Jean? Credo che ci siamo attardati
un po' troppo.
Pass, al braccio di Jean, davanti all'italiano
che, istintivamente, si tir indietro. Quando fu
nel corridoio disse a mezza voce:
Il dado  tratto. Ormai bisogna mostrarci
a Irene. Naturalmente il Principe andr subito
a raccontarle tutto, e mi aspetto una scenata.
Non aver paura, caro Jean. La tua Lysis, ora,
 forte. Tutta, la collera di Irene, alimentata
da quell'odioso Raspoli, non avr influenza su
di me.
Non ho paura ma sono disperato al pensiero
che dovrai soffrire e che non sar vicino
a te per aiutarti.
La felicit che mi aspetta  cos grande che
val la pena di soffrire, caro mio!
Quando i due giovani entrarono in sala, il concerto
era ormai alla fine. Passarono in mezzo ai
gruppetti, suscitando la meraviglia di tutti. Il
signor de Montailles disse al fratello che, in
quel momento, era vicino a lui:
Di' un po'? Che cosa  saltato in mente a
Jean? Non mi ha detto che conosceva la signorina
Orlannes... Che abbia gi perso la testa
come gli altri?
Irene si era alzata con l'intenzione di andare
in cerca della sorella. Quando meno se l'aspettava
vide, a pochi passi di distanza, Jean e
Lysis...
In un primo momento la sorpresa la inchiod
dove era e le tolse la parola.
Jean de Malay la salut con marcata freddezza,
poi si chin a baciare la mano che la fidanzata
gli porgeva, dicendo:
Arrivederci, Jean, a domani.
De Malay, mentre usciva dalla sala fu bloccato
dal marchese de Montailles.
I miei complimenti! Se non sbaglio, hai
conquistato quella bella insensibile! La conoscevi
gi?
Credi che mi sarei permesso di agire in
quel modo se non ne avessi avuto il diritto? Sono
fidanzato con la signorina Orlannes da quasi
due anni.
Raccont in poche parole come stavano le cose,
e soggiunse:
Ti autorizzo a spargere la notizia. Non abbiamo
nulla da nascondere... tutt'altro!
Ma sai che sei straordinario? Pochi uomini
avrebbero avuto la tua forza d'animo in
una circostanza di questo genere! Ah, caro mio,
la tua sposa non sar certo infelice accanto a te!
Jean sorrise e rispose:
E io, credi che lo sar?
Perbacco, no! Hai la certezza di essere
amato, e sarete gli innamorati pi deliziosi che
si possa immaginare... e nello stesso tempo due
sposi esemplari. Congratulazioni, amico mio!
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
La signora Dormier aveva offerto ospitalit
nella sua automobile a un'amica e, durante il
tragitto, non fece parola di Jean con la sorella.
Appena per fu arrivata a casa, vedendo Lysis
avviarsi verso la sua camera, disse:
Vieni nello studio. Ho da parlarti.
Lysis la segu senza scomporsi.
Irene si ferm ai piedi di una dea di marmo e
guard a lungo la sorella, ritta in faccia a lei.
Hai ritrovato il tuo bel Jean de Malay!
Non ti ci  voluto molto a riconquistarlo! 
bastato uno sguardo... ed  di nuovo ai tuoi
piedi! Alcuni mesi fa ti avrei.detto di non cedere...
di costringerlo ad arrendersi a discrezione...
Ora, la situazione  cambiata. Stai per fidanzarti
col principe Raspoli che, credo, sar...
un po' suscettibile! Bisogner che, almeno per
ora, tu tenga lontano il signor de Malay.
Lysis aveva ascoltata la sorella senza batter
ciglio. Alle sue ultime parole rispose con fierezza:
Che cosa c'entra il principe Raspoli? Il
mio fidanzato  Jean de Malay, l'uomo che ho
sempre amato con tutto il cuore.
Irene ebbe un gesto d'impazienza.
Oggi puoi mirare pi in alto. Anche il
Principe  un bell'uomo,  innamorato come il
signor de Malay, e ha un patrimonio infinitamente
superiore al suo... per non dir nulla del
titolo e delle famiglie con le quali  imparentato.
Inoltre accetta di sposarti con il solo matrimonio
civile, cosa che l'altro, nonostante l'affetto
che ha per te, difficilmente si piegherebbe
a fare... In ogni modo in seguito rimpiangerebbe
il passo fatto! Cerca dunque di dimenticarlo,
bambina mia. Sar meglio per te, e ti risparmierai
dei contrasti col Principe che, dopo tutto,
merita di essere amato.
Irene,  inutile che tu mi parli cos. Prima
di tutto, anche se Jean non esistesse, il principe
Raspoli non lo sposerei mai. Mi  antipatico
come il fumo agli occhi. Che cosa veniva
a fare in quella stanza dove credeva di trovarmi
sola? A importunarmi con i suoi complimenti,
con le sue dichiarazioni che mi sono odiose e
che mi ripete continuamente, nonostante il modo
in cui le accolgo. Per fortuna c'era Jean... Jean,
il mio fidanzato, il mio futuro marito davanti
a Dio! Proprio cos, Irene: faremo il matrimonio
religioso per la semplice ragione che, ora,
il signor de Malay ed io, abbiamo la stessa fede.
La stessa fede? Sei impazzita?
No. Gi da vari mesi mi istruisco nella religione
cattolica, e presto ricever il battesimo
con piena conoscenza di causa. Avevo intenzione
di dirtelo tra un po' di tempo... Il fatto di avere
incontrato di nuovo il signor de Malay, mi costringe
a parlartene prima.
Irene divent livida. Una collera sorda brill
nei suoi occhi che fissavano insistentemente il
viso commosso della sorella.
Tu hai fatto questo?... Di nascosto? Tu mi
hai ingannata, schernita! Mentre ti credevo ancora
mia fedele discepola tu cedevi all'influenza
di quest'uomo! Non avrei mai supposto che
avesse tanta presa sul tuo cuore. Sentivo, s,
qualche cosa di misterioso in te... ma quale
donna non  un po' misteriosa, anche per un'altra
donna? Non immaginavo che tu non eri pi
con me... che non eri pi mia sorella.
Non lo dire, Irene! La mia fede non mi
impedir di continuare...
La sorella la interruppe con un gesto brutale.
Non ci contare! Tutto  finito, ormai, tra
noi. Credevo di aver fatto di te il mio capolavoro
formandoti per la gioia e per l'amore, incarnando
in te quel culto della bellezza che 
tutta la mia vita. S, Lysis, ho adorato la tua
bellezza, come un giorno i greci adoravano i loro
di di pietra e di marmo. Avrei voluto vedere ai
tuoi piedi una folla di devoti, a fronte curva
davanti al tuo potere trionfante.
Irene, tu vaneggi! esclam Lysis un po'
colpita dallo sguardo acceso della sorella.
No, parlo sul serio. Ma a che serve dirti
certe cose? Sei ormai completamente sotto l'influenza
dell'uomo che ami... sotto quella di una
religione che ha rovesciato gli altari degli di
della Grecia. Non so quale potenza misteriosa
possegga... so solo che ha saputo fare delle conquiste
sorprendenti. Tu le appartieni e io continuer
a odiarla, questa religione amica del dolore
che pone ostacoli alle gioie della vita. Tra
noi, dunque, tutto  finito... Te lo ripeto: non
posso continuare a tenerti sotto il mio tetto. Vai
dal tuo Jean de Malay... fai quello che pi ti
piace... Da oggi in poi ti ignoro!
Lysis usc in una esclamazione di dolore.
Irene,  mai possibile? Mi scacci cos? Eppure
sembrava che tu mi volessi bene...
E fece atto di prendere nella propria la mano
di Irene.
La signora Dormier si trasse indietro e lanci
alla sorella un'occhiata piena di odio.
No, no! Non capisci che mi sei diventata
odiosa? Che rappresenti per me una delusione...?
Tu fai svanire tutti i miei sogni... Mi fai
soffrire... Parti subito. Non posso sopportare la
tua presenza qui. Lasciami in mezzo ai miei di
di marmo. Loro non mi daranno delusioni come
me le hai date tu, bella statua che fosti il mio
idolo! Non avrei mai creduto che ti saresti piegata
volontariamente ai piedi del Dio dei cristiani.
E si drizz davanti a Lysis stupefatta, fulminando
col lampo dei suoi occhi scuri il bel visetto
sconvolto.
Questa volta Lysis non protest. Aveva capito
che nell'animo di quella donna c'era posto soltanto
per il suo culto folle. Ogni altro sentimento
era morto, ormai!
S, appartengo a Dio con tutta la pienezza
della mia volont, disse con accento fermo per
quanto la sua voce tremasse per la commozione.
Addio, Irene. Se hai bisogno di me sar sempre
pronta a correre al tuo fianco.
Addio!
Lysis si volt e si diresse verso la porta.
La sorella le corse dietro.
Aspetta, lascia che ti guardi ancora... Lascia
che sazi i miei occhi della tua bellezza che non rivedr pi!
Lysis si tir indietro con una mossa di veemente
protesta.
No, Irene, non voglio questa adorazione sacrilega.
Che il Signore abbia compassione di te,
povera sorella mia!
Si allontan rapidamente e and in camera
sua. Una volta l si spogli e indoss il vestito
pi semplice che aveva.
I suoi occhi erano pieni di lagrime. Essere
scacciata cos... Scacciata come una domestica
colpevole... gettata in mezzo alla via come un oggetto
che non piace pi! Per quanto gi da tempo
avesse perso ogni illusione sulla sorella, non
si sarebbe mai aspettata questo da lei.
Che cosa le conveniva fare? Andare da Jean e
consigliarsi con lui? Fu il suo primo pensiero...
Poi riflett che a quell'ora, che era quella della
cena, non l'avrebbe trovato in casa, sia che
pranzasse al restaurant che da un amico. Inoltre
Lysis, per quanto giovane ancora, era diventata
molto prudente e temeva che un passo del
genere da parte sua potesse essere male interpretato.
Non voleva che la minima ombra pesasse
sulla fidanzata di Jean!
Pens allora a don Martin, il sacerdote che le
impartiva l'istruzione religiosa... A quell'ora
l'avrebbe certamente trovato in casa. S, era meglio
rivolgersi a lui! Le avrebbe indicato la via
da seguire e un tetto sicuro sotto il quale passare
la notte.
Mise in una valigetta solo gli oggetti indispensabili.
Tutti gli altri erano stati pagati col denaro
di Irene e non volle portarli via.
Usc come una poverella da quella casa il cui
lusso, negli ultimi due anni, era stato un peso
cos grave per lei.
Jean l'avrebbe presa cos, senza un soldo. Ma
Lysis era felice di dovergli tutto. Jean l'amava
e lei gli avrebbe dato, in compenso, tanta tanta
felicit.
Lasci la casa di Irene senza che nessuno la
vedesse. Mentre scendeva le scale i singhiozzi
la soffocavano. Nonostante tutto, il suo cuore
amante era ancora un po' attaccato a quella sorella
maggiore che le aveva ispirato tanto affetto
e tanta ammirazione. Inoltre, ora che conosceva
i principi del cristianesimo, fremeva di angoscia
davanti alla miseria, alla spaventosa cecit di
quell'anima...
Don Martin non la fece aspettare e la raggiunse
subito nella stanza dove era stata introdotta.
Quando Lysis gli ebbe detto in quale situazione
si trovava, dichiar:
Per il momento la cosa pi importante 
quella di trovare un posto ove rifugiarvi. Qui
vicino c' un'ottima pensione familiare dove vi
troverete benissimo. Vi dar un rigo di raccomandazione
per la proprietaria. Poi scriver al
vostro fidanzato in modo che domani mattina
venga a parlare con me. Chi  il vostro tutore,
figliuola?
Non lo conosco. Mia sorella mi ha detto
che era un vecchio scapolo, molto bisbetico, che
ha accettato l'incarico a condizione di non occuparsi
mai di me e di mio fratello.
Credete che acconsentir ad accogliervi momentaneamente
in casa sua, fino al giorno del
vostro matrimonio?
Oh, son sicura di no!
In tal caso non vi resta che rifugiarvi presso
la famiglia del vostro fidanzato. Ha uno zio,
una zia, una sorella sposata?
Ne ha due. Una  in Algeria, l'altra abita
vicino a lui.
Ebbene, pu darsi che questa sia disposta
ad accogliervi in casa sua.
Crederei di s.  tanto buona! Sono tutti
molto buoni.
Sistemeremo la faccenda insieme, il signor
de Malay ed io. Datemi il suo indirizzo. Io intanto
vi dar quello della pensione di cui vi ho
parlato.
Lysis and via tutta consolata. Per, le emozioni
della giornata l'avevano scossa profondamente
e, dopo una notte agitata, si svegli disfatta
e con un forte mal di testa.
Verso le dieci, quando si finiva di vestire, la
cameriera venne a dirle che don Martin le voleva
parlare.
Il sacerdote non era solo. Quando Lysis entr
Jean le corse incontro e le prese le mani.
Povera la mia piccina!
Jean, non ho pi che te!
E si gett singhiozzando nelle sue braccia. Finalmente
i suoi nervi sovraeccitati da una notte
quasi insonne, si distendevano!
Lasciatela piangere, disse il sacerdote a
Jean che cercava di calmarla. Ne ha bisogno,
povera figliuola! Sono mesi che lotta in quell'ambiente
malsano in cui la sorella la costringeva
a vivere. La vostra fidanzata ha una bell'anima,
signore.
Un po' per volta i singhiozzi si calmarono. Lysis,
seduta accanto a Jean, fu in grado di ascoltare
la decisione presa, salvo, si capisce, la sua
approvazione.
Prima di tutto ti accompagner dalla nonna,
alla Varellire, disse Jean stringendo con
tenerezza la mano sottile. Poi andrai in casa
di Maddalena fino al nostro matrimonio. Ti vizieremo...
ti vorremo tanto bene per farti dimenticare
questi brutti giorni. Sei contenta, amor mio?
E me lo domandi? Per... che cosa diranno
la signora de Malay e la tua sorella vedendomi
arrivare cos, come una intrusa?
Diranno che sono felici di vedermi cos contento
e faranno a gara per circondare di affetto
la mia cara Lysis che non tarder a conquistare
i loro cuori. Partiremo domani mattina col treno
delle otto e mezzo. Va bene?
Certo... Non ho bagaglio! Ho portato via
da Irene solo l'indispensabile. Sposi la miseria
assoluta, caro Jean!
In ogni caso non certo la miseria dell'anima!
Ricordati, Lysis, che da ora in poi tutto
quello che ho  tuo. Sono a tua disposizione per
tutto quello che ti pu occorrere.
Grazie. Da te accetter tutto. Don Martin,
benediteci. Vorrei che questo fosse, in certo modo,
il nostro fidanzamento ufficiale, consacrato da Dio.
Si inginocchiarono, e il sacerdote, profondamente
commosso, pronunzi sulle loro teste abbassate,
la formula della benedizione. Poi si ritir
dopo aver detto a Jean stringendogli la mano:
Signore, la affido al vostro onore di cristiano
e di gentiluomo. Date le circostanze, mi 
sembrato che affidarla a voi fosse la cosa migliore.
La mattina dopo il treno port Lysis e Jean
verso la Vandea.
Lysis era stanca, abbattuta, ma sorrideva a
Jean, felice delle premure che aveva per lei.
La sera prima Jean aveva telegrafato:
Arriver domani. Non state in pensiero. Tutto
bene.
La macchina l'aspettava davanti alla stazione,
con Maximin, il cameriere-autista.
Alla Varellire la signora de Malay, molto
perplessa per quel ritardo inaspettato, seguiva
con una certa impazienza il cammino delle lancette
sul quadrante.
La sua impressione fu tale, vedendo entrare 1
due giovani, che divent pallida come una
morta.
Allora Lysis si fece avanti e le si inginocchi
ai piedi, dicendo con voce rotta:
Signora, la fidanzata del vostro nipote vi
chiede di accoglierla.  una povera figliuola...
Non ha famiglia, non ha denari, ma ama Jean
con tutto il cuore e desidera solo di diventare
una donna cristiana come voi.
Anche Jean pieg un ginocchio a terra accanto
alla fidanzata, e cinse col braccio le sue spalle.
Nonna, ecco qui la mia Lysis. Sua sorella
l'ha cacciata di casa ieri l'altro sera, quando ha
saputo che era diventata cattolica. Non ha che
noi per proteggerla. Nonna, ti chiedo di accoglierla
e di volerle bene.
Per tutta risposta la signora de Malay prese
tra le mani il bel viso emozionato e lo baci con
affetto.
Sii la benvenuta, cara nipotina, povera piccina mia!
Jean, con aria maliziosa e commossa, soggiunse:
Nonna, era terrorizzata all'idea dell'accoglienza
che le avresti fatta. Via via che la macchina
si avvicinava alla Varellire, duravo fatica
a rassicurarla!
La mano della nonna si pos sui capelli biondi
del nipote e li accarezz.
Vedete che vi ho accolti bene, miei cari ragazzi,
disse con un sorriso affettuoso. Sai,
Jean, ho tanta fiducia in te, che so di poter accogliere
a cuore aperto la fidanzata che ti sei
scelta e che hai condotta nella vecchia casa dove
 vissuta la tua mamma. Sedetevi qui, accanto
a me, e raccontatemi tutto. Intanto metteranno
un altro posto a tavola per te, piccina mia.
Nonna, Lysis non ne pu pi. Sarebbe meglio
che andasse a letto e che le portassero in
camera una cena leggera.
S, hai l'aria stanca, bambina, disse la
signora de Malay accarezzando la guancia vellutata.
Jean, suona e di' che preparino subito
una camera.
Un po' pi tardi, quando il giovane si trov
solo con la nonna, le raccont per filo e per segno
tutto quello che era accaduto negli ultimi due
giorni.
La brava signora lo ascolt uscendo ogni tanto
in esclamazioni, commosse o indignate, a seconda
che si trattava di Lysis o di Irene.
Quando Jean ebbe finito, gli chiese:
Sei tranquillo, ragazzo mio? Credi che questa
ragazza sar per te una moglie buona e
seria?
S, oh, s!
La nonna sorrise a questo grido cos spontaneo.
Ecco che ti ritrovo, mio caro Jean dagli
occhi pieni di sole! Credo davvero che la tua fiducia
sia ben riposta. Mi ha colpito il suo sguardo
cos leale, cos limpido, cos luminoso! 
deliziosa, Jean, e... non ho il coraggio di rimproverarti,
ragazzo mio!
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Le foglie nuove dei tigli ondeggiavano al soffio di una brezza tiepida, profumata dalle mammole, fiorite in una piccola aiuola sotto le finestre della vecchia signora de Malay.
La vecchia signora faceva la calza e aspirava quel profumo primaverile. Spesso il suo sguardo sereno si volgeva a un'altra primavera: Lysis, vestita di chiaro, seduta sotto i vecchi alberi.
Aveva tra le braccia il suo piccolo Henri che stentava ad addormentarsi.
Per quanto conquistata subito dalla grazia incantevole della moglie di Jean, per un po' di tempo la vecchia signora non si era sentita troppo tranquilla in cuor suo.
Possibile che l'educazione di Irene non avesse lasciato traccia in lei?
Sarebbe rimasta seria e riflessiva come si era  mostrata durante il fidanzamento e nei primi tempi del matrimonio?
Jean, innamorato come era, avrebbe saputo mostrarsi fermo, energico, in caso di necessit?
I suoi timori si erano presto dissipati.
Lysis continuava la tradizione delle signore de Malay... Era una cristiana fervente, una sposa modello, si occupava dei poveri e dirigeva la casa con tatto e abilit. Per la vecchia nonna, poi, era piena di premure affettuose!
S, quella ragazza aveva un carattere d'oro, e la signora de Malay le voleva bene quasi quanto al nipote... Lo meritava, del resto, perch rendeva Jean cos felice!
Giusto, eccolo l il suo Jean che tornava a casa...
Camminava di buon passo e la sua sposa gli sorrideva da lontano, facendogli cenno di far piano per non svegliare il loro piccino.
Si sed accanto a lei, si chin per baciare la testolina scura del suo bambino e, nello stesso tempo, il braccio bianco che reggeva il piccolo.
La nonna, dalla finestra, sorrise commossa.
Come era innamorato il suo Jean!
La signora de Malay torn, con un misto di tristezza e di gioia retrospettiva, ai tempi felici, e ormai lontani, quando un marito giovane, buono e bello come Jean, la circondava di tenerezza...
La guerra li aveva separati per sempre, in questa vita!
Mentre la nonna sognava cos, Jean raccontava alla moglie i piccoli incidenti della passeggiata attraverso le sue terre. Aveva l'abitudine di confidarle tutto, di vivere in una unione completa di anima e di cuore.
Maddalena de la Hallire diceva: Jean  Lysis; Lysis  Jean. Vivono l'uno per l'altro.
La giovane sposa si alz per posare il bambino nella culla.
Jean sal in camera dove, poco dopo, lo raggiunse Lysis con la posta.
Che c' di nuovo?
Non ho ancora guardato. Ho preso tutto in blocco dalle mani del postino. I tuoi giornali... delle lettere per noi...
A questo punto le sfugg un grido soffocato. ... Una lettera di Irene.
La fronte di Jean si rannuvol. Non che avesse paura per la moglie... Lysis era troppo profondamente religiosa, ormai, troppo sua per subire l'influenza nociva della sorella. Ma, dato che la signora Dormier non si era mai fatta viva in quei due anni, gli sembrava strano che, dopo averla cacciata di casa, le scrivesse.
Sapeva inoltre dai de Carbonnes che la vita di Irene era sempre pi conforme ai suoi principi di libera morale e tale da costituire un ostacolo a una ripresa di rapporti, anche lontani, tra le due sorelle.
Lysis scrse rapidamente la lettera, impallid, e cacci un grido di dolore.
Mio Dio, che disgrazia! Leggi, Jean.
Jean de Malay prese il foglio che la moglie gli porgeva e lesse: Lysis, vorrei dirti addio prima di morire.
Non spero pi in una guarigione. Bisogna proprio che ti veda per alleggerire la mia coscienza da un segreto terribile prima di perdere le mie ultime forze. Abbi compassione di me e fai quello che ti chiedo. Vieni subito, te ne prego, altrimenti sar troppo tardi.
Irene.
Quando Jean e Lysis arrivarono a Cannes il tempo era un po' imbronciato.
Le isole dell'Estrel sparivano dietro una nebbia di un color grigio opaco che velava le cime lontane, e perfino la citt.
Anche il mare era grigio, di un grigio sporco e fangoso.
Sotto il cielo basso, grigio-piombo, il paese delle luci aveva l'aspetto tetro e malinconico.
I viaggiatori sentirono ancora di pi questa impressione di tristezza quando si trovarono all'Olivette.
I pini avevano l'aria funebre e le gocce d'acqua che la nebbia aveva deposte sui loro rami sembravano tante grosse lagrime.
All'entrata della villa gli olivi lasciavano pendere i loro rami di un verde sbiadito, e le palme erano fuor di posto in quell'atmosfera grigia.
Una cameriera venne ad aprire la porta.
Sono Lysis, la sorella della signora Dormier...
ed ecco qui mio marito, disse la giovane signora accennando Jean de Malay con un rapido gesto della mano. Come sta la signora?
La cameriera rispose: Malissimo. Da quarantotto ore i medici hanno perso ogni speranza. Vi aspetta, signora...
Aspetta ansiosamente il vostro arrivo! Dio sia lodato, siete ancora in tempo... come il sacerdote!
Il sacerdote? esclamarono ad una voce Lysis e Jean. Come?
Capisco la vostra sorpresa, rispose la cameriera invitandoli ad entrare. La signora Dormier  malata gi da alcuni mesi, e il nostro parroco  venuto sempre a trovarla due o tre volte per settimana. Stamani le ha dato l'Olio Santo...
Lysis, incapace ormai, al par del marito, di nascondere la meraviglia, la interruppe: Volete dire che la signora Dormier ha accettato di istruirsi nella religione cristiana?
La signora Dormier ha chiesto personalmente gli aiuti della religione.
Mia moglie ed io vi ringraziamo delle vostre informazioni. Posso chiedervi, ora, di condurci dalla signora Dormier?
La cameriera si affrett ad accompagnarli fino alla porta della camera della malata. Preg poi Lysis e Jean di aspettarla. Torn poco dopo e li fece passare.
Lysis si gett singhiozzando tra le braccia di Irene.
Jean de Malay, ritto ai piedi del letto e unico testimone di quella scena emozionante, non batt ciglio, e si sforz di nascondere la propria commozione.
Quando si fu rialzata, Lysis guard in viso la sorella e stent a riconoscere quella che era stata una delle donne pi adulate e corteggiate di Parigi.
Dove era andata la bellezza di cui Irene Dormier era cos fiera e alla quale aveva votato un vero culto?
Con voce debole, e tra due respiri rochi che sollevavano penosamente il suo petto oppresso, la morente sussurr: Vi ringrazio tutti e due di essere venuti.
Sto per morire, lo sento, e prima di lasciare questa terra voglio liberarmi la coscienza di un segreto orribile... Capisci, Lysis... di un segreto orribile del quale sarai la depositaria insieme a tuo marito. Lysis, perdonami, te ne prego... perdonami quello che sto per confessarti... in questo minuto in cui chi  sull'orlo della morte non mentisce mai... Ho ucciso Hlos!
Lysis cacci un grido che soffoc nella mano!
Lasciami finire. S, Lysis, continu la moribonda, ho ucciso Hlos la notte stessa del mio ritorno a Cannes. Ripensa a quando sono arrivata... Tu abbracciavi Hlos che avevi convertito ai tuoi principi., contro i quali avevo sempre lottato. Non ho potuto reggere all'idea di perdere Hlos... capisci?... di perderlo come in seguito ho perduto te, Lysis... Allora, quella notte, sono andata in camera sua. Mi ha chiesto da bere. Aveva la febbre. Ho versato una presa di stricnina nel suo bicchiere...
Lysis non pot trattenere una esclamazione di terrore.
Tu hai fatto questo?... Tu?
S, Lysis, ho avuto la forza di diventare una criminale. Soltanto in seguito ho avuto orrore di quello che avevo fatto. Il rimorso mi ha torturata... mi ha roso il cuore come la cancrena rode la carne. Poi, ad un tratto, ho capito il mio errore... l'orrore del mio delitto. Ho chiesto perdono a Dio. S, Lysis, a Dio... e un prete di qui mi ha istruita in quella religione dalla quale vi avevo sempre tenuti lontani, te ed Hlos.
Quel prete mi ha detto che il Signore mi ha perdonata perch mi sono pentita sinceramente. Mi perdonerai anche tu? Mi perdonerete tutti e due?
Datemi questa gioia prima che muoia.
Lysis prese tra le sue la mano scarna, quasi diafana, della sorella.
Jean ed io ti perdoniamo di cuore!
La moribonda si sforz di sorridere ed ebbe la forza di dire: Vi ringrazio... siate felici!
Lysis le chiuse gli occhi.
Il signor de Malay e la moglie non si trattennero all'Olivette dove la bambinaia li aveva raggiunti col piccino.
La graziosa villetta fiorita, col suo aspetto di piccolo tempio, non era pi ai loro occhi che un monumento funebre da quando due creature, in poco tempo, si erano riunite nella morte.
Non vedevano l'ora di andarsene lontano!
Prima di partire, per, andarono a sedersi sotto la pergola inghirlandata di rose e di glicine, l dove Jean aveva detto a Lysis per la prima volta: Ti amo!
Anche allora, come quel giorno, i loro occhi si posarono sopra una festa di luci e di colori.
Una nebbiolina dorata velava la massa scura dell'Estrel e i boschi di Santa Margherita.
Lysis appoggi la testa sul petto di Jean, e mormor: Questo paesaggio mi ricorda il giorno in cui ci siamo detti di volerci bene, ma mi ricorda anche molte cose dolorose.
Partiamo, allora.
No, aspetta un poco. Baby sta per addormentarsi.
Il loro sguardo si abbass sulla creaturina che dormiva sui ginocchi della mamma.
Jean disse a mezza voce: Come  bello il nostro Henri! Ti rassomiglia, amore mio!
I begli occhi azzurri, del colore dell'acqua profonda, gli sorrisero. Lui li baci a lungo, teneramente.
... Dagli anche la tua anima, tesoro mio...
la tua bella anima leale e pura che mi ha attirato a te e mi ha incantato pi della tua bellezza.
Caro Jean, ti ringrazio di essere stato lo strumento di Dio per la mia salvezza. La morte non ci separer, perch crediamo nella Vita eterna.
...
.
...
FINE.